ISSN 2498-9916 Urbanisticaitaliana.it [Online] - Direttore: Avv. Francesco Barchielli

ARGOMENTO: Valutazione di impatto ambientale e AIA

T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sezione I, marzo 2017

Ai fini delle garanzie partecipative ed in particolare della comunicazione dei motivi ostativi, può sostenersi che la decisione riguardo all’assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale sia equiparabile ad una determinazione negativa in ordine a un’istanza?

Consiglio di Stato, Sezione IV, febbraio 2017

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman',serif;">Sull&rsquo;art. 60, co. 3, l. reg. Toscana n. 10/2010&nbsp;e sulla&nbsp;compatibilit&agrave; ambientale di attivit&agrave; che presuppongano il rispetto di specifiche azioni e prescrizioni: il&nbsp;provvedimento adottato ai sensi della predetta norma pu&ograve; risolversi in una sostanziale interdizione&nbsp;sine die&nbsp;dell&rsquo;attivit&agrave;?</span></p>

T.A.R. Veneto, Venezia, Sezione II, gennaio 2017

[A] Gli atti di pianificazione urbanistica funzionali a definire e contemperare tutti gli interessi presenti sul territorio possono ritenersi impugnabili dalle Associazioni ambientaliste riconosciute ai sensi degli artt. 13 e 18, comma 5, della legge 8 luglio 1986, n. 349? [B] Può ritenersi condivisibile l’assunto secondo il quale il problema della validità del Piano di assetto del territorio costituisce un argomento estraneo all’avvio dell’iter di formazione del Piano degli interventi? [C] Deve ritenersi illegittima quella procedura di valutazione ambientale strategica che sia svolta da un’articolazione interna della Regione (che è anche l’ente competente ad approvare il Piano di assetto del territorio al quale si riferisce la valutazione)? [D] Può ritenersi legittima la scelta del Consiglio Comunale, intervenuta dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, di adottare atti di pianificazione urbanistica in quanto ritenuti urgenti e improrogabili?

T.A.R. Sicilia, Catania, Sezione I, dicembre 2016

Sulla differenza tra valutazione di impatto ambientale e autorizzazione integrata ambientale.

T.A.R. Veneto, Venezia, Sezione III, novembre 2016

Il giudizio di valutazione di impatto ambientale si esaurisce in un mero giudizio tecnico?

T.A.R. Lombardia, Brescia, Sezione I, ottobre 2016

Può la variante urbanistica prodotta dall’AIA consentire di superare la regola della doppia conformità prevista per il rilascio del permesso di costruire in sanatoria dall’art. 36 del DPR 6 giugno 2001 n. 380?

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II-bis, settembre 2016

Sui rapporti tra VIA e VAS

T.A.R. Marche, Sezione I, luglio 2016

[A] Le considerazioni relative all'urbanistica e agli strumenti di programmazione devono essere considerate estranee al procedimento di VIA? [B] Sui dubbi di illegittimità costituzionale dell’art. 208 c.6 del d.lgs. n. 152 del 2006

Consiglio di Stato, Sezione V, luglio 2016

La valutazione di impatto ambientale si limita ad una generica verifica di natura tecnica circa l’astratta compatibilità ambientale ovvero implica una complessiva ed approfondita analisi di tutti gli elementi incidenti sull’ambiente del progetto unitariamente considerato?

Consiglio di Stato, Sezione V, aprile 2016

Sull’articolo 14 ter, comma 4, della legge n. 241 del 1990 nei casi in cui sia richiesta la v.i.a.

T.A.R. Veneto, Sezione III, marzo 2016

Sull’autonoma lesività e impugnabilità del provvedimento conclusivo del procedimento di valutazione di impatto ambientale

Consiglio di Stato, Sezione IV, febbraio 2016

Sulle valutazioni ambientali (VIA e VAS), sulla salvaguardia dell'habitat in cui l'uomo vive quale valore primario ed assoluto e sulla nozione di ambiente.

T.A.R. Abruzzo L’Aquila, Sezione I, marzo 2016

[A] Sul termine per impugnare lo strumento urbanistico e, conseguentemente, le sue varianti, con particolare attenzione alle prescrizioni di dettaglio che disciplinino aspetti strettamente edilizi dell’attività edificatoria. [B] L’impugnazione immediata delle determinazioni della Commissione V.I.A. deve intendersi come facoltà ovvero come onere della parte?

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, marzo 2016

Sui titoli autorizzatori non sostituiti dall’AIA e sul connesso dovere del Comune di partecipare alla relativa conferenza dei servizi: la valutazione di compatibilità urbanistica può rimanere estranea al procedimento di AIA?

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, febbraio 2016

Deve ritenersi illegittima l'approvazione del progetto di un'opera pubblica inserita nella programmazione delle infrastrutture strategiche senza sottoposizione della stessa a VAS ma unicamente a VIA?

T.A.R. Lazio Roma, Sezione III, febbraio 2016

[A] Può considerarsi illegittima la valutazione di impatto ambientale allorché l’esame non venga svolto sull’opera nella sua interezza? [B] Qual è lo scopo della valutazione di impatto ambientale? Può ritenersi che quest’ultima si sostanzi in una mera verifica di natura tecnica circa l’astratta compatibilità ambientale dell'opera?

T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, febbraio 2016

La valutazione di impatto ambientale si risolve in un mero giudizio tecnico sindacabile dal giudice amministrativo?

Consiglio di Stato, Sezione IV, febbraio 2016

Sulla “soluzione zero”: in presenza di una norma legislativa che dichiara un’opera di "preminente interesse nazionale", può essere contestato all'Amministrazione di avere omesso di ponderare l'utilità dell'opera stessa, e cioè la c.d. opzione zero?

T.A.R. Veneto, Sezione III, gennaio 2016

Sulla fase di “screening VIA”: a che tipo di sindacato giurisdizionale è sottoposta l'attività mediante la quale l'amministrazione provvede alle valutazioni poste alla base della verifica di assoggettabilità della VIA?

T.A.R. Toscana, Sezione II, novembre 2015

L’attività svolta mediante l’utilizzazione di una vasca di decapaggio e consistente sostanzialmente in una ripulitura dei materiali immersi, allo scopo di "eliminare tutte quelle malformazioni superficiali che si sono generate sullo stesso durante le operazioni di saldatura", è soggetta ad AIA?

T.A.R. Toscana, Sezione II, novembre 2015

L’attività svolta mediante l’utilizzazione di una vasca di decapaggio e consistente sostanzialmente in una ripulitura dei materiali immersi, allo scopo di "eliminare tutte quelle malformazioni superficiali che si sono generate sullo stesso durante le operazioni di saldatura", è soggetta ad AIA?

T.A.R. Molise, Sezione I, novembre 2015

[A] È legittima la norma che stabilisce che la competenza ad adottare il giudizio di compatibilità ambientale appartenga alla Giunta regionale? [B] Che rilevanza assume la VIA manifestata in modo irrituale nel procedimento di autorizzazione unica di cui all’art. 12 del d.lgs. n. 387/2003?

Consiglio di Stato, Sezione IV, settembre 2015

Sul problema della sovrapposizione di VAS e VIA

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, settembre 2015

Sulla discrezionalità del potere amministrativo esercitato nel giudizio di valutazione ambientale

Consiglio di Stato, Sezione IV, settembre 2015

Sulla natura istruttoria o vincolante del parere negativo emesso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel corso di un procedimento di VIA teso a valutare una istanza di installazione di un impianto eolico

T.A.R. Veneto, Sezione II, luglio 2015

Sulla mancata stipula della convenzione urbanistica del Piano Particolareggiato: le prescrizioni suggerite dalla Commissione VIA incidono sulla fase di programmazione dell'intervento urbanistico o sulla progettazione esecutiva delle singole opere? Quale è la sede naturale per il recepimento delle prescrizioni di valenza e rilevanza urbanistica stabilite nella VIA?

T.A.R. Puglia, Lecce, Sezione I, giugno 2015

[A] La valutazione d'impatto ambientale costituisce un mero giudizio tecnico, suscettibile in quanto tale di verificazione sulla base di oggettivi criteri di misurazione? [B] Sui principali impatti ambientali derivanti dagli impianti eolici che possono dare luogo a fenomeni cumulativi

T.A.R. Veneto, Sezione II, luglio 2015

Sulla illegittimità dell’azione amministrativa per mezzo della quale si realizza il frazionamento di un progetto, sottoposto alla valutazione d’impatto ambientale limitatamente alla realizzazione del 50% della superficie coperta

T.A.R. Lombardia, Brescia, Sezione I, luglio 2015

[A] Sul rapporto tra VIA e autorizzazione integrata ambientale (AIA). [B] Sulla doppia qualificazione dell’amianto, come rifiuto pericoloso in natura, e come rifiuto non pericoloso quanto viene impedita la dispersione delle fibre. [C]. In presenza di un’offerta di bonifica da parte del proprietario incolpevole, o da parte di terzi, è necessario che tale soluzione, comportando un risparmio di spesa pubblica, sia esaminata prioritariamente?

T.A.R. Abruzzo, Pescara, Sezione I, maggio 2015

La Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi della Direttiva 92/43/CEE, recepita con D.P.R. n. 357/1997, per la costruzione di un nuovo stabilimento per l'attività di produzione di leganti idraulici (cemento sfuso e insaccato) con 20 punti di emissione, e in prossimità di un sito di interesse comunitario, deve precedere il provvedimento autorizzativo dell’insediamento?

T.A.R. Marche, Sezione I, maggio 2015

Sulla differenza tra valutazione ambientale di piani e programmi (VAS) e la valutazione di progetti (VIA): risoluzione del problema di sovrapposizione delle due valutazioni

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, aprile 2015

Sulla V.I.A. e sulla rilevanza nazionale o regionale dell’opera ai fini della individuazione della competenza alla verifica di impatto ambientale

Consiglio di Stato, Sezione IV, aprile 2015

[A] Sulla necessità o meno, ai fini della valutazione di impatto ambientale, che la valutazione comparativa dei progetti nella stessa area territoriale, avvenga con riferimento non solo agli impianti già esistenti, ma anche ai progetti solamente autorizzati. [B] Sulla possibilità o meno di configurabile una VIA con validità a tempo indeterminato

Consiglio di Stato, Sezione V, marzo 2015

[A] Sulla legittimazione attiva dei soggetti che si trovano nelle vicinanze di un impianto di recupero o trattamento di rifiuti. [B] Sui limiti del sindacato di legittimità sul giudizio di valutazione d'impatto ambientale

T.A.R. Veneto, Sezione III, febbraio 2015

Sulla necessarietà dell’indicazione della c.d. opzione zero tra le alternative al progetto oggetto di valutazione di impatto ambientale

T.A.R. Campania Napoli, Sezione III, gennaio 2015

[A] Sulla legittimazione attiva ai comitati spontanei costituiti allo scopo di contrastare un intervento industriale. [B] Sul sindacato del giudice amministrativo sul giudizio di compatibilità ambientale in cui si sostanzia la V.I.A.

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione III, novembre 2014

Sugli effetti, ai fini della sottoposizione a V.A.S., della qualificazione dell’intervento come progetto e non come piano o programma

Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014

[A] Gli atti conclusivi delle procedure di VIA e di screening, già di per sé potenzialmente lesivi dei valori ambientali, sono ritenuti immediatamente impugnabili dai soggetti interessati alla protezione di quei valori. [B] Sull’obbligatorietà “legale” della VIA. [C] Sul riesercizio del potere dell’amministrazione a fronte dell’accoglimento del ricorso proposto da un terzo, titolare di un interesse legittimo oppositivo

Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2014

[A] Ai fini della legittimazione non è sufficiente il solo scopo associativo a rendere differenziato un interesse diffuso o adespota, né l’astratta titolarità del diritto all’informazione ambientale. [B] La valutazione di impatto ambientale non è un mero atto (tecnico) di gestione ovvero di amministrazione in senso stretto, trattandosi piuttosto di un provvedimento con cui viene esercitata una vera e propria funzione di indirizzo politico – amministrativo. [C] Lo stesso aspetto del territorio, per i contenuti ambientali e culturali che contiene, è di per sé un valore costituzionale. [D] Sulle differenze tra valutazione di impatto ambientale e autorizzazione integrata ambientale

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, maggio 2014

[A] La VIA è finalizzata alla tutela preventiva dell’ambiente inteso nella sua più ampia accezione, con riferimento alle sue varie componenti: il paesaggio, le risorse naturali, le condizioni di vivibilità degli abitanti e gli aspetti culturali. [B] La qualificazione della V.I.A. come attività ampiamente discrezionale non può valere ad escludere l’obbligo di rendere visibile – e, dunque, intellegibile- il percorso motivazionale logico-giuridico seguito

T.A.R. Toscana, Sezione II, maggio 2014

Sulla necessità o meno che i pareri resi dagli enti competenti nel procedimento di screening ambientale siano resi in sede di conferenza di servizi piuttosto che singolarmente

T.A.R. Toscana, Sezione II, maggio 2014

[A] L’art. 54, comma 3, c.p.a. che ha previsto come la sospensione feriale dei termini non si applichi al processo cautelare, va inteso nel senso che è possibile la trattazione delle domande cautelari anche nel periodo di sospensione feriale dei termini ai sensi dell’art. 5 L. 742/1969, non che il ricorrente debba obbligatoriamente presentare il ricorso nel termine dei sessanta che devono essere calcolati anche inserendo il periodo di sospensione dei termini. [B] La valutazione circa la necessità o meno della V.I.A. costituisce un autonomo sub procedimento il cui atto conclusivo è impugnabile, ma in ogni caso la lesività dell’atto discende dal fatto che non è senza conseguenze per il richiedente la decisione di sottoporre o meno il suo progetto a V.I.A.

T.A.R. Lazio Roma, Sezione maggio 2014

La valutazione di impatto ambientale, in quanto implica una valutazione anticipata, finalizzata alla tutela preventiva dell'interesse pubblico, non si risolve in un mero giudizio tecnico, ma presenta comunque profili particolarmente elevati di discrezionalità amministrativa, che finiscono per sottrarre al sindacato giurisdizionale le scelte effettuate dalla amministrazione, qualora non si presentino manifestamente illogiche ed incongrue

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, aprile 2014

Sulla natura ampiamente discrezionale delle scelte effettuate in materia di valutazione di impatto ambientale

Consiglio di Stato, Sezione V, aprile 2014

La Valutazione di Impatto Ambientale, come noto, ha ad oggetto, oltre agli impianti nuovi, anche gli impianti esistenti, ma soltanto nel caso in cui essi subiscano modifiche sostanziali

T.A.R. Campania Salerno, Sezione II, aprile 2014

L’Amministrazione preposta alla V.I.A. non può ritenersi assolutamente vincolata dal parere negativo dell’Ente Parco senza condurre un’autonoma istruttoria

T.A.R. Sardegna, Sezione I, aprile 2014

La valutazione di impatto ambientale di un progetto deve essere effettuata tenendo conto dell’effetto di cumulo con altri progetti relativi alla medesima area territoriale

T.A.R. Sardegna, Sezione II, aprile 2014

[A] Ai sensi dell’art. 146 del D.lgs 42 del 2004 il parere espresso dalla Soprintendenza in ambito paesaggistico ha carattere vincolante e autonomo, nel senso che il “nucleo fondamentale” della decisione è rimesso proprio al suddetto organo statale. [B] Sui rapporti tra l’intervento della Soprintendenza nella procedura di VIA con il parere espresso per l’autorizzazione paesaggistica. [C] Sul valore paesaggistico delle golene

T.A.R. Marche, Sezione I, aprile 2014

[A] In sede di VIA non vanno esaminati profili di dettaglio afferenti le questioni di ordine urbanistico-edilizio. [B] E’ infondato l’assunto secondo il quale scopo della VIA sarebbe quello di evitare qualsiasi alterazione dello status quo ante e ciò alla luce del principio di precauzione

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione I, marzo 2014

[A] Sull’ammissibilità di una proroga dell’attività di recupero dei rifiuti in attesa del perfezionamento dell’AUA. [B] Sia l’art. 20, sia l’art. 208 del D.lgs 152 del 2006, dettano una precisa e certa tempistica per la definizione delle relative procedure; tempistica non rispettata anche a causa di ritardi burocratici, i quali non possono ricadere interamente sulla sfera giuridica del privato. [C] Sull’ammissibilità della c.d. “Via Postuma” e sul contemperamento degli interessi ambientali con l’iniziativa economica privata

Consiglio di Stato, Sezione VI, marzo 2014

[A] Nella procedura di VIA il paesaggio si manifesta in tali casi quale componente qualificata ed essenziale dell’ambiente e pertanto la Soprintendenza può esprimersi anche in merito ad aree non assoggettate a vincolo paesaggistico. [B] Sul c.d. “irradiamento” del vincolo paesaggistico

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VII, marzo 2014

[A] La decisione dell’amministrazione regionale di adottare la determinazione sulla valutazione di impatto ambientale (VIA) fuori dalla conferenza di servizi rappresenta una violazione, innanzitutto, di quanto stabilito dall’art. 14-ter, comma 4, della legge n. 241 del 1990. [B] È stato sancito l’obbligo della partecipazione alla conferenza delle amministrazioni convocate nonchè l’impossibilità di esprimere al di fuori di tale sede il proprio consenso o dissenso, di talchè l’unica maggioranza utile ai fini della validità delle decisioni che si vanno ad assumere è quella che risulta fisicamente presente alla adunanza

T.A.R. Marche, Sezione I, marzo 2014

[A] Il meccanismo della conferenza di servizi delineato dalla L. n. 241/1990 non prevede affatto che i pareri dei vari enti partecipanti siano resi noti in anticipo agli altri. [B] L’eventuale “ostruzionismo” (leggasi mancata partecipazione o partecipazione non costruttiva alla conferenza dei servizi) deve essere in qualche modo sanzionato. [C] Con riguardo alla provenienza della biomassa, la normativa vigente non ne impone la specificazione dettagliata, essendo un tale onere inesigibile alla luce del diritto di libertà di iniziativa economica. [D] L’art. 216 T.U.L.S. in materia di industrie insalubri (e con esso il conseguente D.M. 5/9/1994) non appare compatibile con l’attuale assetto normativo nella parte in cui la norma fa riferimento generico all’”abitato” e alle “campagne”. [E] Molto spesso i piani regolatori sono concepiti in maniera del tutto errata laddove consentono che le zone D siano collocate in adiacenza a zone residenziali oppure laddove consentono che all’interno delle zone D siano ubicati insediamenti residenziali, perché questo è alla base di molte controversie simili a quella che occupa il Tribunale. [F] Sulla differenza tra VAS e VIA

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, febbraio 2014

Sui casi in cui un intervento pubblico, già approvato con progetto preliminare, deve essere nuovamente sottoposto a valutazione ambientale

T.A.R. Lazio Roma, Sezione I, febbraio 2014

Nell'ambito di una procedura di V.I.A. non vige un obbligo di analitico esame di ogni singola osservazione, essendo sufficiente che, come nel caso di specie, siano stati valutati anche complessivamente gli apporti procedimentali

T.A.R. Emilia Romagna Parma, gennaio 2014

In caso di SCIA relativa a varianti non sostanziali, non si rende necessario riattivare l’articolato procedimento di VIA-AIA

T.A.R. Toscana, Sezione II, gennaio 2014

[A] Di regola il ricorso va notificato a tutte le amministrazioni che, nell'ambito della conferenza dei servizi, hanno espresso pareri o determinazioni. [B] Il principio di precauzione presuppone la deduzione di validi elementi idonei a contrastare ragionevolmente l'insediamento energetico. [C] Il provvedimento di VIA può (o meglio deve) contenere anche le prescrizioni impartite al soggetto proponente per la fase di esercizio dell'impianto. [D] Sull’obbligo di esame delle memorie dei documenti difensivi presentati dagli interessati nella conferenza di servizi

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, dicembre 2013

[A] Sulla differenza tra la VIA di derivazione comunitaria ed la valutazione paesaggistica nazionale. [B] Sull’impugnazione dell’atto finale della procedura di screening con il quale l’Amministrazione conclude per la non assoggettabilità a VIA

T.A.R. Toscana, Sezione II, novembre 2013

[A] Sull’ampliamento della discarica nel Comune di Peccioli. [B] Nella Regione Toscana è rimessa all'amministrazione procedente l’individuazione del soggetto competente al rilascio del provvedimento di VIA ovvero il provvedimento unico di VIA e AIA, in conformità con il rispettivo ordinamento. [C] Qualora sia stato conseguito, a livello di Ambito Territoriale Ottimale l'obiettivo di riduzione del conferimento dei rifiuti urbani biodegradabili previsto dall'articolo 5, comma 1 del d.lgs. 36/06, tale risultato può essere considerato condizione necessaria e sufficiente per consentire lo smaltimento in discarica dei rifiuti urbani non pretrattati

T.A.R. Lazio Roma, Sezione I Ter, ottobre 2013

L’A.I.A. trova, poi, una specifica regolamentazione in norme di legge, le quali ben possono essere oggetto di modificazioni nel corso del tempo, con conseguente obbligo dell’Amministrazione di tener conto di quanto da quest’ultime prescritto, attesa la rilevanza – ai fini del provvedere - non della data in cui il procedimento ha avuto avvio – d’ufficio o per iniziativa di parte - bensì del momento in cui il procedimento viene concluso

T.A.R. Toscana, Sezione II, settembre 2013

[A] Non è autonomamente impugnabile il verbale conclusivo della conferenza di servizi, sfornito di autonomia provvedimentale rispetto al provvedimento finale di competenza dell'amministrazione. [B] Il provvedimento conclusivo della VIA assume carattere lesivo e può essere autonomamente impugnato dagli interessati, ma non è idoneo ad esprimere un giudizio definitivo sul progetto la cui realizzabilità è resa possibile solo dal rilascio della successiva autorizzazione finale, la quale rappresenta il provvedimento lesivo di qualsivoglia posizione di interesse contraria all'intervento. [C] Ai sensi dell’art. 105 della L.R. 1 del 2005 l’Ufficio Tecnico del Genio Civile non deve eseguire ex novo accertamenti sui presupposti di fatto dai quali l’istanza è sorretta, ma limitarsi a verificare, cartolarmente, la correttezza della relazione di calcolo asseverata dal progettista con riferimento

Consiglio di Stato, Sezione IV, agosto 2013

[A] Sulla possibilità o meno che il Comune, avendo riscontrato in via definitiva, palesandola all’esterno, la legittimità dell’intervento proposto alla stregua degli strumenti e delle norme urbanistiche vigenti, possa già avere espresso, indipendentemente dal ritiro del documento formale, una espressa volontà di rilascio del richiesto titolo abilitativo perfetto e definito. [B] L'effetto immediato dell'annullamento di uno strumento urbanistico consiste nel dovere dell'Amministrazione di riesercitare la propria potestà di pianificazione del territorio. [C] Non deve essere sottoposto alla procedura di valutazione ambientale strategica (VAS), né a quella di valutazione di incidenza, uno strumento pianificatorio le cui previsioni non si discostano in maniera sostanziale da quelle già fatte oggetto di tale indagine. [D] La valutazione ambientale strategica va distinta dalla valutazione di incidenza, prevista dal D.P.R. n. 357/1997 nel sistema previgente all'entrata in vigore del D.Lgs. n. 4/2008. [E] La mera adozione del piano regolatore, non ancora approvato, determina la facoltà, ma non anche l'onere di impugnazione. [F] Se è prevista un'autorizzazione alla realizzazione di un intervento in più fasi, è necessaria una seconda VIA se nel corso della seconda fase (e quindi per esempio in sede di definitivo o di variante) il progetto può avere mostrato un nuovo impatto ambientale importante

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, agosto 2013

Il contemperamento tra gli obiettivi di sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili e le esigenze di tutela degli habitat naturali (che possono essere ragionevolmente estesi fino a ricomprendere le risorse ambientali in generale) è in linea di principio rimesso, secondo il Giudice europeo, alla discrezionalità degli Stati membri

T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, luglio 2013

[A] Le procedure di V.I.A. si inseriscono all’interno del procedimento di realizzazione di un’opera o di un intervento, ma sono pur sempre dotate di autonomia. [B] Sulla diretta impugnabilità o meno del verbale conclusivo della conferenza di servizi ovvero sulla necessità di ricorrere avverso la determinazione finale dell’Amministrazione competente, anche alla luce delle modifiche introdotte alla l. 241 del 1990 da parte del D.L. 78 del 2010

T.A.R. Marche, Sezione I, luglio 2013

È evidente che l’ampiezza delle valutazioni svolte in relazione all’AIA si riflette sulla procedura di VIA, nella quale assumono rilievo necessariamente anche gli studi effettuati in vista del rilascio dell’AIA

T.A.R. Basilicata, Sezione I, giugno 2013

[A] Sull’art. 9 L. n. 241/1990 con il quale il legislatore ha ampliato la partecipazione al procedimento anche dei “portatori degli interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati”. [B] L’attività di preparazione dei conglomerati bituminosi non rientra tra quelle da sottoporre a verifica e/o screening

T.A.R. Marche, Sezione I, giugno 2013

[A] L’ampiezza delle valutazioni svolte in relazione all’AIA si riflette sulla procedura di VIA. [B] La scelta di impiantare o meno una discarica e la sua localizzazione è tipicamente discrezionale

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione III, marzo 2013

La valutazione di impatto ambientale di un'opera deve sempre precedere il rilascio dell'autorizzazione alla sua realizzazione

T.A.R. Veneto, Sezione III, marzo 2013

Stante lo stretto nesso procedimentale che si instaura tra la procedura di valutazione di impatto ambientale e l'atto finale, l’omessa impugnazione di quest’ultimo non determina alcuna preclusione all'ammissibilità, né rifluisce sulla procedibilità, del ricorso proposto contro il provvedimento che ha escluso la necessità di sottoporre il progetto alla procedura di valutazione di impatto ambientale

T.A.R. Veneto, Sezione III, febbraio 2013

Sulla sussistenza o meno dell’onere di impugnazione del provvedimento di esclusione dalla sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale

Consiglio di Stato, Sezione IV, gennaio 2013

[A] Sull’assoggettabilità o meno a via del progetto di acquacoltura intensiva. [B] Sul principio secondo il quale la sopravvenienza normativa non si applica alla domanda di edificazione avanzata dall’interessato il cui diniego sia stato annullato in sede giurisdizionale solo se il decisum in questione risulta notificato all’Amministrazione antecedentemente dell’avvenuta adozione delle nuove regole

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, gennaio 2013

[A] La mera circostanza della prossimità all'opera da realizzare non è idonea a radicare un interesse all'impugnazione da parte del Comune confinante. [B] Sulla specialità della VAS in materia di infrastrutture strategiche (c.d. “VIAS”)

T.A.R. Marche, Sezione I, gennaio 2013

[A] Nella semplice verifica delle indagini che vengono svolte, ad esempio, in sede di rilascio della c.d. A.I.A. oppure dell’autorizzazione ex art. 87 D.Lgs. n. 259/2003 o dell’autorizzazione unica ex art. 12 D.Lgs. n. 387/2003 nel caso di impianti a biomasse, le autorità che intervengono nel procedimento correttamente svolgono le proprie valutazioni esclusivamente sulla carta. [B] Sulla necessità o meno che nell’AIA la domanda debba far riferimento ad una specifica tipologia di impianti e apparecchiature, e le elaborazioni previsionali di impatto ambientale debbano essere fatte prendendo a riferimento le specifiche tecniche dei macchinari e degli impianti indicati

Consiglio di Stato, Sezione IV, dicembre 2012

[A] Sul concetto di vicinitas dei singoli che insorgono avverso provvedimenti lesivi dal punto di vista ambientale. [B] Sul particolare procedimento di valutazione di impatto ambientale nelle opere di interesse strategico laddove interessa il progetto preliminare anziché il definitivo

T.R.G.A. Trento, dicembre 2012

[A] Sui limiti del sindacato giurisdizionale di legittimità in materia di AIA. [B] Sulla natura dell’AIA ai sensi del D.lgs 152 del 2006. [C] Sull’utilizzo del limite di emissione degli inquinanti in termini di “flusso di massa”, oltre che in termini di “concentrazione”

T.A.R. Piemonte, Sezione I, novembre 2012

[A] Sulla differenza tra la VIA e l’AIA. [B] Sugli aspetti della VIA che non possono essere rimessi in discussione in sede di rilascio dell’AIA. [C] Non è dato comprendere in che modo la raccolta differenziata “porta a porta” dei rifiuti possa costituire, nell’ottica dei ricorrenti, una valida alternativa all’incenerimento dei rifiuti. [D] La rinnovazione del giudizio di compatibilità ambientale si impone solo allorché siano introdotte delle modificazioni progettuali che determinino la costruzione di un manufatto significativamente diverso da quello già esaminato

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Bis, ottobre 2012

[A] Sui rapporti tra la VIA e l’AIA. [B] Sulla natura degli elettrodotti e sul procedimento per la variazione degli strumenti urbanistici necessario al loro insediamento

Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2012

[A] Sulla differenza tra la valutazione di impatto ambientale e autorizzazione integrata ambientale. [B] Sulla gestione dei rifiuti solidi urbani e sulla competenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio. [C] Sull’inchiesta pubblica ai sensi dell’art. 15, comma 1, della legge regionale n. 79 del 1998. [D] La qualificazione dell’impianto come inceneritore oppure come un coinceneritore rileva esclusivamente in fase di esercizio. [E] Sulla differenza tra impianto di incenerimento ed impianto di coincenerimento

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Bis, ottobre 2012

[A] Sulla possibilità o meno che la Regione, nel procedimento di VIA, debba essere coinvolta solo nelle attività incluse nel territorio e nelle acque territoriali, ma non per la piattaforma continentale destinata allo sfruttamento economico delle risorse. [B] Sull’impatto della tecnica dell’<em>air gun</em>

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, settembre 2012

[A] La valutazione di impatto ambientale, per giurisprudenza pacifica, si caratterizza quale giudizio espressione di ampia discrezionalità. [B] Sulla giurisprudenza amministrativa che ha da tempo elaborato e riconosciuto il pur controverso istituto dell’atto amministrativo implicito. [C] Le procedure di v.i.a. e di verifica di assoggettabilità a v.i.a. ("screening”), pur inserendosi sempre all'interno del più ampio procedimento di realizzazione di un'opera o di un intervento, sono dotate di autonomia

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione II, settembre 2012

[A] Per gli atti regolamentari la possibilità dell'immediata impugnazione è un'eccezione, mentre la regola è quella dell'impugnazione congiunta. [B] Sulla differenza fra “criteri localizzativi" e "limiti alla localizzazione" ai fini della legittimità dei regolamenti comunali recanti la disciplina per l’installazione di antenne di telefonia mobile. [C] E’ esclusa la facoltà degli enti locali di estenderne autonomamente la sfera di operatività della VIA a settori non espressamente contemplati dalla legge regionale. [D] Il rapporto di presupposizione necessaria che avvince le norme regolamentari illegittime all'atto applicativo, determina l'invalidità derivata di quest’ultimo, imponendone la caducazione consequenziale

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, settembre 2012

Non è possibile decidere sulla VIA senza conoscere anticipatamente il materiale tecnico dell’AIA

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, luglio 2012

Nel giudizio di valutazione d’impatto ambientale e nell’effettuare la verifica preliminare, l’Amministrazione esercita un’amplissima discrezionalità tecnica

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, luglio 2012

[A] La partecipazione alla conferenza indetta ai sensi dell’art. 12 D.lgs. 387/2003 deve intendersi riservata alle sole Autorità amministrative “direttamente interessate al provvedimento da emanare”. [B] Sulla partecipazione dell’ARPA alla conferenza di servizi. [C] Il provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale sostituisce o coordina tutte le autorizzazioni

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione III, luglio 2012

[A] Lo scopo associativo non è di per sé sufficiente a rendere differenziato un interesse diffuso o adespota facente capo ad un parte più o meno ampia della popolazione. [B] La conferenza di servizi (istruttoria), prima delle modifiche introdotte con il d.l. 13 maggio 2011 n. 70 (convertito in legge 12 luglio 2011 n. 106), doveva svolgersi sul progetto definitivo. [C] La valutazione di impatto ambientale (ove prevista) deve essere formulata sulla base del progetto preliminare. [D] Il progetto preliminare delle opere strategiche costituisce dunque la “decisione principale sull’ottimale armonizzazione dell’opera pubblica con l’ambiente esterno”, non suscettibile di sensibili modifiche in sede di sviluppo degli altri livelli di progettazione. [E] Sulla fascia di rispetto ferroviaria è stabilita dall’art. 49, comma primo, del d.P.R. 11 luglio 1980 n. 753 e sull’opera strategica

Consiglio di Stato, Sezione V, maggio 2012

[A] La valutazione di impatto ambientale non si sostanzia in una mera verifica di natura tecnica circa la astratta compatibilità ambientale dell’opera, ma implica una complessa e approfondita analisi comparativa tesa a valutare il sacrificio ambientale imposto rispetto all’utilità socio – economica. [B] La V.I.A. è un provvedimento con cui viene esercitata una vera e propria funzione di indirizzo politico – amministrativo

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, maggio 2012

La formazione di un provvedimento implicito di esclusione della V.I.A., per decorso di un termine breve (sessanta giorni), secondo quanto previsto dalla L.R. Puglia, si pone in contrasto con i principi comunitari

Consiglio di Stato, Sezione V, marzo 2012

Nel rendere il giudizio di valutazione di impatto ambientale, l’amministrazione esercita una amplissima discrezionalità che non si esaurisce in un mero giudizio tecnico

T.A.R. Puglia Bari, Sezione II, febbraio 2012

Sul silenzio assenso in materia di V.I.A.

T.A.R. Toscana, Sezione III, febbraio 2012

[A] Sull’art. 11, comma 2, della L.R. n. 1/2005 che sottopone a valutazione integrata degli effetti gli atti comunali di governo del territorio, compresi i piani attuativi, comprendenti i piani di recupero. [B] Sui casi in cui i piani attuativi riguardanti piccole aree possono prescindere dalla valutazione integrata degli effetti

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione I, febbraio 2011

Se resa al di fuori della conferenza di servizi riguardo alla costruzione ed esercizio di impianti eolici la valutazione d’impatto ambientale é illegittima per incompetenza assoluta

T.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, dicembre 2011

[A] Il perfezionamento della concessione edilizia ovvero del permesso a costruire si ha quando il comune, conclusa favorevolmente l'istruttoria, comunica all’interessato l'esito positivo della domanda. [B] Sulla posizione assunta dal comune che non ravvisi le condizioni per l’espletamento della valutazione di impatto ambientale riguardo ad una modifica alle sole norme tecniche di attuazione e non già alla cartografia e zonizzazione, modifica tendente tra l’altro a ridurre gli indici e non ad aumentarli. [C] Sui casi in cui la verifica di impatto ambientale sulle variazioni allo strumento urbanistico non si rende sarebbe necessaria. [D] In una zona che risulti già urbanizzata non è corretto dal punto di vista giuridico e logico imporre un onere al privato che sostanzialmente si rivelerebbe inutile

T.A.R. Toscana, Sezione II, novembre 2011

Sull'imposizione nel provvedimento di v.i.a. di svariate ed articolate clausole, con prescrizioni e condizioni, in base ai quali la p.a. è tenuta ad esercitare la vigilanza e il controllo successivo sull'impianto

T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, luglio 2011

La valutazione di impatto ambientale non rappresenta un mero giudizio tecnico, suscettibile, in quanto tale, di verificazione sulla base di oggettivi criteri di misurazione, ma presenta, al contempo, profili particolarmente intensi di discrezionalità amministrativa

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, luglio 2011

La valutazione di impatto ambientale osta alla possibilità che, con meccanismo di stampo elusivo, l'opera venga artificiosamente suddivisa in frazioni eseguite in assenza della valutazione, perché, isolatamente prese, non configurano interventi sottoposti al regime protettivo

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, luglio 2011

[A] La procedura relativa alla valutazione di impatto ambientale non può essere elusa a mezzo di un riferimento a realizzazioni o interventi parziali, caratteristici nelle opere da realizzarsi per "tronchi" o "lotti". [B] Sulla necessità di uno studio relativo agli impatti cumulativi derivanti dall’impiego del metodo di prospezione geofisica denominato <em>air gun</em>

Consiglio di Stato, Sezione IV, luglio 2011

L’opera pubblica approvata con progetto preliminare deve essere nuovamente sottoposta a valutazione ambientale, ove vi sia stata in sede di approvazione del progetto definitivo una sensibile variazione

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, giugno 2011

La valutazione d’impatto ambientale non costituisce un mero giudizio tecnico, suscettibile in quanto tale di verificazione sulla base di oggettivi criteri di misurazione, ma presenta al contempo profili particolarmente intensi di discrezionalità amministrativa

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, giugno 2011

[A] Una motivazione che escluda la necessità di sottoporre il progetto a V.I.A. deve motivare in relazione a questi criteri che richiedono quindi una valutazione complessa che non può essere liquidate in due righe. [B] L'esclusione di un progetto dalla valutazione di impatto ambientale è legittima anche qualora implichi la tollerabilità di una qualche conseguenza del progetto sull'ambiente. [C] La progettazione di un porto non rientra tra le competenze dei geometri non solo per il contesto particolare in cui si pone, ma anche per i problemi di sicurezza che una struttura posta in ambiente marino comporta

T.A.R. Piemonte, Sezione I, giugno 2011

I piani urbanistici che determinano l’interessamento di piccole aree a livello locale o modifiche minori ai piani stessi, sono assoggettate a valutazione ambientale strategica soltanto in conseguenza dei possibili effetti ancora “significativi sull’ambiente”

T.A.R. Veneto, Sezione II, aprile 2011

Sul contenuto della valutazione d'incidenza ambientale di un piano di lottizzazione

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, aprile 2011

[A] La V.I.A. non può essere intesa come limitata alla verifica della astratta compatibilità ambientale dell'opera ma si sostanzia in una analisi comparata tesa a valutare il sacrificio ambientale imposto rispetto all'utilità socio economica, tenuto conto delle alternative praticabili e dei riflessi della stessa "opzione zero". [B] Nella conferenza di servizi di carattere istruttorio non si applicano i meccanismi di superamento del dissenso previsti dall’art. 14-quater l. 241/1990

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, novembre 2010

La valutazione d’impatto ambientale non costituisce un mero giudizio tecnico, suscettibile in quanto tale di verificazione sulla base di oggettivi criteri di misurazione, ma presenta al contempo profili particolarmente intensi di discrezionalità amministrativa

Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2010

[A] Sulla nozione di “centro commerciale” ai sensi dell’art. 9, L.R. Veneto 13 agosto 2004 n. 15. [B] Il legislatore veneto ha inteso sottoporre a V.I.A. ogni modificazione relativa ai parchi commerciali esistenti, a condizione che i medesimi abbiano una superficie di vendita superiore a 8.000 mq

Consiglio di Stato, Sezione IV, luglio 2010

La V.I.A. non può essere intesa come limitata alla verifica della astratta compatibilità ambientale dell’opera ma si sostanzia in una analisi comparata tesa a valutare il sacrificio ambientale imposto rispetto all’utilità socio economica, tenuto conto delle alternative praticabili e dei riflessi della stessa “opzione zero”

Corte Costituzionale, maggio 2010

La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 7 della legge della Regione Liguria 6 agosto 2009 n. 30, nella parte in cui consente di assoggettare a VIA regionale i progetti di opere infrastrutturali relativi anche alle autostrade

Corte Costituzionale, marzo 2010

E’ illegittimo l’art. 4, comma 4, della legge della Regione Puglia 9 ottobre 2008, n. 25 (Norme in materia di autorizzazione alla costruzione ed esercizio di linee e impianti elettrici con tensione non superiore a 150.000 volt), nella parte in cui, comprendendo tra gli interventi di manutenzione ordinaria le varianti di tracciato concordate con i proprietari dei fondi interessati e le amministrazioni interessate, le sottrae alla verifica di assoggettabilità dell’opera alla valutazione d’impatto ambientale

T.A.R. Piemonte, Sezione I, maggio 2010

[A] Sul termine di impugnazione di una variante specifica allo strumento urbanistico che incide in modo diretto e immediato sui soggetti destinatari della previsione. [B] Solo per i progetti sottoposti a VIA vi è l’obbligo di allestire la documentazione di impatto acustico

T.A.R. Toscana, Sezione II, aprile 2010

[A] La valutazione di impatto ambientale, giacché finalizzata alla tutela preventiva dell’interesse pubblico, non si risolve in un mero giudizio tecnico, ma presenta profili particolarmente elevati di discrezionalità. [B] Sul principio comunitario di “precauzione”

T.A.R. Sardegna, Sezione II, marzo 2010

[A] Per valutare se occorra o meno la VIA è necessario avere riguardo non solo alle dimensioni del progettato ampliamento di opera già esistente, bensì alle dimensioni dell’opera finale, risultante dalla somma di quella esistente con quella nuova. [B] Devono ritenersi soggetti alla procedura di verifica di assoggettabilità alla v.i.a. i progetti di realizzazione di tracciati stradali di per sé autonomi ma da collocarsi in un contesto programmatorio sostanzialmente unitario

T.A.R. Toscana, Sezione II, marzo 2010

[A] Sull’immediata impugnabilità della VIA. [B] Sull’omessa impugnazione dell’autorizzazione integrata ambientale e sul ricorso avverso la precedente valutazione positiva di impatto ambientale. [C] Sulla natura del termine di durata del procedimento di VIA imposto dalla L.R. Toscana n. 79 del 1998. [D] Deve escludersi che qualsiasi giudizio in merito alla correttezza ed efficienza della gestione dirigenziale possa essere orientato da considerazioni di tipo politico, anziché dalla obiettiva valutazione della responsabilità del dirigente. [E] Integra il delitto di abuso d’ufficio la condotta di un Sindaco che, mero spirito di ritorsione, abbia revocato l’incarico di un dirigente. [F] E’ alla legge n. 1/05 che si deve, peraltro, la nozione di “invariante strutturale”. [G] Lo studio degli impatti prodotti sulla componente paesaggistica deve trovare soluzione in seno al procedimento di VIA

Consiglio di Stato, Sezione V, febbraio 2010

La rinnovazione del giudizio di compatibilità ambientale si impone allorché le varianti progettuali determinino la costruzione di un intervento significativamente diverso da quello già esaminato

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, febbraio 2010

Sulla procedura di screening che consiste nella sottoposizione di determinati interventi, astrattamente idonei a cagionare un rilevante impatto sull’ambiente, a una verifica preliminare al fine di accertare la sussistenza dei presupposti per l’esperimento della procedura di valutazione di impatto ambientale

R. Greco. Via, VAS e AIA

Via, VAS e AIA: queste sconociute

T.A.R. Toscana, Sezione II, ottobre 2009

Il progetto di un’opera da sottoporre a VIA deve essere valutato non per l’oggettiva conseguenza sull’ambiente che la sua realizzazione comporterebbe ma ponderando con attenzione gli interessi coinvolti

T.A.R. Toscana, Sezione II, ottobre 2009

La astratta necessarietà degli impianti eolici non può mai condizionare e vincolare in maniera assoluta il giudizio di compatibilità ambientale

T.A.R. Marche, Sezione I, settembre 2009

[A] È quasi inevitabile per i cittadini che risiedono in zone (formalmente) agricole – e che quindi godono dei relativi vantaggi, in termini di maggiore fruibilità della natura e di minore inquinamento acustico e ambientale – dover sopportare l’allocazione, in zone adiacenti le loro abitazioni, di insediamenti produttivi. [B] Non ogni piano o progetto teoricamente interferente con il bene ambiente è soggetto a valutazione di incidenza

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, settembre 2009

L’obbligo di pronunciarsi entro termini perentori sulle istanze di compatibilità ambientale riguardo alla VIA costituisce principio fondamentale della materia non derogabile dalle Regioni

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, maggio 2009

Sulla V.I.A. obbligatoria per gli allevamenti di suini e sul criterio di derivazione comunitaria del divieto di frazionamento dei progetti

T.A.R. Umbria, Sezione I, maggio 2009

Sulla corretta interpretazione dell’Allegato III alla Parte II del d.lgs. 152/2006, laddove dispone che sono sottoposti a V.I.A. gli “impianti per l’allevamento intensivo di (…) suini con più di (…) 3000 posti per suini da produzione (di oltre 30 Kg)

T.A.R. Sardegna, Sezione II, gennaio 2009

Sulla necessità o meno della conformità urbanistica del progetto ai fini della valutazione di impatto ambientale

Consiglio di Stato, Sezione VI, dicembre 2008

Sulla conferenza di servizi “preliminare”, sulla conferenza “decisoria” e sul procedimento di valutazione di impatto ambientale

T.A.R. Sardegna, Sezione II, dicembre 2008

Sull’organo competente ad emettere il provvedimento conclusivo del procedimento di valutazione di impatto ambientale

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, novembre 2008

[A] Sui Comuni interessati a partecipare alla procedura di V.I.A. [B] Le disposizioni del D.lgs 152/06 confermano che la titolarità del servizio idrico resta ai Comuni che compongono territorialmente l’A.T.O.

Consiglio di Stato, Sezione VI, luglio 2008

Il Consiglio di Stato conferma la sentenza di annullamento del T.A.R. Toscana riguardo alla determinazione con la quale la Regione Toscana ha ritenuto di escludere dalla procedura di VIA il progetto per la realizzazione del Parco Eolico di Scansano, ubicato in prossimità di tre siti d’importanza comunitaria

D.P.C.M. Marzo 2007

Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 settembre 1999, recante: "Atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'articolo 40, comma 1, della legge 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione dell'impatto ambientale" - GU n. 113 del 17-5-2007

Consiglio di Stato, Sezione VI, novembre 2006

[A] Sulla valutazione di impatto ambientale postuma. [B] La rinnovazione del giudizio di compatibilità ambientale si impone solo allorché le varianti progettuali determinino la costruzione di un manufatto significativamente diverso da quello già esaminato

Consiglio di Stato, Sezione VI, novembre 2006

Sulla V.I.A. effettuata nella fase preliminare e sulla necessità o meno di procedere ad una nuova valutazione di impatto ambientale qualora in sede di progettazione definitiva siano apportate modifiche

Convegno. Valutazione Ambientale Strategica - Firenze marzo 2005

ARPAT e Associazioni Ambientaliste Toscane. VAS, piani e programmi in materia ambientale

Consiglio di Stato, Sezione IV, agosto 2004, n. 5715 (Patroni Griffi)

Sulla necessità di sottoporre a V.I.A. il rinnovo di un’autorizzazione relativa ad un impianto di smaltimento rifiuti, qualora l’originaria autorizzazione sia stata rilasciata anteriormente al recepimento della normativa comunitaria in materia di V.I.A.

T.A.R. Veneto, Sezione I, agosto 2004, n. 264

Sulla necessità di notificare ai proprietari l’approvazione del progetto di un’opera pubblica quando comporta dichiarazione di pubblica utilità e sugli effetti “self executing” della disciplina comunitaria in materia di V.I.A.


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