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ISSN 2498-9916
Direttore: Avv. Francesco Barchielli

ARGOMENTO: Rifiuti, discariche ed inceneritori

T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sezione I, maggio 2017

Sull'ordine di smaltimento rifiuti con particolare attenzione all’obbligo del proprietario di "recingere il fondo".

Consiglio di Stato, Sezione IV, maggio 2017

Quali sono i presupposti affinché il proprietario del fondo inquinato possa essere obbligato allo smaltimento dei rifiuti? Può correlativamente ritenersi esistente un generale obbligo di recinzione?

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, marzo 2017 (25.10.2017)

[A] In quali casi i residui da demolizione possono essere ricondotti alle categorie delle materie prime secondarie o dei sottoprodotti? Insomma, ai fini del reato previsto dall'art. 256, commi 1-3, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, i materiali provenienti da demolizione possono essere qualificati come rifiuti? [B] Quand'è che può parlarsi di deposito temporaneo?

Consiglio di Giustizia Amministrativo per la Regione Sicilia, aprile 2017

Sull’art. 208, comma 6, del d.lgs. n. 152 del 2006: può l'amministrazione denegare il rinnovo dell’A.I.A. basandosi semplicemente sulla presunta illegittimità urbanistica della precedente A.I.A.?

T.A.R. Puglia, Bari, Sezione I, aprile 2017

Qual'è il criterio da utilizzare per l' accertamento del nesso causale tra operatore e inquinamento? E' possibile presumere l’esistenza di un nesso di causalità tra determinati operatori e l’inquinamento accertato attraverso semplici indizi plausibili?

T.A.R. Marche, Ancona, Sezione I, aprile 2017

I materiali provenienti da attività di demolizione e di scavo devono essere qualificati come rifiuti e quindi sottoposti alla relativa normativa?

T.A.R. Toscana, Firenze, Sezione II, aprile 2017

Il principio “chi inquina, paga”, vale anche per le misure di messa in sicurezza d’emergenza?

T.A.R. Lazio, Latina, Sezione I, marzo 2017

Precisazioni sull'obbligo di procedere alla rimozione dei rifiuti di cui all’art. 192, d. lgs. 3 aprile 2006 n. 152.

T.A.R. Lombardia, Milano, Sezione III, marzo 2017

Sulla prova della responsabilità di cui all'art. 192 del codice dell'ambiente, con particolare riferimento all'esistenza di un nesso di causalità fra l'azione o l'omissione ed il superamento —o pericolo concreto ed attuale di superamento— dei limiti di contaminazione.

T.A.R. Lombardia, Milano, Sezione III, marzo 2017

A seguito della risoluzione del contratto di leasing, può il proprietario che sia rientrato nei suoi poteri ritenersi responsabile della corretta bonifica dei rifiuti di amianto?

T.A.R. Lombardia, Brescia, Sezione I, marzo 2017

Sulla vexata quaestio della natura della responsabilità del proprietario di un fondo oggetto di abbandono indiscriminato di rifiuti da parte di ignoti. Insomma, quali misure è tenuto ad adottare il proprietario non responsabile dell'inquinamento?

T.A.R. Lombardia, Milano,Sezione III, marzo 2017

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T.A.R. Lombardia, Milano, Sezione III, febbraio 2017

Sull'abbandono di rifiuti: la curatela fallimentare può essere destinataria, a titolo di responsabilità di posizione, di ordinanze sindacali dirette alla tutela dell’ambiente in ragione del precedente comportamento omissivo o commissivo dell’impresa fallita?

T.A.R. Lombardia, Brescia, Sezione I, febbraio 2017

Il divieto di recuperare e smaltire i rifiuti nelle Regioni diverse da quelle di produzione risulta applicabile anche ai rifiuti urbani pericolosi?

T.A.R. Veneto, Venezia, Sezione III, gennaio 2017

Sul principio di precauzione: la messa in sicurezza del sito presuppone necessariamente l’individuazione dell’eventuale responsabile?

T.A.R. Veneto, Venezia, Sezione III, dicembre 2016

La mancanza di regolamenti comunitari o di decreti ministeriali relativi alle procedure di recupero di determinati rifiuti, precludere sic et simpliciter il potere dell’Autorità competente di valutare comunque l’eventuale rilascio delle relative autorizzazioni?

T.A.R. Piemonte, Tornio, Sezione I, gennaio 2017

A fronte della legislazione statale di cui al d.lgs. 152/2006 può considerarsi ammissibile un “programma provinciale di gestione dei rifiuti”?

T.A.R. Campania, Salerno, Sezione II, dicembre 2016

Quand’è che l'ordine di rimozione dei rifiuti presenti sul fondo può essere rivolto direttamente al proprietario?

T.A.R. Lombardia, Milano, Sezione III, dicembre 2016

La curatela fallimentare subentra negli obblighi più strettamente correlati alla responsabilità dell'imprenditore fallito in tema di abbandono di rifiuti? L'ordine di bonifica può essere intimato al curatore fallimentare?

T.A.R. Puglia, Bari, Sezione I, dicembre 2016

Può l'Amministrazione, in via generale, dettare disposizioni di “interpretazione autentica” su propri pregressi provvedimenti? In tal senso il privato può esigere l’adozione di  un provvedimento di interpretazione autentica sulle determinazioni del Settore Ambiente e Rifiuti della Provincia in ordine alle attività di risanamento ambientale? 

T.A.R. Marche, Ancona, Sezione I, dicembre 2016

Sull'art. 192 d.lgs 152 del 2006: è possibile configurare una responsabilità oggettiva a carico del proprietario o di colui che a qualunque titolo abbia la disponibilità dell'area interessata dall'abbandono dei rifiuti?

T.A.R. Toscana, Firenze, Sezione II, novembre 2016  

Sulla tutela paesaggistica in tema impianti per lo smaltimento dei rifiuti: l’attività di gestione rifiuti in zona paesaggisticamente vincolata deve ritenersi soggetta (anche) all’autorizzazione dell’Autorità preposta al vincolo a prescindere dalla circostanza che venga svolta in impianto già esistente?

T.A.R. Lombardia, Milano, Sezione II, novembre 2016

[A] L’interesse del privato ad impugnare lo strumento pianificatorio può esaurirsi nella generica aspettativa a una migliore pianificazione dei suoli di propria spettanza? [B] Sull’articolo 5, comma 1, lettera p) del decreto legislativo n. 152 del 2006 e sulle nozioni di “autorità competente” e “autorità procedente”: che rapporti intercorrono tra i due enti? Cosa accade nell’ipotesi in cui possa riscontrarsi la compresenza delle due funzioni di autorità procedente e di autorità competente nell’ambito della stessa amministrazione?

T.A.R. Lombardia, Brescia, Sezione I, novembre 2016

Può il Responsabile del Settore Tecnico del Comune adottare l’ordinanza a disporre le operazioni necessarie alla rimozione ed allo smaltimento dei rifiuti di cui all’art. 192 del D. Lgs. n. 152 del 2006?

T.A.R. Liguria, Genova, Sezione I, novembre 2016

Sulla natura della responsabilità del proprietario di un fondo oggetto di abbandono indiscriminato di rifiuti da parte di ignoti

T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sezione I, ottobre 2016

Sui divieti di abbandono e deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo: a chi spetta la competenza ad emanare l’ordinanza di rimozione?

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, settembre 2016

Sull’art. 192 del testo unico in materia ambientale: a chi spetta adottare l’ordinanza prevista da tale norma?

T.A.R. Veneto, Sezione III, settembre 2016

Può il curatore fallimentare di una società posta in procedura concorsuale essere destinatario di ordini di smaltimento di rifiuti e di bonifica di siti contaminati?

Corte di Cassazione, Sez. III Penale, settembre 2016 (ud.6.3.2016)

I materiali inerti provenienti da demolizioni e costruzioni possono essere assimilati alle terre e rocce da scavo?

T.A.R. Veneto, Sezione II, giugno 2016

Sulla natura e i caratteri della normazione contenuta nei piani urbanistici, con particolare riferimento alle prescrizioni del piano regionale dirette a limitare o vietare del tutto di realizzare ampliamenti di strutture di smaltimento di rifiuti

T.A.R. Emilia Romagna, Parma, Sezione I, settembre 2016

L’ordinanza di rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi può essere adottata dai dirigenti comunali? Cosa accade nel caso di Unione di Comuni?

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione II, settembre 2016

Sul dovere di smaltimento dei rifiuti abbandonati

T.A.R. Lazio, Latina, Sezione I, giugno 2016

[A] L’obbligo di rimozione dei rifiuti di cui all’art. 192, d.lgs. 152/20016 sorto in capo ad una società di capitali può ricadere in via automatica sui soci della stessa? [B] L'obbligo di ripristino del fondo a carico del titolare di un diritto di godimento sul bene sul quale è avvenuto l’abbandono può essere qualificato come un’obbligazione propter rem?

T.A.R. Marche, Sezione I, luglio 2016

[A] Le considerazioni relative all'urbanistica e agli strumenti di programmazione devono essere considerate estranee al procedimento di VIA? [B] Sui dubbi di illegittimità costituzionale dell’art. 208 c.6 del d.lgs. n. 152 del 2006

T.A.R. Marche, Sezione I, luglio 2016

[A] Sull’ordinanza sindacale di rimozione dei rifiuti e, in particolare, sulla prova del riutilizzo di materiali aventi l’oggettiva consistenza di rifiuti. [B] Teloni e i film di protezione dei prodotti e veicoli fuori uso devono essere qualificati come rifiuti?

T.R.G.A. Bolzano, luglio 2016

Sulla tracciabilità e la miscelazione dei rifiuti

Consiglio di Stato, Sezione IV, luglio 2016

Sul comma 3 dell’art. 192 del decreto legislativo n. 152 del 2006 in tema di rimozione, avvio a recupero e smaltimento dei rifiuti: il procedimento dallo stesso previsto deve necessariamente essere preceduto dalla comunicazione di avvio?

T.A.R. Puglia, Lecce, Sezione I, giugno 2016

[A] Sull’art. 192 d.lgs. n. 152/06: la norma configura un'ipotesi legale di responsabilità oggettiva? [B] Su quali elementi va valutata l’idoneità delle cautele adottate dal soggetto proprietario o utilizzatore del bene? [C] L'eventuale mancata recinzione del fondo costituisce di per sé la prova della colpevolezza del proprietario? [D] Può ritenersi esigibile la predisposizione di un servizio di vigilanza notturno e diurno sull’area?

T.A.R. Toscana, Sezione II, giugno 2016

Sull’art. 192, 3° comma del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152: la mera qualifica di proprietario del suolo può rappresentare la fonte di una responsabilità a titolo oggettivo per il ritrovamento di rifiuti e il loro smaltimento?

T.A.R. Toscana, Sezione III, giugno 2016

Le procedure autorizzative semplificate previste dagli artt. 214 e seguenti del D.Lgs 152 del 2006 riguardano solo “l’esercizio delle operazioni di recupero dei rifiuti” (art. 216 comma 1) ovvero anche la legittimazione sotto il profilo edilizio degli impianti attraverso cui tali attività vengono svolte?

T.A.R. Toscana, Sezione III, giugno 2016

Sulla ammissibilità o meno della tesi secondo cui le autorizzazioni all’esercizio dell’impianto di recupero e messa in riserva di rifiuti non pericolosi avrebbero carattere unitario ed assorbirebbero, pertanto, in sé anche il rilascio dei permessi edilizi

T.A.R. Toscana, Sezione II, giugno 2016

[A] Una volta individuati esattamente l’estensione dell’area soggetta all’obbligo di rimozione dei rifiuti e il soggetto tenuto ai relativi adempimenti, che rilevanza assumono eventuali errori compiuti dall’Amministrazione nelle operazioni di quantificazione della volumetria dei rifiuti? [B] Sull'art. 107, d.lgs. n. 267 del 2000: a chi spetta la competenza relativa all'emanazione dell'ordinanza di rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi?

T.A.R. Toscana, Sezione III, giugno 2016

Il procedimento finalizzato all’installazione ed all’esercizio degli impianti di recupero e messa in riserva di rifiuti non pericolosi assorbe in sé anche il rilascio dei permessi edilizi?

Consiglio di Stato, Sezione V, maggio 2016

Sulla classificazione normativa del digestato: prodotto, refluo zootecnico, sottoprodotto, o rifiuto?

T.A.R. Toscana, Sezione II, aprile 2016

Sull’obbligo e sui limiti di procedere alla rimozione dei rifiuti relativamente al responsabile, al proprietario del sito ed al titolare di diritti reali o personali di godimento relativi ad esso

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, aprile 2016

Che rilevanza assume l'adozione di ordinanze contingibili ed urgenti da parte del Sindaco (o delle altre autorità competenti previste dalla norma), ai sensi dell'art. 191 d.lgs. 152 del 2006 sulle attività di smaltimento di rifiuti non autorizzate integranti reato?

T.A.R. Puglia, Lecce, Sezione I, aprile 2016

Sulla natura assunta dall’ordinanza di rimozione dei rifiuti abbandonati di cui all’art. 192 del decreto 152 del 2006 e sui rapporti intercorrenti tra questa e l’ordinanza di cui all’art. 50 o 54 del TUEL

T.A.R. Veneto, Sezione III, marzo 2016

Sul piano di gestione rifiuti: legittimazione all’impugnativa

T.A.R. Toscana, Sezione I, marzo 2016

Può la titolarità dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività di recupero rifiuti essere utilmente opposta al Comune quale variante urbanistica ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 208 D.Lgs. n. 152/2006?

Consiglio di Stato, Sezione V, marzo 2016

Sulla legittimazione attiva delle amministrazioni comunali in materia ambientale, con particolare riferimento all’ipotesi della realizzazione di un’opera (un impianto di trattamento di rifiuti) sul territorio di un comune limitrofo

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II-Bis, febbraio 2016

[A] Sulla legittimazione ad agire avverso un provvedimento avente un oggetto particolare e specifico: il trattamento dei rifiuti. [B] Sulla devoluzione alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo delle controversie attinenti alla complessiva azione di gestione dei rifiuti

Consiglio di Stato, Sezione V, dicembre 2015

Quali strumenti urbanistici possono essere sussunti nel disposto dell’art. 208, co. 6 del codice dell’ambiente? A mente del combinato disposto degli artt. 6, co. 12 e 208, co. 6, del codice dell’ambiente, l’approvazione del progetto di costruzione e gestione di un impianto di smaltimento e recupero di rifiuti, oltre a sostituirsi a tutti gli atti di assenso regionali, provinciali e comunali, costituisce variante automatica agli strumenti urbanistici comunali ed anche a tutti gli altri piani e programmi sovra ordinati?

Consiglio di Sato, Sezione V, gennaio 2016

L’ordinanza che dispone le operazioni necessarie alla rimozione ed allo smaltimento dei rifiuti può rientrare nella competenza del Responsabile del Settore Vigilanza, ovvero è di competenza esclusiva del sindaco?

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, febbraio 2016

[A] L’art. 192, d.lgs. n. 152 del 2006 esclude a priori la possibilità per l'ente di far uso, per garantire la rimozione dei rifiuti, del potere extra ordinem proprio delle ordinanze contingibili ed urgenti? [B] Cosa succede quando a trasgredire le leggi a tutela dell'ambiente e della salute sia una Regione? [C] Sull’elemento soggettivo richiesto dall’art. 192 del testo unico n. 152 del 2006

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, gennaio 2016

Sulla prestazione di garanzie riferite al periodo di post gestione delle discariche: può quest’ultima essere estesa anche a discariche già chiuse, ovvero per le quali nulla si disponga in merito al Piano di adeguamento?

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione III, gennaio 2016

[A] Come va intesa la dizione secondo la quale, in materia di tutela dell’ambiente, lo Stato stabilisce “standard minimi di tutela”? [B] Può la normativa regionale, almeno nelle more della definizione dei criteri statali, imporre divieti generali di “realizzazione e utilizzo di determinati impianti su tutto il territorio regionale”? [C] Alle Regioni è consentito introdurre un limite di localizzazione delle discariche, legato alla saturazione del territorio, come il Fattore di Pressione?

Consiglio di Stato, Sezione V, dicembre 2015

[A] Quale responsabilità può essere imputata ai proprietari delle aree interessate dallo “spargimento dei rifiuti”, laddove quest’ultimo consista nello spargimento di rottami tipici come parti di fusoliera, di carrelli, di timoni di coda e di parti interne, conseguente allo schianto di un velivolo? [B] Che rilievo assume ai fini della configurabilità o meno di una responsabilità del proprietario dell’area la “vetustà” dei rifiuti? L’inerzia delle amministrazioni coinvolte ed il lungo tempo trascorso dai fatti rendono i rottami res derelictae usucapibili con il decorso del tempo dai proprietari dei terreni?

Consiglio di Stato, Sezione V, dicembre 2015

Sull’interpretazione dell’art. 208, co. 6, d.lgs. n. 152 del 2006: lo strumento urbanistico richiamato dalla norma, deve essere identificato con il solo piano regolatore comunale, ovvero è riferibile anche ai piani e programmi di livello superiore [con la rilevante conseguenza che l’approvazione del progetto di costruzione e gestione di un impianto di smaltimento e recupero di rifiuti, oltre a sostituirsi a tutti gli atti di assenso regionali, provinciali e comunali (e valere come dichiarazione di pubblica utilità indifferibilità e urgenza), dovrebbe costituire variante automatica non solo agli strumenti urbanistici comunali ma anche a tutti gli altri piani e programmi sovra ordinati]?

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, novembre 2015

Sul reato di discarica abusiva: quand’è che il proprietario partecipa all’illecito?

Consiglio di Stato, Sezione VI, dicembre 2015

Lo strumento urbanistico richiamato dall’art. 208, co. 6, d.lgs. n. 152 del 2006, deve essere identificato con il solo piano regolatore comunale, ovvero è riferibile anche ai piani e programmi di livello superiore [con la rilevante conseguenza che l’approvazione del progetto di costruzione e gestione di un impianto di smaltimento e recupero di rifiuti, oltre a sostituirsi a tutti gli atti di assenso regionali, provinciali e comunali (e valere come dichiarazione di pubblica utilità indifferibilità e urgenza), dovrebbe costituire variante automatica non solo agli strumenti urbanistici comunali ma anche a tutti gli altri piani e programmi sovra ordinati]?

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione III, dicembre 2015

Sulle matrici materiali di riporto che non siano risultate conformi ai limiti del test di cessione: la qualificazione dei materiali di riporto come “fonti di contaminazione” prevale sulla qualificazione di “matrici ambientali” e impone di intervenire su tali materiali con le specifiche modalità previste dal citato art. 3 comma 3, anziché con le procedure ex artt. 242 ss. del Codice dell’ambiente?

T.A.R. Toscana, Sezione II, dicembre 2015

All’interno dello schema procedimentale del comma 9 dell’art. 29-decies del D.Lgs. n. 152/2006, alla diffida può essere riconosciuta anche la funzione di avviso di avvio del procedimento?

T.A.R. Toscana, Sezione II, novembre 2015

Sulla procedura di estinzione dei reati di cui alla Parte VI-bis, D.Lgs. 152/06 introdotta dalla legge 22 maggio 2015, n. 68; in particolare sui verbali di prescrizione di cui all’art. 318-ter del citato decreto legislativo: dubbi del T.A.R. Toscana in merito alla giurisdizione e alla legittimità costituzionale

Consiglio di Stato, Sezione V, novembre 2015

Sul coinvolgimento del proprietario del terreno, quand’anche non sia responsabile dell’inquinamento, nelle spese di messa in sicurezza e di bonifica del sito: sull’istituto dell’onere reale

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, ottobre 2015

[A] Sul reato di discarica abusiva. [B] Sulla distinzione tra abbandono di rifiuti e discarica: elementi indicativi

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione III, novembre 2015

Quand’è che una norma predispone una suddivisione interna alla medesima tipologia di fanghi e quando, invece, può ritenersi introdotta una nuova categoria di fanghi?

T.A.R. Marche, Sezione I, novembre 2015

[A] Sull’art. 179 del d.lgs. n. 152/2006: la priorità del recupero costituisce un principio cogente? [B] Sul principio dell'autosufficienza di cui all'art. 182 del d.lgs. n. 152 del 2006

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, ottobre 2015

Sui presupposti necessari per l'esclusione dall'applicazione della disciplina sui rifiuti per le terre e rocce da scavo

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, ottobre 2015

[A] L'abbandono dei rifiuti può essere effettuato "alla rinfusa"? [B] Sul luogo di produzione rilevante ai fini della nozione di deposito temporaneo ai sensi dell'art. 183 del d.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152

T.A.R. Sicilia, Catania, Sezione II, ottobre 2015

Sull’art. 191 del codice dell’ambiente: può una situazione che perdura da anni e connessa alla gestione dei rifiuti essere affrontata con un’ordinanza contingibile ed urgente del sindaco?

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, ottobre 2015

Può il dovere di ottemperare alle ordinanze prefettizie emesse “al fine di demolire la porzione del fabbricato di proprietà aliena, parzialmente crollato e pericolante, e mettere in sicurezza le aree edificate” giustificare l’abbandono sul sito dei materiali di risulta delle demolizioni?

T.A.R. Veneto, Sezione III, ottobre 2015

Sulla previsione di cui al comma 12 dell'art. 208 del D.lgs. n. 152/06: in cosa si distingue la potestà di rettifica d’ufficio delle autorizzazioni in essere rispetto a quella attuabile, ordinariamente, in sede di rinnovo dei titoli?

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, ottobre 2015

Sul significato della nozione di gestione dei rifiuti: in essa rientra anche la gestione post operativa ed il ripristino ambientale?

T.A.R. Lazio Roma, Sezione I-Ter, ottobre 2015

[A] Sulla legittimazione e l’interesse ad agire in giudizio avverso gli atti che autorizzano l'ampliamento di una discarica operante in un Comune limitrofo. [B] Sulla legittimazione a ricorrere nella materia ambientale: il mero collegamento di un fondo con il territorio sul quale è localizzata una discarica è da solo sufficiente a legittimare il suo proprietario a provocare uti singulus il sindacato di legittimità su qualsiasi provvedimento amministrativo preordinato alla tutela di interessi generali che nel territorio trovano la loro esplicazione? [C] Sulla problematica relativa alla mancata compatibilità paesaggistica; in particolare sul il meccanismo di rimessione al Consiglio dei Ministri

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II-Ter, ottobre 2015

Sull’abbandono di rifiuti urbano-domestici di natura fangosa nel suolo: a quale soggetto competente l’adozione degli atti ripristinatori in materia di “scarichi nel suolo”?

Corte di Cassazione, Sezione Feriale, agosto 2015

Può il trattamento di materiale proveniente da pregresse forniture di calcestruzzo alla clientela e dalle operazioni di lavaggio delle betoniere e delle pompe, essere qualificato come rifiuto, anziché come sottoprodotto?

T.A.R. Campania Napoli, Sezione I, settembre 2015

Sulla tariffa media di smaltimento: quest’ultima è parametrata sui costi di gestione del singolo impianto o sui costi necessari per garantire l’espletamento dell’intero ciclo provinciale dei rifiuti?

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, luglio 2015

[A] Sul recupero dei materiali provenienti da demolizioni: sui presupposti per l'eventuale assoggettamento di detti materiali a disposizioni più favorevoli che derogano alla disciplina ordinaria in tema di rifiuti. [B] Può l'attività di demolizione di un edificio essere definita un «processo di produzione»? Conseguentemente, possono i materiali che ne derivano essere qualificati come sottoprodotti?

T.A.R. Piemonte, Sezione I, luglio 2015

Sul principio della internalizzazione dei cassonetti all’interno dei cortili di proprietà privata; in particolare sulla natura dello stesso: assoluta, ovvero, derogabile in presenza di determinati presupposti

T.A.R. Lazio Roma, Sezione III- Ter, luglio 2015

La mera vicinanza di un'abitazione ad un impianto di discarica, ovvero di trattamento e smaltimento di rifiuti, legittima sic et simpliciter il proprietario frontista ad insorgere avverso il provvedimento di approvazione dell'opera?

T.A.R. Emilia Romagna Bologna, Sezione II, luglio 2015

“Varianti di salvaguardia”: sulla legittimità, o meno, del divieto indiscriminato di determinate tipologie di attività produttive sull’intero territorio comunale, con particolare riferimento alla scelta di vietare nuovi insediamenti legati alle attività di recupero e stoccaggio dei rifiuti

T.A.R. Campania Napoli, Sezione I, luglio 2015

[A] Sulla distinzione tra gli impianti di smaltimento o trattamento di rifiuti a mezzo incenerimento e gli impianti di utilizzo dei rifiuti al fine di produrre energia rinnovabile, o di coincenerimento. [B] Sull’“adeguatezza” dell’altezza dei camini degli impianti di incenerimento e coincenerimento dedicati all’emissione degli effluenti gassosi per la efficace dispersione degli stessi nell’atmosfera. [C] Sul rinnovo e riesame dell’AIA: può l’Autorità procedente invitare altri soggetti pubblici o privati alla conferenza di servizi? Se sì, questi ultimi che tipo di contributo possono fornire?

T.A.R. Lombardia, Brescia, Sezione I, luglio 2015

[A] Sul rapporto tra VIA e autorizzazione integrata ambientale (AIA). [B] Sulla doppia qualificazione dell’amianto, come rifiuto pericoloso in natura, e come rifiuto non pericoloso quanto viene impedita la dispersione delle fibre. [C]. In presenza di un’offerta di bonifica da parte del proprietario incolpevole, o da parte di terzi, è necessario che tale soluzione, comportando un risparmio di spesa pubblica, sia esaminata prioritariamente?

T.A.R. Toscana, Sezione I, luglio 2015

Sui ricorsi in materia di interdittiva antimafia, con riferimento all'impresa che svolge come attività prevalente lo "smaltimento rifiuti liquidi e solidi industriali, esportazione degli stessi, la loro sanificazione e il loro disinquinamento, autotrasporto degli stessi in conto proprio e in conto terzi, fornitura e vendita di ogni materiale per il loro confezionamento"

Consiglio di Stato, Sezione IV, giugno 2015

[A] La disciplina dello spandimento dei fanghi può essere ricondotta alla disciplina dei rifiuti? [B] Sul rilievo che la finalità di tutela ambientale assume con riferimento alla disciplina normativa introdotta con il decreto legislativo n. 99 del 27 gennaio 1992. [C] Lo spandimento dei fanghi è mera attività di concimazione del terreno o, invece, momento finale di un complesso procedimento di trattamento e di gestione di rifiuti? Il Comune che stabilisce le zone in cui l’attività è consentita e dove, invece, è vietata, invade una sfera riservata alla competenza regolamentare regionale?

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione Prima, maggio 2015

Sul dilavamento di rifiuti interrati come danno permanente: la disciplina applicabile

T.A.R. Campania, Salerno, Sezione I, maggio 2015

Può una società che svolge attività di recupero rifiuti in procedura semplificata, avvalersi della facoltà derogatoria prevista dal comma 3 dell’art. 3 (sulla “Autorizzazione unica ambientale”) del d. P. R. 59/2013 (“È fatta comunque salva la facoltà dei gestori degli impianti di non avvalersi dell’autorizzazione unica ambientale nel caso in cui si tratti di attività soggette , ovvero ad autorizzazione di carattere generale, ferma restando la presentazione della comunicazione o dell’istanza per il tramite del SUAP”)?

Corte di Cassazione, Sezione III-Penale, aprile 2015

Sulla eccezionalità della disciplina sulle terre e rocce da scavo: l'onere della prova circa la sussistenza delle condizioni di legge per la sua applicazione

T.A.R. Toscana, Sezione II, aprile 2015

Sulle competenze legislative e regolamentari delle regioni in materia di utilizzazione dei fanghi in agricoltura: con particolare attenzione alla legittimità della previsione regolamentare intesa alla conservazione e valorizzazione del particolare pregio del paesaggio rurale toscano con cui è stato fissato il limite del 3% della superficie tutelata, per lo spandimento dei fanghi nei terreni agricoli

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, aprile 2015

Sull’individuazione del soggetto gravato dall'obbligo a provvedere alla messa in sicurezza e all'eventuale bonifica del sito inquinato: chiara distinzione operata dal legislatore nel Titolo V della Parte IV, del d.lgs. n. 152/2006 (artt. da 239 a 253), tra la figura del responsabile dell’inquinamento e quella del proprietario del sito

T.A.R. Toscana, Sezione II, aprile 2015

Sul particolare regime delle matrici “materiali di riporto”, alla luce della modifica dell’art. 240 comma 1 lett. a) del Codice dell'ambiente, ad opera del d.l. 2/2012

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, aprile 2015

Sul problema degli inquinanti: per il principio di precauzione, può essere ragionevole applicare alle biomasse diverse dai i valori di emissione previsti per il coincenerimento dal Dlgs. 11 maggio 2005 n. 133 (Attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti)

T.A.R. Abruzzo L’Aquila, Sezione I, marzo 2015

Sulla nozione di «trattamento» di cui all’articolo 2, lettera h), della direttiva 1999/31, ed in particolare sulla possibilità o meno di sussumere in tale categoria la attività di tritovagliatura

T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, marzo 2015

Sulla conferenza di servizi di cui all’art. 208 d.lgs. 152/2006 in materia di impianti di smaltimento e recupero di rifiuti

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, marzo 2015

Sul sesto comma dell’art. 208 del D.L. vo 3 aprile 2006, n. 152 e sulla possibilità di collocare l’impianto da realizzare in zone diverse da quelle industriali

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, marzo 2015

[A] Sulla sufficienza o meno, ai fini dell’adozione di ordinanze “ambientali”, della qualifica di detentore, possessore o di mero proprietario. [B] Sull’ampliamento del contenuto del dovere di diligenza da esigersi nei confronti del proprietario dell’area interessata ovvero di coloro che ne hanno il possesso o la mera detenzione (derivante anche dal possesso delle chiavi di accesso alla predetta area): estensione delle ipotesi di negligenza tali da integrare una culpa in omittendo. [C] Sul fondamento e sulla competenza del potere di adozione delle ordinanze di rimozione di rifiuti abbandonati di cui n base all’art. 192 comma 3, D.L. vo 3 aprile 2006, n. 152

Consiglio di Stato, Sezione V, marzo 2015

[A] Sulla legittimazione attiva dei soggetti che si trovano nelle vicinanze di un impianto di recupero o trattamento di rifiuti. [B] Sui limiti del sindacato di legittimità sul giudizio di valutazione d'impatto ambientale

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, marzo 2015

Sulla configurabilità del reato di attivita&#768; di gestione di rifiuti non autorizzata in presenza di un'attivita&#768; di frammentazione o macinatura di terre e rocce da scavo

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, febbraio 2015

Sulla imputabilità del reato di gestione non autorizzata di rifiuti al proprietario che conceda in locazione un terreno a terzi per svolgervi un'attivita&#768; di smaltimento di rifiuti

T.A.R. Marche, Sezione I, marzo 2015

Sugli obblighi di informazione e di custodia, in relazione al pericolo di inquinamento, riscontrabili in capo al Comune proprietario dell’area in cui si è svolta l’attività di un’azienda municipalizzata

T.A.R. Marche, Sezione I, marzo 2015

[A] Sulla possibilità che, con riguardo ad esigenze di tutela ambientale, la responsabilità di chi è titolare di diritti reali o personali di godimento su un’immobile, si manifesti in forma omissiva: sulla possibilità di configurare una ipotesi di responsabilità di tipo oggettivo o paraoggettivo. [B] Sull’incidenza ai fini della responsabilità del proprietario dell’omissione della due diligence ambientale

Consiglio di Stato, Sezione VI, marzo 2015

Sugli effetti che la natura di illecito permanente del fatto contestato (attività di discarica abusiva) determina con riferimento alla successione delle leggi amministrative

Consiglio di Stato, Sezione V, febbraio 2015

[A] Sugli ordini di smaltimento dei rifiuti abbandonati in un fondo indiscriminatamente rivolti al proprietario. [B] Sull’elemento soggettivo della responsabilità dell’«autore» dell’inquinamento

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, febbraio 2015

Sul “coinvolgimento”, in funzione preventiva e precauzionale, dei proprietari e/o utilizzatori a qualsiasi titolo, delle aree oggetto di fenomeni di (potenziale) contaminazione

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, febbraio 2015

[A] Sulla legittimità delle ordinanze sindacali c.d. miste in materia ambientale. [B] Sulla responsabilità del proprietario dell’area ove si è verificato l’abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti

T.A.R. Piemonte, Sezione I, febbraio 2015

[A] Sull'autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti di cui all’art. 208 comma 6 del d.lgs. 152/2006. [B] Sulla pubblica utilità della discarica realizzata per iniziativa privata. [C] Sulla validità del dissenso espresso all'interno della conferenza dei servizi

T.A.R. Toscana, Sezione II, febbraio 2015

Sull’apparato istruttorio e motivazionale necessario ai fini della legittimità dell’adozione di misure di contenimento fisico in materia di bonifica

Consiglio di Stato, Sezione V, febbraio 2015

[A] Sulla possibilità che una previsione dello strumento urbanistico comporti ad un tempo sia un vincolo preordinato all’esproprio, sia la conformazione della proprietà privata. [B] Sulla sussunzione di un’area, ai fini della verifica dei limiti riguardanti le sostanze inquinanti, nella categoria di “verde pubblico o privato” ovvero in quella di “area commerciale o industriale”

T.A.R. Toscana, Sezione II, gennaio 2015

Sugli obblighi di vigilanza e custodia che possono essere richiesti al proprietario al fine di evitare che altri abbandonino rifiuti sul suo terreno

T.A.R. Liguria, Sezione II, novembre 2014

[A] Sulle differenze ontologiche in materia di rifiuti tra i poteri di cui agli articoli 50, comma 5, d.lgs. n. 267/2000 e 192 del d.lgs. n. 152/2006. [B] L’art. 192, comma 3, del d.lgs. n. 152/2006 è una norma speciale sopravvenuta rispetto all’art. 107, comma 5, del d.lgs. n. 267/2000. [C] La formale comunicazione dell’avvio del procedimento è adempimento indispensabile con riferimento all’art. 192, comma 3, del d.lgs. n. 152/2006

T.A.R. Piemonte, Sezione I, gennaio 2015

Sulla libera utilizzabilità di terre e rocce da scavo, con particolare attenzione alle disposizioni in materia di rifiuti

Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2014

Sulle condizioni necessarie per la classificazione del fresato d’asfalto come sottoprodotto e non come rifiuto speciale

Consiglio di Stato, Sezione V, novembre 2014

Sulla possibilità di rilasciare in via postuma o a sanatoria il provvedimento ex. art. 216 del T.U. Ambiente relativo ad operazioni di recupero dei rifiuti

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, ottobre 2014

Sulla sussistenza o meno di un obbligo giuridico di ripristino di una situazione ambientale compromessa in capo a soggetto che, pur detentore del bene inquinato, non sia responsabile della contaminazione

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II-Bis, ottobre 2014

[A] Sulla ratio degli artt. 217 e 223 del D.Lgs. n. 152/2006 [B] Sulla natura giuridica dei consorzi costituiti per la gestione degli imballaggi

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Quater, ottobre 2014

[A] Si deve ritenere che il potere di controllo di cui all’art. 216, decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, sia esercitabile anche in caso di accertamento successivo alla decorrenza dei termini di inizio attività. [B] Sull'interpretazione testuale degli artt. 214 e 216 del decreto legislativo n. 152 del 2006. [C] In seguito all’entrata in vigore del Codice del processo amministrativo, in caso di accoglimento del dedotto vizio di incompetenza non è più possibile considerare assorbiti gli altri motivi dedotti dal ricorrente che potrebbero arricchire il contenuto del giudicato e garantire maggiore effettività della tutela in sede di eventuale riesercizio del potere

T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, maggio 2014

[A] Ai sensi dell'art. 192 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152, ai procedimenti preordinati all'emanazione dell'ordinanza di rimozione e smaltimento dei rifiuti si deve applicare la disciplina sulla comunicazione di avvio del procedimento di cui agli artt. 7 e ss. L. 7 agosto 1990 n. 241, in quanto adempimento obbligatorio. [B] L’ordine di rimozione dei rifiuti presenti sul fondo può essere rivolto al proprietario solo quando ne sia dimostrata almeno la corresponsabilità con gli autori dell’illecito, per avere cioè posto in essere un comportamento, omissivo o commissivo, a titolo doloso o colposo, dovendosi escludere che la norma in discorso configuri un’ipotesi di responsabilità oggettiva

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, maggio 2014

[A] L’onere probatorio della verifica della sussistenza di tutte le condizioni per l’applicazione del regime di favore e differenziato dei sottoprodotti e delle terre e rocce da scavo, rispetto a quello dei rifiuti è a carico di colui che lo invoca. [B] Sul recupero delle terre e rocce da scavo a mezzo di impianto mobile di cui agli artt. 214 e 216 del codice dell’ambiente

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, maggio 2014

Il principio comunitario che accolla al colpevole dell’inquinamento l’onere di porvi rimedio, sia con misure di bonifica sia di messa in sicurezza, non può essere inteso come assoluto ma va contemperato con gli altri principi di precauzione, prevenzione e tutela dell’ambiente, per cui al proprietario ancorché non responsabile della situazione di inquinamento illecito si possono accollare limitati e definiti oneri di realizzazione di misure precauzionali

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, maggio 2014

I principi di precauzione e di prevenzione possono legittimare l'imposizione, a prescindere dalla prova circa la sussistenza del nesso di causalità, in capo al soggetto che, essendo proprietario del sito contaminato, si trova nelle migliori condizioni per attuarle, non solo delle misure di prevenzione descritte dall'art. 240, comma 1, lett.i) decreto legislativo n. 152 del 2006, (già previste a suo carico dall'art. 245, comma 2, decreto legislativo n. 152 del 2006), ma anche di misure di sicurezza di emergenza

T.A.R. Molise, Sezione I, aprile 2014

Sulla corretta interpretazione in termini di giurisdizione dell’art. 4 del d.l. 23 maggio 2008, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 123 a mente del quale “<em>sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie, anche in ordine alla fase cautelare, comunque attinenti alla complessiva azione di gestione dei rifiuti, seppure posta in essere con comportamenti dell'amministrazione pubblica o dei soggetti alla stessa equiparati. La giurisdizione di cui sopra si intende estesa anche alle controversie relative a diritti costituzionalmente tutelati</em>”

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, aprile 2014

Una lettura comunitariamente orientata della normativa nazionale deve condurre ad escludere l’assoggettabilità delle attività di riempimento delle cave alla speciale autorizzazione di cui all’art. 208 TUA, prevista per le attività di discarica, quando risultino preordinate al mero ripristino ambientale e vengano condotte con i materiali previsti

T.A.R. Lazio Latina, Sezione I, aprile 2014

[A] Il Piano di monitoraggio e controllo (nel caso ivi esaminato, delle acque sotterranee) è un elemento costitutivo ed indefettibile del progetto definitivo della discarica di rifiuti che deve a sua volta essere recepito e far parte integrante dell’autorizzazione ambientale. [B] L’inversione procedimentale consistente nell’acquisizione di un parere successivamente all’adozione dell’atto cui esso è riferito, rende illegittimo l’atto stesso

Consiglio di Stato, Sezione V, aprile 2014

[A] Sulla legittimazione ad impugnare i provvedimenti di localizzazione di un impianto di trattamento rifiuti nel caso dell’interesse certamente non altruistico (“not in my back yard”). [B] Sulla localizzazione di un impianto di trattamento anaerobico della FORSU proveniente da altre regioni, sull’interpretazione restrittiva da effettuare riguardo alla normativa derogatoria vigente e sul contrasto con la programmazione regionale e provinciale. [C] Eliminata la FORSU dalla sezione di compostaggio, essa è comunque utilizzata nella linea anaerobica, il cui prodotto finale non è soltanto il biogas utilizzato per la produzione di energia ma anche il compost e un liquame (destinato allo smaltimento o ad altre possibili finalità quali quella di fertilizzante organico o di reimmissione nel digestore), e dunque rimane l’assenza di una garanzia di completa reimmissione in commercio del rifiuto trattato e quindi il rischio di gravare l’ambito territoriale interessato di un non preventivato quantitativo di rifiuti. [D] Sulla ormai sempre più accentuata sproporzione esistente tra offerta e domanda di FORSU

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, giugno 2014

Il proprietario di un terreno abbandonato nel quale terzi depositino ripetutamente rifiuti, così come colui che subentra nella proprietà di un terreno adibito a discarica, non risponde dei reati di realizzazione e gestione di discarica non autorizzata, anche in caso di mancata attivazione per la rimozione dei rifiuti, a condizione che non compia atti di gestione o movimentazione dei rifiuti

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, marzo 2014

In materia di responsabilità per abbandono di rifiuti, per pacifica giurisprudenza, il dovere di diligenza che fa carico al titolare del fondo, non può arrivare al punto di richiedere un costante vigilanza, da esercitarsi giorno e notte

T.A.R. Veneto, Sezione III, marzo 2014

[A] Chi subentra nella proprietà o possesso del bene subentra anche negli obblighi connessi all'onere reale per il suo inquinamento, indipendentemente dal fatto che ne abbia avuto preventiva conoscenza. [B] L’imputabilità dell’inquinamento può avvenire per condotte attive ma anche per condotte omissive, e che la prova può essere data in via diretta od indiretta

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione I, marzo 2014

[A] Sull’ammissibilità di una proroga dell’attività di recupero dei rifiuti in attesa del perfezionamento dell’AUA. [B] Sia l’art. 20, sia l’art. 208 del D.lgs 152 del 2006, dettano una precisa e certa tempistica per la definizione delle relative procedure; tempistica non rispettata anche a causa di ritardi burocratici, i quali non possono ricadere interamente sulla sfera giuridica del privato. [C] Sull’ammissibilità della c.d. “Via Postuma” e sul contemperamento degli interessi ambientali con l’iniziativa economica privata

Consiglio di Stato, Sezione V, marzo 2014

L’impianto di gassificazione soddisfa di per sé i presupposti per essere qualificato come impianto di coincenerimento e non di incenerimento

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, maggio 2014

[A] Sulla giurisprudenza quasi univoca, condivisa dal Collegio, che deduce la mancanza di responsabilità, e quindi di obbligo a bonificare o di mettere in sicurezza, del proprietario incolpevole. [B] Sulla differenza tra “onere reale” e “obbligazione propter rem” e sulle modalità con le quali l’ente pubblico può rivalersi sul proprietario incolpevole dell’area inquinata

Consiglio di Stato, Sezione V, marzo 2014

[A] Sulla realizzazione di un impianto di pirogassificazione di rifiuti speciali non pericolosi. [B] La Commissione europea e la Corte di giustizia europea hanno da tempo chiarito che il principio di precauzione non può mai risolversi nell’applicazione di misure ingiustificate o arbitrarie, che finirebbero con il paralizzare ogni utile iniziativa

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, febbraio 2014

[A] Sulla responsabilità delle imprese, nell’ambito delle quali risultano confluite per fusione e/o incorporazione le diverse Società che sono state proprietarie dell’area e che debbono ritenersi corresponsabili dello stato di inquinamento della stessa. [B] Sulle norme nazionali (prevalentemente interpretate nel senso di escludere la responsabilità del proprietario dell’area, tenuto a sopportare l’onere reale iscritto sull’immobile e il vincolo del privilegio speciale sulle spese, rispondendo in via sussidiaria e nei limiti del valore del bene) e sul rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia della questione della compatibilità, con l’ordinamento e i principi in materia ambientale dell’Unione Europea. [C] Sulla sussistenza o meno di una responsabilità della società controllante, per i danni cagionati all’ambiente dalle società sottoposte a direzione e coordinamento, qualora sia rinvenibile un comportamento che abbia concorso alla produzione dell’evento e si sia concretato nell’omissione dell’esercizio dei poteri di controllo

Consiglio di Stato, Sezione V, febbraio 2014

Consentire tempi e quantità superiori ad un anno per la messa in riserva di un rifiuto in regime di procedura semplificata comporta il rischio di creazione di una discarica, facendo insorgere il sospetto di una probabile perdita di controllo del flusso del rifiuto

T.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, febbraio 2014

[A] Ai sensi dell’art. 12 del D.lgs 387 del 2003, la decisione collegiale della Conferenza di servizi si connota come atto presupposto alla decisione finale, atteso che il procedimento si conclude con un autonomo provvedimento adottato individualmente, al di fuori di detta Conferenza. [B] I sottoprodotti (quali le vinacce) non possono costituire rifiuti dato che l’appartenenza alla categoria dei sottoprodotti va verificata in concreto, alla luce dei requisiti stabiliti all'art. 184-bis del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152

T.A.R. Veneto, Sezione II, febbraio 2014

[A] I verbali della conferenza di servizi non possono essere impugnati in assenza del provvedimento finale di approvazione e di attribuzione di esecutività alle prescrizioni impartite. [B] Anche le norme di carattere penale che sanzionano il mancato adempimento degli obblighi di bonifica, collegano la pena non al momento in cui viene cagionato l’inquinamento o il relativo pericolo, ma alla mancata realizzazione della bonifica, che è l’attività necessaria a far cessare gli effetti di una condotta omissiva a carattere permanente. [C] Le acque emunte di regola devono essere ricondotte all’interno della categoria dei rifiuti liquidi, non potendosi in linea di principio ritenere che la norma di cui all’art 243 citato consenta una equiparazione tout court tra le acque di falda emunte nell’ambito di interventi di bonifica di siti inquinati e le acque reflue industriali

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II bis, gennaio 2014

L’espressione “rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda” deve intendersi come comprensiva delle acque contaminate emunte dalla falda

T.A.R. Lazio Roma, Sezione I Ter, gennaio 2014

[A] Sul comportamento omissivo della Pubblica Amministrazione, in seguito a mancata determinazione della tariffa di un servizio pubblico. [B] La Regione e la Presidenza del Consiglio dei Ministri rispondono del danno derivante dalla tardiva fissazione della tariffa remunerativa, anche se il soggetto che avrebbe dovuto pagare la giusta tariffa è la società che conferisce i rifiuti raccolti in discarica

T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, gennaio 2014

Sulla norma che disciplina il regime delle spese e delle relative garanzie per il caso di interventi sui siti contaminati effettuati d'ufficio dall'autorità competente ai sensi dell'articolo 250 del D.lgs 152 del 2006

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, gennaio 2014

L’Adunanza Plenaria ha rimesso alla Corte di Giustizia la seguente questione pregiudiziale avente ad oggetto gli articoli 244, 245, 253 del D.lgs 152 del 2006, secondo i quali in caso di accertata contaminazione di un sito e di impossibilità di individuare il soggetto responsabile della contaminazione o di impossibilità di ottenere da quest’ultimo gli interventi di riparazione, non consentono all’autorità amministrativa di imporre l’esecuzione delle misure di sicurezza d’emergenza e di bonifica al proprietario non responsabile dell’inquinamento, prevedendo, a carico di quest’ultimo, soltanto una responsabilità patrimoniale limitata al valore del sito dopo l’esecuzione degli interventi di bonifica

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, gennaio 2014

È circostanza comune e ripetitiva che discariche di ogni tipo vengano allocate – per lo più - in cave dismesse (o in attesa di dismissione)

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione II, gennaio 2014

[A] Sulle modalità di espletamento della gara “a doppio oggetto” per l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti. [B] Nell’affidamento della gestione rifiuti l’impianto di smaltimento non assume la funzione di rete (intesa come monopolio naturale) ma quella di strumento operativo, la cui disponibilità può essere acquisita attraverso una pluralità di istituti giuridici (titolarità, ATI, avvalimento, contratto di utilizzazione e conferimento)

Consiglio di Stato, Sezione V, dicembre 2013

Sull’art. 208, comma 6, del D.Lgs. n. 152/2006, che attribuisce valenza di variante urbanistica agli atti di approvazione dei progetti di realizzazione/ampliamento di discariche

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, dicembre 2013

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con ordinanza del 25 settembre 2013, n.21 ha chiarito che l’Amministrazione non può imporre al proprietario di un’area inquinata, che non sia anche l’autore dell’inquinamento, l’obbligo di porre in essere le misure di messa in sicurezza di emergenza e di bonifica, di cui all’art. 240, comma 1, lettere m) e p) del decreto legislativo n. 152 del 2006

T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, dicembre 2013

[A] Sulla problematica relativa alla qualificazione del fresato di asfalto quale sottoprodotto o quale rifiuto. [B] Sulla rilevanza della nozione di sottoprodotto all’interno del procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta condotto da ANAS

Consiglio di Stato, Sezione V, dicembre 2013

[A] Spetta al soggetto che voglia agire il regime di favore rispetto a quello ordinario del rifiuto (come nella specie per l’appellante), fornire la prova della sussistenza di tutte le condizioni per l’applicazione di un regime di favore e differenziato. [B] Sulla “messa a riserva” di rifiuti e sul decreto con il quale si stabilisce l’ulteriore limite, secondo cui: “la quantità di rifiuti non pericolosi sottoposti ad operazioni di messa in riserva presso l’impianto di produzione del rifiuto non può eccedere la quantità di rifiuti prodotti in un anno, all’interno del medesimo impianto”. Indipendentemente dal limite massimo applicabile, prosegue la norma: “i rifiuti prodotti devono essere avviati ad operazioni di recupero entro un anno dalla data di produzione”. [C] Consentire tempi e quantità superiori per la messa in riserva di un rifiuto in regime di procedura semplificata comporta il rischio di creazione di una discarica, facendo insorgere il sospetto di una probabile perdita di controllo del flusso del rifiuto

T.A.R. Piemonte, Sezione I, dicembre 2013

Fa da corollario al divieto di diluizione l’obbligo di eseguire i prelievi dei campioni sullo scarico dello specifico ciclo produttivo sottoposto ad esame

Consiglio di Stato, Sezione VI, dicembre 2013

[A] Sul discrimine tra la nozione di “scarico industriale” e di “rifiuto”, alla luce di quanto dispone, in particolare, l’art. 243 del d.lgs. n. 152 del 2006. [B] Sull’insussistenza di una omologazione tra i reflui derivanti da operazioni di bonifica e le acque reflue industriali, come definite chiaramente dall’art. 74, comma 1 lett. h) del d.lgs. 152 del 2006

T.A.R. Basilicata, Sezione I, novembre 2013

Il criterio di prossimità degli impianti di recupero/trattamento/smaltimento va interpretato in stretta connessione con il principio di autosufficienza, valevole solo per i rifiuti urbani non pericolosi, per cui, se nell’ambito provinciale e/o regionale non vi sono impianti di trattamento/smaltimento di rifiuti liquidi pericolosi, tali rifiuti vanno conferiti presso l’impianto extraprovinciale o extraregionale più vicino

T.A.R. Toscana, Sezione II, novembre 2013

[A] Sull’ampliamento della discarica nel Comune di Peccioli. [B] Nella Regione Toscana è rimessa all'amministrazione procedente l’individuazione del soggetto competente al rilascio del provvedimento di VIA ovvero il provvedimento unico di VIA e AIA, in conformità con il rispettivo ordinamento. [C] Qualora sia stato conseguito, a livello di Ambito Territoriale Ottimale l'obiettivo di riduzione del conferimento dei rifiuti urbani biodegradabili previsto dall'articolo 5, comma 1 del d.lgs. 36/06, tale risultato può essere considerato condizione necessaria e sufficiente per consentire lo smaltimento in discarica dei rifiuti urbani non pretrattati

T.A.R. Umbria, Sezione I, ottobre 2013

[A] I criteri di priorità del recupero, in senso lato, rispetto allo smaltimento nella gestione dei rifiuti si traduce nell’individuazione di una gerarchia che non costituisce dunque un principio cogente. [B] Il principio dell’autosufficienza, di cui all’art. 182 del d.lgs. n. 152 del 2006, implica che la realizzazione o comunque l’ampliamento di una discarica deve corrispondere alle esigenze dell’ambito territoriale sul quale è collocata

Consiglio di Stato, Sezione V, settembre 2013

Sul previgente art. 195, comma 2, lett. e) del d. lgs. n. 152 del 2006, secondo cui “<em>non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive, compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti, salvo i rifiuti prodotti negli uffici, nelle mense, negli spacci, nei bar e nei locali di servizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico</em>”

T.A.R. Calabria Reggio Calabria, ottobre 2013

Anche l’ordinanza ex art. 192, co. 3, D.lgs. n. 152/06 è atto del Sindaco

Consiglio di Stato, Sezione V, settembre 2013

Sull’assimilabilità dei rifiuti speciali agli urbani e sul riparto di competenze tra Stato e comuni

Consiglio di Stato, Sezione III, settembre 2013

Sulla compatibilità urbanistica dell’impianto ai sensi dell’art. 216 del d.lgs. 152/2006 e del d.m. 5 febbraio 1998

S. Di Rosa. SISTRI. Decreto Legge 101/2013: “condizionato”

SISTRI. Decreto Legge 101/2013: “condizionato”

Consiglio di Stato, Sezione IV, agosto 2013

Sulle condizioni che devono sussistere affinché il fresato d’asfalto possa essere considerato sottoprodotto e non rifiuto

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, agosto 2013

Sulla nozione di rifiuto e sul il percolato trattato nella discarica ai sensi del D.lgs 36 del 2003

T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, luglio 2013

L’impianto che produce biogas da biomasse non smaltisce nè tratta rifiuti e non è in alcun modo qualificabile come industria insalubre

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione I, luglio 2013

[A] Il soggetto produttore di rifiuti tossici (nella specie, rifiuti industriali speciali) è, comunque, sottoposto alla responsabilità prevista dagli artt. 2043 e 2050 c.c. e non può esimersi da essa sostenendo di aver affidato completamente a terzi lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti stessi. [B] Sulla tesi che assume l’illegittimità dell’ordine di bonifica, paventandosi che quest’ultimo possa risultare, per così dire, “duplicativo” della già disposta condanna al risarcimento del danno ambientale

T.A.R. Marche, Sezione I, giugno 2013

[A] L’ampiezza delle valutazioni svolte in relazione all’AIA si riflette sulla procedura di VIA. [B] La scelta di impiantare o meno una discarica e la sua localizzazione è tipicamente discrezionale

T.A.R. Abruzzo L’Aquila, Sezione I, giugno 2013

Il “fresato d’asfalto” scarificato a seguito dei lavori di rifacimento del manto stradale, non rappresenta un rifiuto ma “materia prima secondaria”

T.A.R. Toscana, Sezione II, maggio 2013

[A] Il potere sindacale di emanare ordinanze contingibili ed urgenti di cui agli artt. 50 comma 5, D.Lgs. n. 267/2000 permette anche l'imposizione di obblighi di fare a carico dei destinatari. [B] Il dominus conserva comunque una facoltà di controllo della propria proprietà anche quando ne ha perso il possesso per effetto di un contratto di locazione facoltà che deve poi sfociare nelle opportune iniziative giudiziarie per non dimostrare colposa acquiescenza agli illeciti altrui sulla propria proprietà

T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, maggio 2013

Le ordinanze ex art. 192 del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152 sono di competenza del Sindaco

T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, aprile 2013

L'attività istruttoria del procedimento di bonifica deve prevedere la partecipazione del soggetto interessato e, in particolare, gli accertamenti analitici devono essere effettuati in contraddittorio

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, aprile 2013

Spetta alla pubblica amministrazione procedere alla raccolta dei rifiuti abbandonati da terzi “sull'area di sedime della strada stessa” a prescindere dalla sussistenza dell'elemento soggettivo del dolo o della colpa

T.A.R. Toscana, Sezione II, marzo 2013

Sulla necessità o meno che l’ordinanza di rimozione di rifiuti abbandonati – ai sensi dell’art. 192 del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152 - debba essere preceduta dalla comunicazione, prevista dall’art. 7 della L. n. 241 del 1990, di avvio del procedimento

T.A.R. Veneto, Sezione III, marzo 2013

[A] Sui produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantità non eccedenti trenta chilogrammi o trenta litri al giorno. [B] Sulla produzione di rifiuti negli arenili degli stabilimenti balneari

Consiglio di Stato, Sezione IV, febbraio 2013

[A] E’ pur vero che la giurisprudenza ha da tempo riconosciuto la possibilità per il giudice di fondare la decisione anche su un percorso logico giuridico difforme da quello prospettato dal ricorrente, ma mai si è affermato, nemmeno per implicito, che detta difformità possa interessare anche i fatti nuovi. [B] Sulla necessità di chiarire se le deiezioni animali, ed in particolare la “pollina”, siano da considerare “rifiuti”, oppure possano essere considerati “sottoprodotti di origine animale”, ovvero direttamente “biomasse” ai sensi del d.lgs 183/2003

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, febbraio 2013

[A] Sull’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento. [B] Sulla differenza tra “fertirrigazione” e “ruscellamento”

Consiglio di Stato, Sezione VI, febbraio 2013

Va esclusa la possibilità di estensione ai rifiuti diversi da quelli urbani non pericolosi del principio specifico dell’autosufficienza locale nello smaltimento

T.A.R. Campania Napoli, Sezione I, gennaio 2013

Quand’anche non emerga una contaminazione del sito per gli effetti previsti dall’art. 242 del D.lgs. n. 152 del 2006, non è esclusa comunque l’esigenza di provvedere allo smaltimento dei rifiuti, a nulla rilevando che i medesimi siano stati interrati o miscelati con una matrice terrosa

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, gennaio 2013

[A] Sulla possibilità o meno che le sanzioni ripristinatorie previste dal D.Lgs. n. 22 del 1997 possano applicarsi a fattispecie svoltesi antecedentemente. [B] Sui valori di CSC da tenere in considerazione per i “suoli agricoli”. [C] La responsabilità dell'inquinatore e quella del proprietario si fondano su presupposti giuridici diversi ed hanno differente natura. [D] Chi subentra nella proprietà o possesso del bene subentra anche negli obblighi connessi all'onere reale. [E] L’imputabilità dell’inquinamento può avvenire per condotte attive ma anche per condotte omissive. [F] Sulla fase dicotomica della conferenza di servizi

T.A.R. Veneto, Sezione III, gennaio 2013

[A] Sul deposito di grandi quantità di ceneri di pirite, residuo del procedimento industriale di fabbricazione dell'acido solforico, ottenuto in passato mediante il c.d. arrostimento del minerale pirite in speciali forni, a seguito del quale derivava, quale residuo solido, la cenere di pirite. [B] Sulla possibilità o meno di qualificare come M.P.S. o come sottoprodotti le “ceneri di pirite”. [C] Sulla nozione di sottoprodotto alla luce della giurisprudenza costituzionale e comunitaria

T.A.R. Lazio Roma, Sezione I Ter, gennaio 2012

[A] E’ illegittimo il piano di gestione dei rifiuti della Regione Lazio laddove consente lo smaltimento in discarica dei rifiuti non preventivamente trattati in impianti TMB, ma compressi durante il trasporto e dopo lo scarico, e, da ultimo, sottoposti a cernita grossolana. [B] La Direttiva Quadro e la normativa nazionale di recepimento non convalidano la tesi secondo cui la tritovagliatura può essere considerata forma di pretrattamento del rifiuto indifferenziato, ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di cui all'art. 7, comma 1 del D.Lgs, 36/2003

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, gennaio 2013

[A] Il divieto di smaltimento dei rifiuti di produzione extraregionale è applicabile ai rifiuti urbani non pericolosi, mentre il principio dell' autosufficienza locale ed il connesso divieto di smaltimento dei rifiuti di provenienza extraregionale non possono valere né per quelli speciali pericolosi, né per quelli speciali non pericolosi. [B] Sul parere negativo opposto dal comune il cui territorio sia interessato dalla realizzazione di un impianto di smaltimento rifiuti e produzione di energia da biogas

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione I, dicembre 2012

[A] Sui limiti al principio secondo cui non si può ravvisare la colpa del proprietario dell’area sulla quale sono stati scaricati rifiuti nel fatto che lo stesso non abbia recintato il fondo. [B] Sul provvedimento con il quale l’amministrazione richiede l’approntamento delle opere di ripristino della recinzione, necessarie ad inibire o, quanto meno, limitare l’incontrollato accesso all’area in questione con abbandono di rifiuti. [C] Sulla richiesta di predisposizione di un servizio di vigilanza notturno e diurno al fine di assicurare l’osservanza del divieto di accesso all’area

C.G.A.R.S., dicembre 2012

La compatibilità urbanistica dell’impianto non può non costituire presupposto per il legittimo esercizio dell’attività di recupero dei rifiuti

T.A.R. Basilicata, Sezione I, dicembre 2012

[A] Sulla competenza alla rimozione dei rifiuti dalla sede stradale ed dalle pertinenze. [B] Sulla ripartizione delle competenze tra Sindaco e Dirigenti in materia di ordinanze di rimozione dei rifiuti

T.A.R. Veneto, Sezione III, dicembre 2012

Nei confronti del curatore fallimentare non è configurabile alcun obbligo ripristinatorio in ordine all'abbandono dei rifiuti in assenza dell’accertamento univoco di un’autonoma responsabilità del medesimo

T.A.R. Piemonte, Sezione I, novembre 2012

[A] Sulla differenza tra la VIA e l’AIA. [B] Sugli aspetti della VIA che non possono essere rimessi in discussione in sede di rilascio dell’AIA. [C] Non è dato comprendere in che modo la raccolta differenziata “porta a porta” dei rifiuti possa costituire, nell’ottica dei ricorrenti, una valida alternativa all’incenerimento dei rifiuti. [D] La rinnovazione del giudizio di compatibilità ambientale si impone solo allorché siano introdotte delle modificazioni progettuali che determinino la costruzione di un manufatto significativamente diverso da quello già esaminato

T.A.R. Piemonte, Sezione II, novembre 2012

[A] La qualifica di “operatore professionale”, in base al diritto comunitario dell’ambiente, fa sorgere una particolare posizione di controllo ambientale sull’attività svolta anche riguardo all’abbandono di rifiuti da parte di terzi. [B] Sulle terre e rocce da scavo contaminate da policlorobifenili. [C] Sulla carenza di giurisdizione riguardo all’impugnazione delle sanzioni amministrative ex art. 255 d.lgs. n. 152 del 2006. [D] Sull’ordinanza diretta al proprietario dell’area con la quale si intima di presentare un progetto di indagine ambientale ai sensi degli artt. 242 e 245 del D.lgs 152 del 2006. [E] Sulla sanabilità dell’omessa instaurazione del contraddittorio ai sensi dell’art. 192, comma 3, del d.lgs. n. 152 del 2006

T.A.R. Marche, Sezione I, novembre 2012

È vero che, in Italia, una disciplina organica sui rifiuti è stata introdotta solo con il DPR 10.9.1982 n. 915, in attuazione delle direttive comunitarie in materia. Questo, tuttavia, non consente di affermare che, prima di tale data, ciascuno fosse libero di smaltire i propri rifiuti

Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2012

[A] Sulla frazione organica stabilizzata derivante dal trattamento meccanico e selezione dei rifiuti solidi indifferenziati (c.d. F.O.S.) e sul suo inquadramento come rifiuto urbano ovvero come rifiuto speciale. [B] Sull’applicabilità o meno alla F.O.S. della c.d. eco tassa introdotta dalla legge n. 549 del 1995 - provvedimento collegato alla legge finanziaria 1996, a decorrere dal 1°gennaio 1996. [C] Sul processo di generazione della F.O.S. [D] Sull’elencazione dei rifiuti speciali contenuta al comma 3 dell’art. 184 del d. lgs. n. 152 del 2006. [E] Manca nell’ordinamento giuridico sia italiano che comunitario una definizione espressa del recupero e dello smaltimento

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, ottobre 2012

Sui casi in cui la curatela fallimentare può ritenersi legittima destinataria dell’ordine di rimozione dei rifiuti

T.A.R. Molise, Sezione I, ottobre 2012

L'art. 192 del d. lg. 3 aprile 2006 n. 152, non si limita a riprodurre il tenore dell’abrogato art. 14 del D.lgs 5 febbraio 1997 n. 22 (cd. decreto Ronchi) con riferimento alla necessaria imputabilità a titolo di dolo o di colpa, per l'obbligo di rimozione dei rifiuti illecitamente abbandonati

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, ottobre 2012

La presenza di una recinzione è di per sé idonea ad escludere la colpa dei ricorrenti, non potendo esigersi da costoro l’adozione di sistemi particolarmente complessi, volti ad escludere, in assoluto, la possibilità di abbandono incontrollato di rifiuti

Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2012

[A] Sulla differenza tra la valutazione di impatto ambientale e autorizzazione integrata ambientale. [B] Sulla gestione dei rifiuti solidi urbani e sulla competenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio. [C] Sull’inchiesta pubblica ai sensi dell’art. 15, comma 1, della legge regionale n. 79 del 1998. [D] La qualificazione dell’impianto come inceneritore oppure come un coinceneritore rileva esclusivamente in fase di esercizio. [E] Sulla differenza tra impianto di incenerimento ed impianto di coincenerimento

T.A.R. Toscana, Sezione II, ottobre 2012

Sulla possibilità o meno che la curatela fallimentare, ed il liquidatore nel concordato preventivo con cessione dei beni, possa essere destinataria di ordinanze sindacali dirette alla bonifica di siti inquinati

T.A.R. Toscana, Sezione II, ottobre 2012

A carico del proprietario dell’area inquinata, che non sia altresì qualificabile come responsabile dell’inquinamento, non incombe alcun obbligo di porre in essere gli interventi in parola, ma solo la facoltà di eseguirli per mantenere l’area interessata libera da pesi

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, settembre 2012

Sui limiti della giurisprudenza per la quale la rimozione dei rifiuti abbandonati su aree di pertinenza delle autostrade spetta al concessionario in quanto la normativa del Codice della Strada si pone in rapporto di specialità rispetto alle disposizioni del Codice dell’ambiente

T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, settembre 2012

Sull’organo competente all’emanazione dell’ordinanza di rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi, ai sensi dell’art. 192 d. lg. n. 152/2006

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, settembre 2012

Sull'emissione di ordinanze contingibili ed urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti emesse in assenza del parere degli organi tecnici o tecnico-sanitari locali

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, settembre 2012

[A] Il Codice dell’Ambiente disciplina un sistema sanzionatorio nel quale l’attuazione del principio non prevede che – in assenza di individuazione del responsabile – il costo degli interventi gravi sulla collettività. [B] Sul nesso di causalità tra le attività degli operatori e l’inquinamento diffuso rilevato. [C] Nel modulo procedimentale della conferenza di servizi i pareri o le intese di cui ai richiamati artt. 252 comma 4 del D.Lgs. 152/06 e 15 comma 4 del D.M. 471/1999 ben possono essere acquisiti all’interno della conferenza stessa. [D] L’eventuale vizio nella partecipazione ad una conferenza di servizi può essere fatto valere solo dal soggetto interessato. [E] Le acque emunte vengono di regola ricondotte all'interno della categoria dei rifiuti liquidi

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Quater, settembre 2012

Non è necessario che gli impianti di smaltimento o di recupero rifiuti debbano essere allocati esclusivamente in zone a vocazione industriale

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, settembre 2012

Sul concorso delle norme del Codice della Strada e del Codice dell’Ambiente riguardo ai rifiuti ed alla pulizia delle strade

T.A.R. Piemonte, Sezione I, agosto 2012

[A] Sui comuni limitrofi a quello interessato dalla realizzazione di un impianto di gestione di rifiuti e sulla loro qualità o meno di soggetto interessato ai fini della partecipazione alla conferenza di servizi indetta ai sensi dell’art. 208 D. L.vo 152/06 ed ai fini della impugnazione degli atti che autorizzano la realizzazione dell’impianto. [B] Sui c.d. impianti di compostaggio. [C] Negli impianti di digestione anaerobica la produzione di biogas non costituisce il prodotto finale, ma solo un prodotto intermedio. [C] Non è possibile ritenere che l’esportazione fuori regione di rifiuti speciali sia libera al punto tale da prescindere da qualsiasi programmazione regionale. [D] La individuazione degli impianti destinati al recupero di rifiuti urbani non pericolosi di provenienza regionale o extraregionale debba avvenire in sede di approvazione del Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti. [E] Il compost soffre di una sproporzione esistente tra offerta e domanda. [F] Sulla circostanza che la FORSU, come altri rifiuti biodegradabili, possa qualificarsi come “biomassa”. [G] Sulla normativa applicabile agli impianti che producono energia rinnovabile tramite trattamento di rifiuti biodegradali

T.A.R. Umbria, Sezione I, agosto 2012

[A] Sulla competenza a ricorrere dell’associazione ambientale locale in tema di localizzazione di discariche o comunque di localizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. [B] Sulla possibilità o meno da parte del giudice di riconoscere, caso per caso, legittimazione ad impugnare atti amministrativi incidenti sull’ambiente anche ad associazioni a carattere locale. [C] La mera vicinanza di un fondo ad una discarica o ad un impianto di trattamento di rifiuti non legittima di per sé il proprietario frontista ad insorgere avverso il provvedimento od il contegno autorizzativo dell’opera

T.A.R. Veneto, Sezione III, agosto 2012

Sul venir meno dell’art. 33, commi 2 e 3, della legge regionale Veneto 21 gennaio 2000, n. 3, secondo il quale non possono essere conferiti rifiuti speciali da fuori Regione, se esistono discariche più vicine dal luogo di produzione nella stessa Regione e limiti quantitativi in ragione di qualità soggettive dei soggetti conferitori

Avv. Di Rosa. Sistri. Pagare o non pagare

Avv. Silvano Di Rosa. Sistri. Pagare o non pagare

Avv. Silvano Di Rosa. Sanzioni e Sistri

Sanzioni e Sistri. Non c'è due senza tre

T.A.R. Lazio Roma, Sezione I Ter, luglio 2012

Sul mero collegamento di un fondo con il territorio sul quale è localizzata una discarica e sulla possibilità o meno che questo sia da solo sufficiente a legittimare il suo proprietario a provocare uti singulus il sindacato di legittimità del provvedimento

T.A.R. Lazio Roma, Sezione I, luglio 2012

La giurisprudenza amministrativa ha chiarito che il nesso di causalità tra la condotta del responsabile e la contaminazione riscontrata deve essere accertato applicando la regola probatoria del "più probabile che non"

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione giugno 2012

Sull’art. 186 del D.Lg. 152/06, che si occupa espressamente delle terre e rocce da scavo

T.A.R. Liguria, Sezione I, giugno 2012

Sulla legittimazione ad impugnare il provvedimento di localizzazione di una discarica o di un impianto industriale ritenuto inquinante

Consiglio di Stato, Sezione V, giugno 2012

[A] L’articolo 196 del D.lgs 152 del 2004 esclude che la realizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti debba avvenire necessariamente ed esclusivamente in aree industriale. [B] Il potere di pianificazione del territorio non può precludere del resto insediamenti industriali in zone a destinazione agricola, salvo che in via eccezionale, quando cioè si sia in presenza di un assetto agricolo di particolare pregio

Avv. Silvano di Rosa. Sistri ed il sistema sanzionatorio

Quando il rimedio può essere peggiore del male. Art. 39, comma 2 bis, del D.lgs 205/2010 a confronto con l'art. 52 del D.L. 83/2012

T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, giugno 2012

In materia di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti non sussiste un indiscriminato obbligo di rimozione in capo al proprietario del fondo

T.A.R. Liguria, Sezione I, maggio 2012

Sulla conferenza di servizi prevista per l'approvazione dei progetti di smaltimento e di recupero dei rifiuti

Consiglio di Stato, Sezione V, aprile 2012

La mera vicinanza di un fondo ad una discarica non legittima per ciò solo ed automaticamente il proprietario frontista ad insorgere avverso il provvedimento autorizzativo dell'opera

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione II, marzo 2012

In materia di inquinamento ambientale l'eventuale mancata recinzione del fondo non costituisce di per sé la prova della colpevolezza del proprietario

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, gennaio 2012

Sulla sussistenza o meno di una legittimazione del Comune ad impugnare il provvedimento di approvazione di una discarica da localizzare nel suo territorio

T.A.R. Emilia Romagna Parma, gennaio 2012

L’inibitoria della prosecuzione dell’attività di “recupero rifiuti”, ai sensi dell’art. 216, comma 4, del d.lgs. n. 152 del 2006, può intervenire non solo nel caso di inosservanza delle norme tecniche sulle quantità e i tipi di rifiuti trattati, ma anche nell’ipotesi di contrasto di detta attività con le norme in materia di tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo

T.R.G.A. Trento, novembre 2011

Le cisterne abbandonate, non importa se fuori o sotto terra, sono rifiuti

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, giugno 2011

Sull’art. 186, comma 3, del D.Lgs. n. 152 del 2006, secondo il quale ove la produzione di terre e rocce da scavo avvenga nell'ambito della realizzazione di opere soggette a permesso di costruire o a denuncia di inizio di attività, la sussistenza dei requisiti richiesti dall'art. 186, comma 1 nonchè i tempi dell'eventuale deposito che non possono superare un anno, devono essere dimostrati e verificati nell'ambito delle procedure previste per il permesso di costruire o della DIA

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, giugno 2011

Sulla possibilità o meno che il committente dei lavori edili ed il direttore dei lavori possano essere ritenuti responsabili a titolo di concorso con l'appaltatore per la raccolta e lo smaltimento abusivi dei rifiuti non pericolosi connessi all'attività edificatoria

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, giugno 2011

Per reflui industriali debbono intendersi quelli provenienti da insediamenti latu sensu produttivi, ad esclusione delle acque derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche nonchè delle acque di dilavamento che non siano venute in contatto con sostanze o materiali connessi alle attività produttive

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, giugno 2011

Sull'utilizzazione agronomica dei reflui medesimi, al di fuori dei casi o dei limiti consentiti, nel caso di fertirrigazione con effluenti da allevamento

T.A.R. Campania Napoli, Sezione I, giugno 2011

[A] La conferenza di servizi di cui all’art. 208 del D.lgs 152 del 2006 è di natura istruttoria e precede la decisione finale sulla realizzabilità dell’impianto, quest’ultima affidata all’esclusiva competenza dell’autorità regionale. [B] Il fatto che l’area di insediamento abbia una determinata destinazione urbanistica non è di per sé circostanza ostativa e non è valida giustificazione per il diniego di approvazione del progetto per la realizzazione e gestione di nuovi impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione I, maggio 2011

Sul termine per proporre ricorso avverso il provvedimento comunale di localizzazione di una discarica

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, aprile 2011

Sulle caratteristiche che deve possedere il deposito temporaneo di rifiuti ai sensi dell’art. 83, lett. m), del D.lgs 152 del 2006

T.A.R. Toscana, Sezione II, aprile 2011

[A] Sul soggetto al quale compete di ordinare la rimozione dei rifiuti abbandonati, tra il Sindaco ed il dirigente. [B] Sul soggetto competente ad imporre ai soggetti responsabili dell’inquinamento di un sito di provvedere alla messa in sicurezza d’emergenza ed alla bonifica

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Ter, marzo 2011

[A] Il produttore e il detentore sono investiti di una posizione di garanzia in ordine al corretto smaltimento dei rifiuti. [B] Affinché il produttore originario dei rifiuti non sia ritenuto responsabile non è sufficiente che lo stesso sia munito del formulario controfirmato di cui all’art. 193 del D.lgs 152 del 2006. [C] La verifica ed il controllo del possesso delle necessarie autorizzazioni in capo al destinatario rientra senz’altro tra gli obblighi di diligenza esigibili dal produttore o detentore dei rifiuti. [D] Sul produttore originario dei rifiuti speciale incombe l’onere di verifica di tutti i detentori successivi sino allo smaltitore finale

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, febbraio 2011

[A] Sulle carcasse di macchine agricole appoggiate direttamente sul terreno a cielo aperto e senza impermeabilizzazione alcuna. [B] E’ necessaria una autorizzazione per svolgere una attività di accumulo di "beni destinati alla rottamazione" elencati nel catalogo europeo dei rifiuti (CER) quali i veicoli e i pneumatici fuori uso, le batterie e gli accumulatori

T.A.R. Umbria, Sezione I, dicembre 2010

Sul caso di una cava a cielo aperto e sulle acque da dilavamento del piazzale dove avviene la frantumazione, lo stoccaggio, il caricamento ed il trasporto del materiale estrattivo

Corte di Cassazione, Sezione III, ottobre 2010

Secondo la giurisprudenza di questa Corte gli inerti provenienti da demolizioni e costruzioni non sono assimilabili alle terre e rocce da scavo

T.A.R. Calabria Reggio Calabria, luglio 2010

L’Amministrazione nel sanzionare con obbligo di rimozione, recupero e ripristino, l'abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti non può ravvisare una colpa del proprietario nel fatto che lo stesso non abbia recintato il fondo

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, giugno 2010

Non sussiste alcuna competenza comunale in materia di disciplina dello spandimento di tali rifiuti in agricoltura, avendo la Regione riservato a sé la materia ed avendola ampiamente e compiutamente disciplinata

T.A.R. Molise, Sezione I, maggio 2010

Sull’ordine di rimozione dei rifiuti rivolto al proprietario del fondo in assenza di adeguata istruttoria e di idonea motivazione circa l’imputabilità soggettiva di una qualche condotta attiva od omissiva

Avv. Silvano Di Rosa. Art. 183 del D.gs 152 del 2006

Prima del deposito temporaneo non c'è mai gestione irregolare dei rifiuti?

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, maggio 2010

Sui rifiuti speciali derivanti dall’attività di demolizione, costruzione, nonché sui rifiuti che derivano dalle attività di scavo

T.A.R. Umbria, maggio 2010

Sulla nozione di “sottoprodotti” e sulla loro differenziazione rispetto ai rifiuti, in base al codice dell’ambiente ed alla giurisprudenza comunitaria

T.A.R. Piemonte, Sezione I, marzo 2010

[A] Nell'attuale sistema normativo, l'obbligo di bonifica dei siti inquinati grava in primo luogo sull'effettivo responsabile dell'inquinamento stesso, che le competenti Autorità amministrative hanno l'obbligo di individuare e ricercare. [B] Le rilevazioni dell’ARPA sui valori di concentrazione limite accettabili per la tipologia di terreni “area agricola a verde pubblico”, devono fare esclusivo riferimento alla destinazione d’uso dei suoli come impressa dall’ente

T.A.R. Toscana, Sezione II, marzo 2010

Sulla responsabilità per il curatore fallimentare relativamente ai rifiuti abbandonati sul terreno della azienda posta in liquidazione

T.A.R. Marche, Sezione I, novembre 2009

[A] La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità di leggi regionali che avevano introdotto divieti alla circolazione dei rifiuti speciali. [B] Sulla legittimità del Piano regionale delle Marche che vieta alle sole discariche di I categoria la ricezione di rifiuti speciali provenienti da fuori regione. [C] Sarebbe palesemente irrazionale ammettere che le Regioni debbono, nell’ambito della pianificazione relativa ai rifiuti prodotti nel proprio territorio, limitare la movimentazione dei rifiuti speciali, mentre analoghi limiti non potrebbero essere imposti con riferimento a rifiuti della medesima tipologia di provenienza extra regionale

T.A.R. Veneto, Sezione III, novembre 2009

Sull’ordine di smaltimento dei rifiuti emanato nei confronti del proprietario del fondo colpevole di comportamento omissivo specificamente e causalmente correlato, in funzione agevolatrice, alla realizzazione della condotta vietata

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, giugno 2009

[A] Sull’ordinanza di rimozione dei rifiuti abbandonati ex art. 192 del D.lgs 3 aprile 2006 n. 192 e sull’obbligo di instaurazione del contraddittorio con i soggetti interessati. [B] Sull’organo competente ad adottare ordinanze di rimozione di rifiuti. [C] Sulla responsabilità dolosa o colposa che deve gravare sul proprietario dell’area affinché questo possa essere colpito da un’ordinanza di rimozione dei rifiuti abbandonati

T.A.R. Toscana, Sezione II, agosto 2009

E’ illegittimo il provvedimento con il quale il Comune indiscriminatamente ordina al proprietario di procedere "<em>alla rimozione, all'avvio al recupero o allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino della stato dei luoghi</em>"

T.A.R. Campania Napoli, Sezione I, luglio 2009

Sul provvedimento con il quale la regione ha respinto la richiesta di nuova autorizzazione alla raccolta ed al trattamento di veicoli fuori uso in attuazione della normativa introdotta dal D.lgs. 209 del 24 giugno 2003, ritenendo che il centro ricade in un’area urbanistica che vieta la localizzazione di tale tipologia di impianti

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, maggio 2009

Sulla sentenza Tresolat di questa Corte che ha delineato i casi in cui la gestione dei rifiuti costituisce reato

Consiglio di Stato, Sezione V, giugno 2009

Sull’ordinanza di rimozione dei rifiuti abbandonati ex art. 192, d.lgs. n. 152 del 2006, sull’organo competente ad emetterla e sul rapporto con le ordinanze contingibili e urgenti ex. art. 54 del TUEL

T.A.R. Marche, Sezione I, giugno 2009

Sugli strumenti di tutela avverso i provvedimenti con cui le Amministrazioni autorizzano la realizzazione di un nuovo impianto di smaltimento o di recupero dei rifiuti

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, aprile 2009

Sulla legittimazione all'impugnazione del provvedimento di localizzazione di una discarica da parte dei Comuni nel cui territorio l'impianto dovrebbe essere collocato

Corte di Cassazione, Sezione I Penale, luglio 2008

L'abbandono di rifiuti da parte di titolari di imprese, anche se occasionale, integra in ogni caso la fattispecie costituente reato di cui al citato art. 256, comma 2, del D.lgs n. 152 del 2006

Consiglio di Stato, Sezione V, luglio 2008

Il proprietario dell’area è tenuto a provvedere allo smaltimento dei rifiuti solo a condizione che ne sia dimostrata almeno la corresponsabilità con gli autori dell'illecito abbandono di rifiuti

Corte di Cassazione, Sezione III, gennaio 2008

Lo scarico di liquami derivante dalla molitura delle olive necessitava dell'autorizzazione della competente autorità in difetto della quale si configura il reato ex art. 59, primo comma, D.L.vo 152/1999

T.A.R. Piemonte, Sezione II, maggio 2008

[A] Sulla legittimazione a ricorre delle associazioni ambientalistiche, delle loro articolazioni territoriali, dei comitati locali e dei singoli privati avverso il provvedimento di localizzazione di una discarica. [B] Sulla legittimità o meno della legge regionale Piemonte 2002 n. 24 che attribuisce alle Province, anziché alla Regione, la competenza al rilascio delle autorizzazioni alla realizzazione di impianti di smaltimento e di recupero di rifiuti

T.A.R. Liguria, Sezione I, maggio 2008

[A] Sulla c.d. “<em>class action</em>”, come concepita ed introdotta dalla legge finanziaria 2008 nell’ordinamento statale e sulla sua operatività o meno per la tutela di danni da disastri ambientali c.d. “<em>mass tort</em>” di scaturigine d’oltreoceano. [B] Sulla necessità o meno di invitare alla “conferenza di servizi” i comuni confinanti con quello entro la cui circoscrizione sia stato individuato il sito di localizzazione della discarica

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, maggio 2008

Il proprietario non responsabile dell’inquinamento della propria area può essere tenuto a rimborsare le spese sostenute dalla P.A., nel limite del valore di mercato del sito, a seguito degli interventi eseguiti d’ufficio per il risanamento del sito

Corte dei Conti, Sezione Toscana, aprile 2008

E’ soggetto a responsabilità erariale, per l'inerzia nel prestare acquiescenza nei confronti dell'attività di gestione di una discarica abusiva, il Presidente di Quartiere che non abbia richiamato i competenti Uffici al fine di un pronto intervento di sgombero

T.A.R. Valle D’Aosta, aprile 2008

Sul regime giuridico delle “terre e rocce da scavo” ai sensi del D.lgs 152 del 2006

Corte Cassazione, Sezione III Penale, marzo 2008

Sulla configurabilità o meno del reato di cui al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 256, comma 1, lett. a), laddove tramite un impianto produttivo venga effettuato il recupero dei rifiuti provenienti dall'attività edilizia

Corte Costituzionale, marzo 2008

E’ illegittimo l'art. 7, comma 1, lettera b), della legge Provincia autonoma di Bolzano 26 maggio 2006, n. 4 “La gestione dei rifiuti e la tutela del suolo”, laddove sottrae alla nozione di rifiuto comunitaria le “terre e rocce da scavo” mediante una presunzione di ordine generale

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, gennaio 2008

Sulla violazione dei divieti di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti, sulla giurisprudenza che ritiene che l’evento non possa essere imputato in capo al proprietario dell’area e sulla giurisprudenza contraria

T.A.R. Calabria, Sezione Reggio Calabria, giugno 2007

Sull’articolo 12 del D.P.R. n. 915/82 e sulla legittimità o meno di un’ordinanza sindacale che preveda la possibilità di occupare ed avvalersi di terreni privati, diversi da quelli ordinariamente funzionanti come discariche

Consiglio di Stato, Sezione V, giugno 2007

Sulla legittimazione a ricorrere, avverso atti finalizzati alla realizzazione di una discarica, da parte dei comitati di cittadini

Consiglio di Stato, Sezione V, aprile 2007

Sulla legittimazione o meno di un comitato di cittadini, caratterizzato da una forma associativa temporanea, a ricorrere avverso gli atti di localizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti

Consiglio di Stato, Sezione V, novembre 2006

Sull’autorizzazione a realizzare nuovi impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti, attribuita alla Giunta regionale dall’art. 27 del D.Lgs. n. 22/1997, e sulla possibilità di assegnare tali competenze ai dirigenti regionali

Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2006

Sulla legittimazione all’impugnazione del provvedimento di localizzazione di una discarica di rifiuti

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, gennaio 2006, n. 84

L&#8217;ordine di smaltimento di rifiuti abbandonati non può essere indiscriminatamente rivolto al proprietario

Consiglio di Stato, Sezione V, novembre 2005, n. 6406

L'ordinanza con la quale si impone la bonifica può essere legittimamente indirizzata al proprietario dell'area

Lo scarico abusivo ed il proprietario dell'area

Avv. Silvano Di Rosa - "Per il decreto Ronchi non è un reato essere proprietario di un terreno" - Nota a Consiglio di Stato, Sez. V, 16 novembre 2005, n. 6406

T.A.R. Piemonte, Sezione II, ottobre 2005, n. 3265

La realizzazione di nuovi impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti ai sensi del D.lgs 22/97 non può prescindere dalla conformità urbanistica delle opere

Consiglio di Stato, Sezione IV, agosto 2005, n. 4224

Sui poteri del sindaco nei confronti del proprietario dell’area, qualora sia necessario provvedere con urgenza allo smaltimento di rifiuti

T.A.R. Campania Napoli, Sezione I, maggio 2005, n. 5318

La responsabilità del proprietario postula una imputabilità allo stesso “a titolo di dolo o colpa” dei fatti di abbandono e/o di deposito incontrollato di rifiuti

T.A.R. Lazio, Sezione Latina, marzo 2005, n. 304

Sulla responsabilità del cureatore fallimentare per i rifiuti abbandonati sul terreno della azienda posta in liquidazione

Consiglio di Stato, Sezione V, marzo 2005, n. 935

Sull’illegittimità dell’ordinanza sindacale con la quale si intima al proprietario lo smaltimento dei rifiuti insistenti sull’area di sua proprietà senza fornire adeguata motivazione in merito a responsabilità per dolo o colpa

T.A.R. Toscana, Seconda Sezione, luglio 2004, n. 2311 (Potenza)

Sui soggetti destinatari dell'ordinanza di rimozione dei rifiuti.


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