[A] Le scelte effettuate dall'amministrazione nell'adozione degli strumenti urbanistici richiedono una motivazione puntuale e mirata laddove incidano su zone territorialmente circoscritte? Che rilevanza assumono in tale contesto il superamento degli standard minimi di cui al D.M. 2 aprile 1968, ovvero la lesione dell'affidamento del privato derivante da convenzioni di lottizzazione o accordi di diritto privato intercorsi con il Comune? L’esistenza di situazioni di aspettativa qualificata scaturente da strumenti attuativi già convenzionati costituisce una preclusione assoluta all’esercizio del potere di pianificazione territoriale? [B] Lo ius variandi di cui l’amministrazione gode rispetto alle previsioni urbanistiche legittima lo scioglimento dai vincoli eventualmente assunti mediante atti convenzionali?"/>
ISSN 2498-9916
Direttore: Avv. Francesco Barchielli

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