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ISSN 2498-9916
Direttore: Avv. Francesco Barchielli

ARGOMENTO: Distanze dalle costruzioni e dai confini

T.A.R. Toscana, Firenze, Sezione III, giugno 2017

[A] Su quale presupposto si fonda la disposizione derogatoria di cui al comma 2 dell’art. 9 del D.M. n. 1444 del 1968? [B] Sulla non applicabilità degli obblighi di distanza prevista dall’art. 879 c.c. per le costruzioni al confine con vie e con piazze.

T.A.R. Toscana, Firenze, Sezione III, giugno 2017

Sulla nozione di “fabbricato” e “costruzione”: la distanza di cui al DM del 2 aprile 1968, n. 1444 deve applicarsi anche nell’ipotesi in cui si intenda realizzare un ripostiglio?

Consiglio di Stato, Sezione IV, maggio 2017

Da quale momento decorre il termine per ricorrere avverso il titolo edilizio da parte del terzo che contesti l'immobile realizzato a soli 4 metri di distanza dal confine con l’area ove insiste la sua abitazione?

Consiglio di Stato, Sezione IV, maggio 2017

E' corretto sostenere che ai fini del rispetto della distanza di 10 metri imposta dal DM n. 1444/1969 occorre fare riferimento alla situazione concreta, prescindendo così dalla distanza delle abitazioni già esistenti, dalla loro eventuale abusività o da altre disposizioni in senso contrario contenute negli strumenti urbanistici?

Consiglio di Stato, Sezione IV, aprile 2017

Sui rapporti tra DL 70/2011 e DM 1444/1968: può aversi un'applicazione libera del bonus volumetrico?

T.A.R. Toscana, Firenze, Sezione III, aprile 2017

L'art. 9 del D.M. 1444 del 1968 può trovare una deroga con riferimento ai locali accessori che non necessitino dello stesso grado di illuminazione ed areazione dei quelli abitati?

T.A.R. Abruzzo, Pescara, Sezione I, marzo 2017

Quando gli strumenti urbanistici stabiliscono determinate distanze dal confine ma prevedono anche la possibilità di costruire "in aderenza" od "in appoggio", deve applicarsi il criterio della prevenzione analogicamente a quanto accade nelle ipotesi disciplinate dagli artt. 873 e ss. cod. civ.?

T.A.R. Emilia Romagna, Parma, Sezione I, marzo 2017

Sul parametro interpretativo che deve essere utilizzato con riferimento alle norme derogatorie della disciplina inerente la distanza minima tra edifici.

T.R.G.A. Bolzano, febbraio 2017

La "vicinitas" è criterio di per sé sufficiente a rappresentare l'interesse al ricorso contro un titolo edilizio, ovvero è in proposito necessario accertare concretamente se i lavori assentiti dall'atto impugnato comportino un effettivo pregiudizio per il ricorrente?

T.A.R. Toscana, Firenze, Sezione III, febbraio 2017

La semplice conservazione di una sola parete o di spezzoni di parete possono valere ad escludere che vi sia stata la totale demolizione della costruzione preesistente?

Consiglio di Stato, Sezione IV, gennaio 2017

Sul pincipio di prevenzione di cui all’art. 873 c.c. secondo l’interpretazione offertane dalla Sezioni Unite della Cassazione: in quali ipotesi lo stesso deve trovare applicazione?

T.A.R. Toscana, Firenze, Sezione III, gennaio 2017

La distanza minima di 10 metri fra pareti finestrate di edifici antistanti deve applicarsi anche all’ipotesi di un portico aperto fronteggiante l'edificio in costruzione? In sostanza, può ritenersi applicabile la regola del vuoto per pieno?

T.A.R. Campania, Napoli, Sezione VIII, dicembre 2016

[A] Se normalmente l’Amministrazione non è tenuta a svolgere indagini particolari in presenza della richiesta edificatoria prodotta da un condomino, in quali casi è invece tenuta a farlo? [B] Le norme sulle distanze legali sono applicabili anche nei rapporti tra i condomini di un edificio?

T.A.R. Sicilia, Catania, Sezione I, dicembre 2016

[A] Può ritenersi legittima l'adozione negli strumenti urbanistici comunali di norme in materia di distanze minime tra pareti finestrate contrastanti con quelle del DM 1444/1968? [B] Sulla violazione della clausola generale  di buona fede e correttezza e sul c.d. abuso del diritto: il soggetto che abbia in precedenza “fruito” di deroghe alle norme sulle distanze può successivamente essere ritenuto titolare di un interesse legittimo al rispetto delle stesse?

T.A.R. Campania, Napoli, Sezione VII, marzo 2016  

Agli impianti di telecomunicazione si applicano le norme sulle distanze previste per le costruzioni in genere?

Consiglio di Stato, Sezione V, novembre 2016

Può l’amministrazione autorizzare la realizzazione di un impianto di distribuzione carburante senza la previa redazione del piano particolareggiato richiesto per la zona dal PRG?

T.A.R. Puglia, Bari, Sezione III, ottobre 2016

Sulla disciplina dettata dall’art. 9 D.M. 1444/68 (Limiti di distanza tra i fabbricati): tali disposizioni possono essere derogate da parte dei comuni?

T.R.G.A. Bolzano, ottobre 2016

Sull’art. 9, ultimo comma, D.M. n. 1444/1968: quest’ultimo trova applicazione esclusivamente con riferimento alle zone C?

T.A.R. Toscana, Sezione III, settembre 2016

Una volta accortasi di essere stata fuorviata (nelle tavole progettuali allegate al progetto era indicata una distanza non inferiore ai 10 metri necessari ai fini dell’osservanza della fascia di rispetto prevista dal d.m. 1444 del 1968), l’Amministrazione può adottare un provvedimento di autotutela senza alcun ulteriore supporto motivazionale?

T.A.R. Lombardia, Brescia, Sezione I, settembre 2016

In caso di disaccordo o in presenza di margini di errore topografico relativi al confine di proprietà, può il Comune subordinare l’utilizzazione dei diritti edificatori all’impegno del privato ad arretrare l’area edificabile prescindendo dai profili dominicali?

T.A.R. Sardegna, Sezione II, luglio 2016

La norma sulla distanza di cui all’art. 9 del D.M. n. 1444/1968 si applica anche agli interventi di ristrutturazione? Ai fini dell’applicazione della predetta norma devono ritenersi rilevanti tanto le modifiche dell’area di sedime quanto le variazioni della sagoma?

T.A.R. Marche, Sezione I, luglio 2016

Il balcone aggettante, avente funzione architettonica o decorativa, può essere compreso nel computo delle distanze tra gli edifici?

T.A.R. Emilia Romagna Bologna, Sezione I, luglio 2016

Sulla derogabilità o meno delle distanze minime tra pareti finestrate di fabbricati da parte degli strumenti urbanistici comunali

Consiglio di Stato, Sezione VI, giugno 2016

Sul provvedimento accertativo della decadenza di una concessione demaniale: discrezionalità tecnica o amministrativa?

Consiglio di Stato, Sezione IV, giugno 2016

Sulle fasce di rispetto stradali per l'edificazione nei centri abitati: il Consiglio di Stato apre all’interpretazione teleologica dell’art. 28, D.P.R. n. 495/1992

Corte di Cassazione, Sezione II Civile, giugno 2016

Sulla distanza prevista per fabbriche e depositi nocivi e pericolosi dall'articolo 890 c.c. nella cui regolamentazione rientrano anche i comignoli con canna fumaria: presunzione di pericolosità assoluta o relativa? Che rilievo assume in questo contesto l’assenza di una specifica disposizione da parte del regolamento edilizio comunale?

Corte di Cassazione, Sezione III Civile, aprile 2016

Nel caso in cui la ricostruzione di un immobile comporti aumenti di volumetria, deve necessariamente essere qualificata come “nuova costruzione”? Ripercussioni del problema sull’individuazione della normativa applicabile in tema di distanze

Corte di Cassazione, Sezioni Unite, maggio 2016

Sulla portata che i regolamenti assumono rispetto alle prescrizioni dettate dal codice civile in materia di distanze tra costruzioni su fondi finitimi, con particolare attenzione al meccanismo della prevenzione

Corte di Cassazione, Sezione II Civile, aprile 2016

Sulla rilevanza che assume la realizzazione di una canna fumaria ai fini delle prescrizioni in materia di distanza delle costruzioni dalle vedute (art. 907c.c.) e di distanze per fabbriche e depositi nocivi o pericolosi (art. 890 cc).

Corte di Cassazione, Sezione II, maggio 2016

[A] Sulla giurisdizione e sui poteri del g.o. in materia di controversie tra privati derivanti dall'esecuzione di opere edilizie non conformi alle prescrizioni di leggi o degli strumenti urbanistici. [B] Quand’è che il muro può qualificarsi come muro di cinta, e quando, invece, assume i caratteri di una costruzione vera e propria?

T.A.R. Basilicata, Sezione I, aprile 2016

Nel calcolo del rispetto delle distanze stabilite dagli strumenti urbanistici deve tenersi conto di qualsiasi elemento sporgente e/o superficie aggettante dei fabbricati, a prescindere dalla irrilevanza ai fini dell’incremento volumetrico o superficiario della costruzione?

T.A.R. Campania, Salerno, Sezione I, aprile 2016

Cosa deve intendersi per costruzione in appoggio e cosa invece per costruzione in aderenza?

T.A.R. Toscana, Sezione III, marzo 2016

[A] Sulla richiesta del privato di risarcimento del danno in forma specifica volta all’eliminazione delle parti illegittimamente edificate. [B] Sull’interpretazione dell’art. 38 T.U. edilizia. [C] Sull’annullamento del titolo edilizio per violazione del limite delle distanze in relazione ai c.d. aggetti (balconi) e sulla portata che la previsione di cui all'art. 38 del T.U. del 2001 assume in tale contesto. [D] L’atto edificatorio del vicino posto in essere in violazione delle norme del codice civile o di regolamenti comunali sulle distanze produce un danno in re ipsa?

Consiglio di Stato, Sezione IV, febbraio 2016

Quand’è che, ai fini dell’applicazione dell’art. 9 del d.m. n.1444/1968, si può parlare di “autonoma costruzione” e quando di mero “ampliamento”? Che rilevanza assume in tale contesto l’unicità del sistema fognario?

Consiglio di Stato, Sezione IV, febbraio 2016

Sulle previsioni di cui all’art. 9 DM 1444/68, riguardanti la distanza minima da osservarsi tra edifici: questa è posta a tutela di un interesse dei proprietari dei suoli ovvero un interesse sovra individuale? In altre parole, tali norme possono essere ritenute rinunciabili e disponibili?

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, novembre 2015

[A] Sulla distanza minima assoluta di metri dieci tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. [B] La distanza legale può essere misurata tenendo conto anche delle opere abusive confinanti?

T.A.R. Lombardia, Brescia, Sezione I, febbraio 2016

Può il rispetto puntuale della distanza minima dalle pareti finestrate essere derogato laddove non siano rintracciabili pericoli di peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie nelle abitazioni servite dalle finestre?

T.A.R. Puglia Bari, Sezione III, febbraio 2016

Ai fini del rilascio del permesso di costruire, può ritenersi che l’amministrazione sia onerata dell’accertamento di eventuali diritti ostativi o della lesioni di altrui diritti soggettivi, quali quelli di luce e veduta?

Consiglio di Stato, Sezione IV, gennaio 2016

[A] Sul regime della c.d. “doppia tutela” riguardo alle controversie concernenti le distanze fra costruzioni o di queste dai confini. [B] Sulla legittimazione ad agire dell'amministratore di un condominio in assenza dell’autorizzazione dell'assemblea. [C] Sulla possibilità, o meno, di applicazione analogica dell’art. 889 cod. civ. alla distanza intercorrente tra un realizzando parcheggio e i plinti di fondazione di un fabbricato condominiale

T.A.R. Piemonte, Sezione I, gennaio 2016

Sulla categoria della “ristrutturazione urbanistico – edilizia” e sull’incidenza che la stessa assume ai fini delle distanze legali prescritte dai regolamenti locali

T.A.R. Toscana, Sezione III, gennaio 2016

Sulla corretta modalità di misurazione delle distanze tra costruzioni: deve utilizzarsi il metodo lineare o quello radiale?

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, novembre 2015

Allorquando occorra valutare la domanda del confinante di edificare sul proprio suolo, può l'abuso edilizio essere di per sé rilevante ed incidente sulla posizione giuridica di chi abbia diritto di edificare relativamente al rispetto delle distanze?

Corte di Cassazione, Sezione II Civile, dicembre 2015

Che disciplina si applica nell’ipotesi in cui gli strumenti urbanistici stabiliscano determinate distanze dal confine ma prevedano la possibilità di costruire "in aderenza" od "in appoggio"?

Consiglio di Stato, Sezione IV, novembre 2015

Sul concetto di prospicienza: affaccio e prospetto sono sinonimi di adiacenza?

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione I, novembre 2015

Sui rapporti tra distanza minima tra gli edifici e distanza dal confine: può la scelta di chi edifica per primo di arrivare a confine ingenerare una posizione di vantaggio per lo stesso e per l’effetto imporre il sacrificio del rispetto della distanza minima tra gli edifici e dal confine al proprietario del fondo contiguo? Può la possibilità di costruire a confine ritenersi subordinata al placet del frontista?

Consiglio di Stato, Sezione IV, agosto 2015

Possono la semplice preesistenza di un passetto o di una scala non suscettibili di essere utilizzati per un ampliamento volumetrico costituire situazioni edilizie rilevanti e quindi idonee a legittimamente imporre il rispetto dei 10 m.l. alla erigenda costruzione frontista?

T.A.R. Veneto, Sezione II, ottobre 2015

[A] Sulla legittimazione ad causam: la riconduzione del progetto di ricostruzione del garage alla sua originaria consistenza fa venir meno ogni profilo di lesività? [B] La sopraelevazione è qualificabile come nuova edificazione ai fini delle distanze dalle pareti finestrate?

Corte di Cassazione, Sezione II Civile, ottobre 2015

Sul ruolo del giudice amministrativo, investito della domanda di annullamento della licenza, concessione o permesso di costruire: può tale istanza giurisdizionale impedire l'esercizio della azione civilistica intrapresa dal vicino per far rispettare la normativa in tema di distanze previste dal codice civile o dagli strumenti urbanistici?

T.R.G.A. Trento, ottobre 2015

[A] Le distanze prescritte dalla normativa nazionale, dai piani regolatori, dai regolamenti edilizi, tra una costruzione e una strada pubblica sono previste nell'interesse dell'ente pubblico proprietario della strada ovvero del proprietario della costruzione? [B] Alla costruzione di un'opera pubblica da parte della p.a. sono applicabili le norme sulle distanze?

T.A.R. Veneto, Sezione II, ottobre 2015

[A] Nell’impugnazione dell’atto con cui il Comune ha denegato l'adozione del provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività edilizia, il progettista assume la qualità di controinteressato? [B] Nel caso si lamenti la violazione della distanza dal confine prescritta dalle norme tecniche di attuazione allegate al piano regolatore, il ricorrente è legittimato e ha interesse ad agire ancorché il suo edificio disti molti metri dall’immobile oggetto degli interventi? [C] Sulle differenze tra l’intervento di verifica sollecitato dal terzo e volto all’inibizione della prosecuzione dell’attività edilizia e l’autotutela avviata d’ufficio: profili applicativi

Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2015

Può il tetto dell'abitazione caratterizzato da sette lucernari di tipo velux considerarsi parete finestrata? Deve l’art. 9 del D. M. n. 1444 del 1968 ritenersi applicabile anche nel caso in cui la parete antistante sia in realtà un tetto dotato di aperture lucifere?

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, luglio 2015

La piscina e i vani tecnici annessi risultano rilevanti ai fini della normativa dettata in materia di distanze legali? Quand’è che, ai fini della disciplina dettata in materia di distanze legali, l’opera può qualificarsi come costruzione?

T.A.R. Piemonte, Sezione II, settembre 2015

[A] Può una semplice tettoia sospesa su pilastri e sostanzialmente aperta su due lati considerarsi alla stregua di una costruzione in aderenza? [B] Distanze minime tra fabbricati, possibilità di costruire in aderenza e criterio di prevenzione

T.A.R. Liguria, Sezione I, settembre 2015

[A] Sulla natura delle disposizioni dettate dall’art. 8 del d.m. n. 1444/1968. [B] Sul limite di altezza degli edifici di una determinata zona di piano: altezza massima degli edifici di nuova costruzione e media dell’altezza di quelli preesistenti circostanti. [C] Sull’estensione applicativa del secondo e del terzo comma, art. 9 d.m. n. 1444/1968

Consiglio di Stato, Sezione IV, settembre 2015

[A] Il contratto di comodato, intervenuto tra il proprietario dell’area ed il concessionario, può permettere a quest’ultimo di richiedere ed ottenere la concessione edilizia? [B] Può il mero richiamo alla documentazione tecnica prodotta dal privato a corredo dell’istanza di concessione in sanatoria, condurre, in via interpretativa, a ritenere che l’autorizzazione sia stata rilasciata anche per opere a farsi? [C] Può la concessione edilizia in sanatoria introdurre o recepire prescrizioni tese ad imporre correttivi sull’esistente opera, qualora si tratti di integrazioni minime, di esigua entità? [D] La realizzazione di una scala con ballatoio in adiacenza alla proprietà di terzi è soggetta al rispetto della distanza minima prevista dall’art. 905 c.c.?

T.A.R. Molise, Sezione I, settembre 2015

[A] Può il permesso di costruire avente ad oggetto un intervento di recupero integralmente diverso per numero di piani (tre anziché quattro), sagoma, superfici, altezze e volumi rispetto al precedente titolo autorizzatorio, essere considerato come variante di quest’ultimo, ovvero deve ritenersi sostitutivo dello stesso? [B] L'art. 9 del D.M. 1444 del 1968 sui limiti di distanza tra i fabbricati ricadenti in zone territoriali diverse dalla zona A, è applicabile anche quando tra le pareti finestrate (o tra una parete finestrata e una non finestrata) si interponga una via pubblica?

Consiglio di Stato, Sezione IV, giugno 2015

Sulla distanza tra pareti finestrate di edifici antistanti, in particolare sulle modalità di computo

T.A.R. Toscana, Sezione III, giugno 2015

[A] L’esistenza di un terrazzo di notevole profondità da cui è possibile l’affaccio sulla proprietà antistante, qualifica la parete su cui insiste come finestrata? [B] Il rispetto della distanza minima è dovuto anche per i tratti di parete che sono in parte privi di finestre?

T.A.R. Toscana, Sezione III, giugno 2015

[A] Sulla rilevanza della possibilità d’affaccio ai fini del rispetto delle distanze previste dall’art. 9 del D.M. 144/68. [B] Sull’applicabilità delle disposizioni di cui all’art. 9 del D.M. 144/68 con riferimento alla zone urbanisticamente classificate nella tipologia A di cui al menzionato DM

Consiglio di Stato, Sezione IV, giugno 2015

[A] Sulla sufficienza o meno della vicinitas ai fini della legittimazione di parte. [B] Sulla derogabilità o meno degli standard previsti dall’art. 9 del D.M. n. 1444 del 1968 in materia di limiti di distanza tra fabbricati: qual è il punto di equilibrio tra la competenza legislativa statale in materia di «ordinamento civile» e quella regionale in materia di «governo del territorio? [C] Sulle modalità di calcolo della distanza predicabile tra pareti finestrate di edifici antistanti

Corte di Cassazione, Sezione II Penale, marzo 2015

[A] Sul rilievo che la sopraelevazione (anche di ridotte dimensioni) assume ai fini della disciplina delle distanze. [B] Sulla ammissibilità, o meno, dell'acquisto per usucapione di una servitù avente ad oggetto il mantenimento di una costruzione a distanza inferiore a quella fissata dal codice civile o dai regolamenti e dagli strumenti urbanistici, con particolare riferimento al caso in cui la costruzione sia abusiva. [C] Sulla rilevanza giuridica della licenza o concessione edilizia nell'ambito dei rapporti tra privati: l'avere eseguito la costruzione in conformità della ottenuta licenza o concessione esclude di per sé il diritto del vicino alla riduzione in pristino o al risarcimento del danno?

Corte di Cassazione, Sezione II Civile, luglio 2015

Sulle azioni a tutela di un diritto reale, con particolare riferimento alla possibilità o meno di ordinare il risarcimento del danno per equivalente anziché la reintegrazione in forma specifica, in caso di eccessiva onerosità di quest'ultima, a fronte della domanda diretta ad ottenere la riduzione in pristino per violazione delle norme sulle distanze

Corte di Cassazione, Sezione II Civile, giugno 2015

[A] Sui requisiti necessari ai fini della configurabilità di una veduta: sui concetti di inspectio e di prospectio. [B] Sul parametro che deve essere utilizzato nella valutazione del requisito della prospectio: persona di “altezza normale” o di “statura media”?

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, maggio 2015

[A] Sulla possibilità o meno di delegare ad un funzionario la potestà decisoria conferita dalla legge ai dirigenti in materia di rilascio di concessioni edilizie. [B] Sulle distanze legali tra costruzioni di cui all'art. 9, D.M. 2 aprile 1968 n. 1444

T.A.R. Toscana, Sezione III, aprile 2015

Sulle prescrizioni contenute nei piani regolatori e nei regolamenti edilizi in tema di distanze legali nelle costruzioni: frazionamento catastale e servitù di distacco

T.A.R. Puglia Bari, Sezione III, maggio 2015

Sulla differenza tra le distanze tra fabbricati, o di questi dai confini, di cui agli artt. 823 ss. c.c. e quelle dell’art. 9 D.M. 2 aprile 1968, n. 1444.

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, maggio 2015

Sull’ambito di applicazione e di efficacia dell'art. 9 D.M. 2 aprile 1968 n. 1444, prescrivente la distanza minima assoluta di metri dieci tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti; con particolare attenzione agli aggetti costituenti elementi architettonici o meramente decorativi

Consiglio di Stato, Sezione IV, aprile 2015

Sulla derogabilità della distanza di dieci metri tra pareti finestrate ai sensi del comma 2 dell’art. 9 del D.M. 1444 del 1968

Consiglio di Stato, Sezione IV, aprile 2015

Sulla derogabilità o meno, in sede di formazione e revisione degli strumenti urbanistici, delle norme sulle distanze di cui al D. M. 1444/68

Consiglio di Stato, Sezione IV, marzo 2015

Sulla condizione necessaria ai fini dell’applicazione della normativa di cui all’art.9 del D.M. 2 aprile 1968 n.1444, che impone una distanza minima di dieci metri tra le pareti finestrate

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, aprile 2015

[A] Sull’opportunità di distinguere, all’interno degli “interventi di ristrutturazione edilizia”, le fattispecie della ristrutturazione edilizia cd. pesante e cd. leggera, ai fini dell’individuazione del corrispondente titolo edilizio abilitativo. [B] Sulla necessaria assimilazione, ai fini della disciplina sulle distanze legali tra fabbricati, degli interventi di ristrutturazione edilizia cd. pesante a quelli di nuova costruzione, con particolare riferimento all’ipotesi in cui gli interventi abbiano determinato uno stravolgimento dello stato di fatto preesistente

T.A.R. Puglia Bari, Sezione III, aprile 2015

Sul regime della cd. “doppia tutela” di cui gode il proprietario che assume di essere stato danneggiato dalla violazione delle norme in materia di distanza fra costruzioni o vedute

T.A.R. Piemonte, Sezione II, marzo 2015

[A] Sulle nozioni di intervento di ristrutturazione edilizia e di nuova costruzione secondo la definizione di cui all'art. 3 lettera e del T.U. 380/2001. [B] Sulle distanze minime tra fabbricati, con particolare attenzione agli interventi di sopraelevazione e all’ipotesi in cui tra due edifici sia interposta una strada pubblica soggetta a traffico veicolare. [C] Sui provvedimenti che autorizzano interventi di ampliamento e di sopraelevazione di edifici esistenti in zone sottoposte a vincolo paesaggistico: stringenti oneri motivazionali e natura discrezionale

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, marzo 2015

Sulla possibilità, in materia igienico-sanitaria, di considerare implicito il potere di deroga alle distanze minime

Consiglio di Stato, Sezione VI, marzo 2015

Sulla possibilità o meno che un Gazebo aperto su tutti i lati ed avete copertura in tessuto crei, ai fini del diniego di compatibilità ambientale, una interferenza visiva al fabbricato adiacente

Corte di Cassazione, Sezione II Civile, marzo 2015

Sulla nozione di costruzione di cui all’art. 873 c.c., con particolare attenzione alla possibilità del P.R.G. di derubricare a "non costruzione” i muri che non superino una certa altezza

Consiglio di Stato, Sezione IV, gennaio 2015

Sulla lesione al cd “diritto al panorama”, derivante dalla sopraelevazione o costruzione illegittima di un fabbricato vicino: danno ingiusto da risarcire

T.A.R. Lazio Roma, Sezione I-Quater, febbraio 2015

Sulla distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, con attenzione al caso in cui la nuova costruzione sia destinata ad essere mantenuta ad una quota inferiore a quella visibile dalle finestre antistanti

T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione IV, gennaio 2015

Sulle nozioni di muro di cinta e di muro di contenimento

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, febbraio 2015

[A] Sulla inderogabilità dell’ art. 9 del d.m. n. 1444/1968 in materia di distanza minima tra pareti finestrate ed edifici frontistanti. [B] Sulle ipotesi in cui l’interesse pubblico all’eliminazione dell’atto illegittimo è da considerarsi in re ipsa. [C] Sull’applicabilità della misura alternativa pecuniaria ex art. 38 del d.p.r. n. 380/2001 in caso di annullamento del permesso di costruire

Consiglio di Stato, Sezione IV, gennaio 2015

Sul pregiudizio consistente nella diminuzione o esclusione del panorama goduto da un appartamento

T.A.R. Puglia Bari, Sezione III, gennaio 2015

[A] Sull’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. [B] Sulla ammissibilità o meno della retroattività di una interpretazione autentica espressa dalla delibera del Consiglio Comunale in materia di altezze massime consentite nelle singole sottozone B

T.A.R. Toscana, Sezione III, gennaio 2015

[A] Sulla qualificazione, ai fini del rispetto delle distanze previste dal c.c., del muro di contenimento come nuova costruzione. [B] I provvedimenti di demolizione non soggiacciono all’onere procedimentale fissato dall’art. 7 della legge n. 241/90

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, gennaio 2015

[A] Sull'ordinanza di sospensione dei lavori di cui all'art. 27, terzo comma, del d.P.R 6 giugno 2001 n. 380. [B] Sull’applicabilità dell’art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968 in presenza di un edificio e di una barriera fonoassorbente

T.A.R Emilia Romagna Parma, Sezione I, gennaio 2015

Sulle diverse nozioni di “muro di cinta” e di “muro di contenimento”

Consiglio di Stato, Sezione VI, gennaio 2015

[A] Sulla decorrenza del termine per impugnare il il titolo edilizio. [B] Sulla differenza tra verificazione e consulenza tecnica d'ufficio. [C] Sulla distanza minima assoluta tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, con particolare riferimento al balcone aggettante avente funzione architettonica o decorativa

T.R.G.A. Bolzano, dicembre 2014

[A] Sulla soggezione al rispetto delle distanze degli interventi edilizi che apportano un innalzamento della sagoma ed un aumento del volume. [B] Sul rispetto della distanza minima di 10 m dalle pareti finestrate degli edifici antistanti nelle zone A

T.A.R. Toscana, Sezione III, dicembre 2014

Sulla distanza legale fra costruzioni, con particolare riguardo alla situazione di un portico aperto fronteggiante l'edificio in costruzione

T.A.R. Toscana, Sezione III, dicembre 2014

[A] Sui limiti applicativi del metodo di misurazione “lineare” delle distanze. [B] Sul comma 2 ter dell’art. 34 del D.P.R. 380 del 2001 (recepito nell’art. 139 comma 4° della LRT 1/2005) relativamente alle variazioni essenziali

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, dicembre 2014

Sugli effetti determinati dalla violazione delle distanze dal confine sul titolo edilizio

T.A.R. Abruzzo, Sezione I, dicembre 2014

Sul computo delle distanze dei balconi e dei vani tecnici

Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2014

Sull’ineludibilità della prescrizione relativa alla distanza di mt. 10 tra le pareti finestrate degli edifici antistanti

Consiglio di Stato, Sezione IV, settembre 2014

Sul D.M. n. 1444 del 1968 relativamente al concetto di “altezza media degli edifici circostanti”

T.A.R. Veneto, Sezione II, aprile 2014

Il rispetto della distanza minima è dovuto anche per i tratti di parete che sono in parte privi di finestre

T.A.R. Campania Salerno, Sezione II, aprile 2014

[A] Sulla necessità o meno di tenere conto dei manufatti abusivi nel calcolo delle distanze da effettuare in sede di rilascio del titolo edilizio per la nuova edificazione. [B] Sulla possibilità o meno di applicare la tolleranza del 2%, prevista dall’art. 34 comma 2 ter del D.P.R. n. 380/01, riguardo al rispetto delle distanze tra le costruzioni

C.G.A.R.S., aprile 2014

[A] Sulla condonabilità o meno degli abusi in materia di distanze. [B] Sulla nozione di volume tecnico

Consiglio di Stato, Sezione V, marzo 2014

Sulla disciplina delle distanze e sulla rilevanza o meno dei balconi

T.A.R. Piemonte, Sezione II, marzo 2014

Ai fini dell’applicazione della distanza minima tra pareti finestrate prescritta dall’art. 9 del D.M. n. 1444 del 1968, rientrano nel concetto civilistico di costruzioni le parti dell’edificio, quali scale, terrazze e corpi avanzati aggettanti

T.A.R. Campania Salerno, Sezione II, marzo 2014

Sull’impugnazione di un permesso di costruire da parte del confinante che lamenti la violazione delle distanze legali

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione II, marzo 2014

I motivi rivolti avverso provvedimenti di rimozione per violazione delle distanze previste dal codice della strada sono inammissibili per difetto di giurisdizione

Consiglio di Stato, Sezione V, marzo 2014

La distanza tra costruzioni su fondi finitimi va calcolata tenendo conto di qualsiasi elemento che sporga da una di esse

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, febbraio 2014

Sulla differenza tra i muri di contenimento ed i muri di recinzioni

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, febbraio 2014

[A] La concessione così come il condono sono rilasciati sempre con salvezza dei diritti dei terzi, mentre il conflitto tra proprietari, interessati in senso opposto alla costruzione, va risolto in base al raffronto tra le caratteristiche dell'opera e le norme edilizie che la disciplinano. [B] Sulla nozione di costruzione ai fini dell'osservanza delle norme in materia di distanze legali stabilite dagli artt. 873 e seguenti cod. civ.

T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, gennaio 2014

[A] Sull’applicabilità o meno della distanza di dieci metri tra pareti finestrate per la realizzazione di nuove costruzioni in Zona A. [B] Sulla modificazione del tetto abbia funzione esclusiva di copertura non comportando un aumento di volumetria dei piani sottostanti suscettibile di autonoma utilizzazione

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, gennaio 2014

[A] Anche i balconi di apprezzabile profondità ed ampiezza rientrano tra i corpi di fabbrica computabili nelle distanze tra costruzioni. [B] I parametri ex d.m. 20 luglio 2012, n. 140 sono applicabili anche ai dipendenti pubblici, nominati ausiliari del giudice amministrativo

T.A.R. Toscana, Sezione III, gennaio 2014

[A] Sulla nozione e sui limiti della “ristrutturazione edilizia” con demolizione e ricostruzione ai sensi della L.R. Toscana n. 1 del 2005 e del D.L. 69 del 2013 (Decreto del fare). [B] Sugli interventi di “sostituzione edilizia” ai sensi dell’art. 78 della L.R. Toscana n. 1 del 2005. [C] Sul concetto di “sagoma”. [D] Sul caso in cui la tecnica utilizzata per la demolizione e ricostruzione sia stata quella del c.d. , consistente non già ad una integrale demolizione dell’esistente seguita da successiva ricostruzione ma da una progressiva demolizione e contestuale ricostruzione, per parti, dell’edificio medesimo. [D] Sull’obbligo di rispetto della distanza minima di m. 10 per le ipotesi di “nuovi edifici”, nei quali rientrano anche le di cui alla legislazione toscana. [E] Sull’art. 8, comma 1, punto 2) del DM n. 1444 del 1968 il quale, in zona B, prevede che i nuovi edifici non possano avere altezza superiore a quelli preesistenti e circostanti

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione III, dicembre 2013

[A] Sulla distanza di dieci metri tra pareti finestrate e su elementi aggettanti quali scale, terrazze e corpi avanzati. [B] Il rilascio del certificato di agibilità, lungi dall’essere subordinato all’accertamento dei soli requisiti igienico-sanitari, presuppone altresì la conformità urbanistica ed edilizia dell’opera

T.A.R. Marche, Sezione I, dicembre 2013

Sull’art. 9 lett. c) del DM 1444/68 e sulla sua applicazione alle sole zone di espansione C o anche ad altre zone omogenee di cui al DM 1444/68

T.A.R. Piemonte, Sezione I, dicembre 2013

Per valutare la necessità del permesso di costruire si deve necessariamente distinguere tra il terrapieno artificiale ed il muro di cinta

T.A.R. Puglia Bari, Sezione II, dicembre 2013

Sulla circolare ANAS n. 12/2006, riguardo alle distanze minime da osservare dal nastro stradale, e che si limita ad adottare un parametro provvisorio (quello dei 10 m dal ciglio esterno della strada), in attesa dell’individuazione degli ulteriori criteri per la localizzazione e dei standards dimensionali e qualitativi delle pertinenze di servizio, previsti dall’articolo 60, quarto comma, del regolamento, che devono essere adottati dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici ed il Consiglio nazionale delle ricerche

T.A.R. Liguria, Sezione I, novembre 2013

[A] Sulla nuova definizione normativa di ristrutturazione di cui all’art. 30 d.l. 692013 e sugli effetti riguardo alla modifica della sagoma. [B] La distanza di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti, prevista dall'art. 9 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444, va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano e a tutte le pareti finestrate e non solo a quella principale

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, novembre 2013

La circostanza oggettiva e dirimente dell’acclarata violazione delle distanze legali implica una iniziativa di annullamento in autotutela del permesso di costruire già rilasciato sostanzialmente vincolata dell’amministrazione comunale

Consiglio di Stato, Sezione IV, novembre 2013

Sui balconi aggettanti e sui limiti all’applicazione della norma sul rispetto della distanza di dieci metri tra pareti finestrate ex. art. 9 del D.M. 1444 del 1968

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, novembre 2013

[A] Sulla differenza tra il muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno ed il muro di cinta, ai fini del rispetto delle distanze dalle costruzioni. [B] Sulla fascia di rispetto stradale e sulle ricostruzioni di manufatti di qualsiasi tipo e materiale conseguenti a demolizioni integrali. [B] Sulla demolizione e successiva ricostruzione del locale interrato ai fini del rispetto delle distanze dal confine stradale

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, novembre 2013

Riguardo al rispetto della distanza dieci metri tra pareti finestrate non può dispiegare alcun effetto distintivo la circostanza che si tratti di corpi di uno stesso edificio ovvero di edifici distinti, né possono assumere rilievo le caratteristiche dello spazio interno

T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, ottobre 2013

[A] Sul divieto di sopraelevazione, per inidoneità delle condizioni statiche dell’edificio, previsto dall’art. 1127, comma 2, c.c. [B] La sopraelevazione di un edificio preesistente, determinando un incremento della volumetria del fabbricato, è qualificabile come nuova costruzione. [C] Il principio della prevenzione non è applicabile quando l’obbligo di osservare un determinato distacco dal confine sia dettato da regolamenti comunali in tema di edilizia e di urbanistica

T.A.R. Piemonte, Sezione I, ottobre 2013

Sulla necessità o meno di osservare le distanze ex. D.M. 1444 del 1968 per la realizzazione di una canna fumari delle dimensioni di circa 45 cm x 65 cm

T.A.R. Liguria, Sezione I, ottobre 2013

Per le zone A il DM n. 1444/68 all’art. 9, punto 1, nel caso quale quello in parola, di ristrutturazione, prevede, come unico limite, a differenza delle altre zone, in cui esiste il limite dei 10 metri tra pareti finestrate, il rispetto degli allineamenti preesistenti

Consiglio di Stato, Sezione IV, settembre 2013

Sulla regola del rispetto della distanza dei dieci metri, di cui all’art. 9 del D.M. n.1444/68, e sulla sua applicabilità alle sole pareti munite di finestre qualificabili come vedute oppure anche quelle su cui si aprono finestre cosiddette lucifere

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, agosto 2013

Sul computo della distanza tra edifici, in base alle norme del d.m. n. 1444/1968, nel caso in cui le pareti dei fabbricati non si estendano linearmente in altezza, ma manifestino rientranze e sporgenze

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, luglio 2013

Sull’obbligo di osservare la distanza di dieci metri tra le pareti finestrate e sulla rilevanza o meno di una pensilina

T.A.R. Liguria, Sezione I, luglio 2007

La nuova costruzione, al contrario, in qualsiasi zona sia realizzata, fosse anche in zona A, comporta il rispetto della distanza di cui all’art. 9 d.m. 1444/1968 di dieci metri dalle pareti finestrate degli edifici frontistanti

T.A.R. Molise, Sezione I, luglio 2013

Sull’annullamento del titolo edilizio per violazione delle distanze

T.A.R. Marche, Sezione I, luglio 2013

In tema di distanze legali stabilite dagli articoli 873 e seguenti del codice civile e delle norme dei regolamenti locali integrative della disciplina codicistica, deve ritenersi costruzione qualsiasi opera non completamente interrata

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, giugno 2013

[A] La decorrenza del termine decadenziale in materia edilizia non può essere di norma fatta coincidere con la data in cui i lavori hanno avuto inizio. [B] Sull’obbligo o meno di rispettare la distanza di dieci metri tra pareti finestrate laddove una parete non fronteggi l’altra. [C] Sulla tesi della non computabilità dei balconi nel calcolo delle distanze

T.A.R. Molise, Sezione I, giugno 2013

Sulla possibilità o meno di subordinare il condono edilizio alla verifica del rispetto delle distanze legali

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, maggio 2013

[A] Dall’art. 9 n. 2 del D.M. n. 1444/68 è desumibile la inesistenza di un obbligo di rispettare in ogni caso una distanza minima dal confine, ove non prevista negli strumenti urbanistici locali. [B] Gli spazi per parcheggio di natura pertinenziale e obbligatoria non vanno considerati ai fini del calcolo della volumetria complessiva consentita

T.A.R. Veneto, Sezione II, maggio 2013

Agli effetti dell'art. 873 c.c., la nozione di costruzione, che è stabilita dalla legge statale, è unica, e non può essere derogata, sia pure al limitato fine del computo delle distanze, dalla normativa secondaria, giacché il rinvio contenuto nella seconda parte dell'art. 873 c.c., è limitato alla sola facoltà per i regolamenti locali di stabilire una distanza maggiore (tra edifici o dal confine) rispetto a quella codicistica

Consiglio di Stato, Sezione IV, maggio 2013

L’art. 9 del D.M. 1444 del 1968, laddove impone l’anzidetta distanza di 10 metri tra parete finestrata e corpo edificato, è norma di ordine generale, prevalente anche sulla disciplina regionale eventualmente difforme

T.A.R. Calabria Reggio Calabria, aprile 2013

L'art. 9 del D.M. 1444 del 1999 è applicabile anche quando tra le pareti finestrate (o tra una parete finestrata e una non finestrata) si interponga una via pubblica

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione II, aprile 2013

Il vincolo della distanza minima rispetto alle pareti finestrate ex art. 9 del DM 2 aprile 1968 n. 1444 deve essere applicato secondo il canone di proporzionalità, ossia nei limiti necessari a prevenire il degrado igienico-sanitario dei luoghi

Consiglio di Stato, Sezione IV, aprile 2013

Sui caratteri del vincolo di inedificabilità gravante sulla fascia di rispetto autostradale

T.R.G.A. Bolzano, aprile 2013

Una parete non è scindibile in tratti dotati di finestre e in tratti non dotati di finestre

T.R.G.A. Bolzano, marzo 2013

Le norme sulle distanze dai fabbricati hanno carattere pubblicistico e inderogabile, a differenza di quelle sulle distanze dai confini, che sono derogabili mediante convenzione tra privati

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione II, marzo 2013

Sui muri di cinta tra fondi a dislivello, qualora l'andamento altimetrico del piano di campagna - originariamente livellato sul confine tra due fondi - sia stato artificialmente modificato

T.A.R. Liguria, Sezione I, marzo 2013

[A] Sull'esclusione dell'operatività del vincolo paesaggistico per le aree rientranti nella previsione dell'art. 142, comma 2, lett. c) del D.lgs 42 del 2004. [B] Sulle modalità di calcolo della distanza di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti, prevista dall'art. 9 del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, febbraio 2013

[A] Sul termine di impugnazione dei titoli edilizi in sanatoria da parte del terzo controinteressato. [B] Sulla possibilità o meno di richiedere il mutamento di destinazione d’uso tramite sanatoria. [C] Sulla sopraelevazione e sul rispetto delle distanze

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione II, gennaio 2013

In tema di distanze nelle costruzioni, qualora gli strumenti urbanistici stabiliscano determinate distanze dal confine e nulla aggiungano sulla possibilità di costruire “in aderenza” od “in appoggio”, la preclusione di dette facoltà non consente l’operatività del principio della prevenzione

Consiglio di Stato, Sezione IV, gennaio 2013

[A] Sugli orientamenti giurisprudenziali riguardo all’obbligo di osservare la distanza di dieci metri tra pareti finestrate ai sensi dell’art. 9 del D.M. 1444 del 1968. [B] Ai fini del rispetto delle distanze la nozione di costruzione non si identifica con quella di edificio ma si estende a qualsiasi manufatto non completamente interrato che abbia i caratteri della solidità, stabilità, ed immobilizzazione al suolo

T.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, gennaio 2013

Sui casi in cui è ammessa deroga alla distanza minima assoluta di m. 10 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti

T.A.R. Toscana, Sezione III, gennaio 2013

Sul computo della distanza di dieci metri tra pareti finestrate riguardo ai balconi

Corte Costituzionale, gennaio 2013

[A] La disciplina delle distanze tra le costruzioni riguarda immediatamente i rapporti tra proprietari di fondi finitimi, per cui essa rientra nella materia «ordinamento civile», di esclusiva competenza legislativa statale. [B] E’ illegittima la legge regionale Marche in quanto consente espressamente ai Comuni di derogare alle distanze minime fissate nel d.m. n. 1444 del 1968, senza rispettare le condizioni stabilite dall’art. 9, ultimo comma, il quale esige che deroghe siano inserite in appositi strumenti urbanistici

T.A.R. Emilia Romagna Bologna, Sezione II, gennaio 2013

Sulla legittimità o meno dello strumento urbanistico comunale nella parte in cui esclude i balconi ed altri aggetti inferiori a mt 1,50 dal computo delle distanze di cui all’articolo 9 del DM 1444/1968

T.A.R. Calabria Reggio Calabria, gennaio 2013

In presenza di una norma regolamentare che prescriva esclusivamente distanze tra fabbricati, deve trovare applicazione il principio della prevenzione

T.A.R. Liguria, Sezione I, dicembre 2012

[A] La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la L.R. Lombardia 11 marzo 2005 n. 12 nella parte in cui esclude l'applicabilità del limite della sagoma alle ristrutturazioni edilizie mediante demolizione e ricostruzione. [B] Sulla classificazione di un intervento edilizio di demolizione e ricostruzione con recupero del sottotetto che altera i volumi e la sagoma dell’edificio preesistente. [C] Sulla realizzazione di nuovi edifici in zona omogenea A e sull’applicabilità o meno della distanza minima assoluta di dieci metri tra pareti finestrate di cui all’art. 9 comma 1 n. 2 D.M. 2.4.1968

T.A.R. Sardegna, Sezione II, novembre 2012

Sulla possibilità o meno che il principio della prevenzione operi anche nel caso in cui la costruzione preesistente sia stata realizzata senza la prescritta licenza edilizia

T.A.R. Piemonte, Sezione II, novembre 2012

In sede di rilascio del titolo abilitativo edilizio sussiste l’obbligo per il Comune di verificare il rispetto da parte dell’istante dei limiti privatistici

T.A.R. Abruzzo L’Aquila, Sezione I, novembre 2012

Sulla nozione di “pareti finestrate", ai sensi dell`art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, novembre 2012

Sulla sussistenza o meno dell’obbligo di rispettare la distanza di dieci metri tra pareti finestrate nel caso di ampliamento di un edificio ricadente in zona A

Consiglio di Stato, Sezione IV, novembre 2012

Sulle caratteristiche che deve possedere il muro di cinta ai sensi dell’art. 878 c.c.

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, novembre 2012

[A] Il muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno naturale non può considerarsi "costruzione" agli effetti della disciplina di cui all'art. 873 c.c. [B] Sull’ammissibilità o meno del ricorso proposto dai vicini per violazione della disciplina delle distanze in relazione a due manufatti (e rispettive aree di ubicazione) non di loro proprietà

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione II, novembre 2012

Sulle sporgenze dell’edificio che devono essere computate ai fini del rispetto delle distanze

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, novembre 2012

Sulla sanabilità o meno delle opere lesive delle distanze dai confini ed edifici dei fondi limitrofi

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, novembre 2012

La ratio del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968 n. 1444 è quella non di tutela del diritto alla riservatezza, bensì di salvaguardia di imprescindibili esigenze igienico-sanitarie: si tratta cioè di norma volta a impedire la formazione di intercapedini nocive sotto il profilo igienico-sanitario

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, ottobre 2012

[A] Sull'osservanza delle disposizioni in materia di distanze tra edifici nel caso in cui le opere realizzate sul fondo confinante siano abusive. [B] Sui casi in cui l’interesse pubblico all’annullamento del titolo edilizio deve considerarsi in re ipsa

T.A.R. Campania Napoli, Sezione IV, ottobre 2012

[A] Solo la sanatoria prevista dalla normativa sul condono edilizio di cui alla Legge n. 326 del 2003, articolo 32, è inapplicabile all'immobile ubicato in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. [B] Sulla differenza tra il “muro di contenimento” ed il “muro di cinta”

T.A.R. Campania Salerno, Sezione II, ottobre 2012

[A] Sull’eccezione alla regola secondo la quale è l’ultimazione dei lavori a costituire il discrimine temporale dal quale far decorrere il termine per impugnare il titolo edilizio da parte di terzi. [B] Sulla nozione di costruzione che rileva ai fini dell’osservanza delle norme in materia di distanze legali stabilite dall’art. 873 c.c. [C] Sulla possibilità o meno di realizzare un garage totalmente interrato senza rispettare la distanza di tre metri stabilita dall’art. 873 del codice civile. [D] La “concessione edilizia” è priva dei caratteri tipici del provvedimento di concessione amministrativa e consistenti nella discrezionalità, revocabilità, incommerciabilità, nell’intuitus personae. [E] Sulla natura di atto dovuto o meno della voltura del titolo edilizio. [F] Sull’ordinanza di sospensione della validità di un permesso di costruire, finalizzata alla verifica circa l’effettiva e legittima destinazione urbanistica dell’area interessata dall’intervento. [G] Sulla rilevanza o meno del “factum principis” o della causa di forza maggiore in materia di esecuzione di lavori edilizi nelle zone sottoposte a vincolo paesistico una volta decorso del termine quinquennale previsto ex art. 16 r. d. 3 giugno 1940 n. 1357

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione III, ottobre 2012

Sulla presenza di una strada pubblica tra due fondi e sulla possibilità o meno di derogare alla distanza minima stabilita dall’art. 9 D.M. 2.4.1968 tra pareti finestrate di edifici antistanti

Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2012

Sulla necessità o meno di osservare la distanza di 10 metri tra le costruzioni di cui all’art. 9 D.M. n. 1444/1968 nel caso di nuova edificazione in zona A

Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2012

[A] Sulla possibilità o meno che i piani di recupero possano interessare anche aree inedificate. [B] Sul piano di recupero tardivamente approvato. [C] Sulla giurisprudenza che ritiene applicabile in via analogica la norma della distanza minima assoluta di m. 10 relativa alle pareti finestrate anche nelle zone A nelle ipotesi di nuova edificazione

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione III, settembre 2012

Su alcuni aspetti del rispetto della distanza di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti, prevista dall’art. 9, D.M. 2 aprile 1968 n. 1444

Consiglio di Stato, Sezione VI, settembre 2012

Le distanze prescritte (art. 873, c.c.) nell'interesse privato fra gli edifici, nonché fra questi ed i confini, sono derogabili con il consenso fra vicini

Consiglio di Stato, Sezione VI, settembre 2012

[A] Sulla derogabilità o meno per accordo tra privati delle norme degli strumenti urbanistici locali che impongono di mantenere le distanze fra fabbricati o di questi dai confini. [B] Nel condono edilizio l’onere della prova dell’ultimazione dei lavori grava sul richiedente la sanatoria

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Bis, settembre 2012

Sulla nozione di centro abitato ai sensi del D.M. n. 1404/1968 in materia di rispetto delle distanze dal ciglio stradale

T.A.R. Puglia Bari, Sezione III, giugno 2012

Sugli elementi non computabili ai fini del rispetto delle norme sulle distanze

T.A.R. Puglia Bari, Sezione III, giugno 2012

Sui criteri di calcolo della distanza di dieci metri tra pareti finestrate ai sensi dell’art. 9 del D.M. 1444 del 1968

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, giugno 2012

La distanza minima di 10 metri fra pareti finestrate è norma assolutamente inderogabile

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, giugno 2012

Sul regime della c.d. “doppia tutela” in tema della distanza fra costruzioni

T.A.R. Piemonte, Sezione II, giugno 2012

Il D.M. 2 aprile 1968 n. 1444 impone il rispetto della distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate e prescrive l'osservanza di tale distacco con riferimento all'intera estensione della parete

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, maggio 2012

I commi 2° e 3° dell’art. 9 del D.M. 1444 del 1968 trovano applicazione esclusivamente nelle zone urbanistiche contrassegnate come Zone C)

Consiglio di Stato, Sezione IV, maggio 2012

Sulla nozione di costruzione ai fini del rispetto delle distanze legali tra edifici o dal confine

Consiglio di Stato, Sezione V, aprile 2012

Sulle distanze nelle costruzioni qualora gli strumenti urbanistici stabiliscano determinate distanze dal confine e nulla aggiungano sulla possibilità di costruire «in aderenza» od «in appoggio»

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, aprile 2012

L'art. 9, d.m. n. 1444/1999 va rispettato anche in caso di realizzazione di interventi di recupero del sottotetto

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione II, marzo 2012

Sui casi in cui nel calcolo della distanza minima fra costruzioni deve tenersi conto anche delle strutture accessorie di un fabbricato

Consiglio di Stato, Sezione IV, febbraio 2012

L’interesse del privato proprietario al mantenimento dell’edificio entro la fascia di rispetto e a distanza inferiore a quella minima da di argini, sponde, corsi d’acqua e canali, è tutelato solo se ed in quanto l’immobile non subisca alcuna trasformazione fisica

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, febbraio 2012

Sulla ricostruzione a seguito del crollo di un edificio preesistente che fronteggi un edificio con pareti finestrate e sull’applicabilità o meno delle regole sulle distanze previste per le nuove costruzioni

Consiglio di Stato, Sezione IV, gennaio 2012

Sulla computabilità o meno ai fini del rispetto delle distanze tra gli edifici delle parti di edificio quali scale, terrazze e corpi avanzati

T.A.R. Veneto, Sezione II, gennaio 2012

Sull’art. 9 del D.M. 2 aprile 1968 n. 1444 e sulla sua applicabilità solo alle parti con veduta, oppure anche a quelle provviste di luci

T.A.R. Piemonte, Sezione I, gennaio 2012

Sull’applicabilità o meno in Zona B dell’art. 9 del D.M. lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, il quale stabilisce una distanza almeno pari all’altezza del fabbricato più alto laddove uno degli edifici che si fronteggiano abbia altezza superiore a metri 10

T.A.R. Liguria, Sezione I, dicembre 2011

La distanza di cui all'art. 9 del D.M. n. 1444/68 deve essere osservata anche nel caso in cui una sola delle pareti contrapposte risulti finestrata

T.A.R. Veneto, Sezione II, febbraio 2011

Sul rispetto della distanza di dieci metri tra pareti finestrate e su un intervento di ristrutturazione edilizia di un immmobile ricadente in Zona A

T.A.R. Veneto, Sezione II, febbraio 2011

Sull’obbligo di rispettare la distanza di dieci metri tra pareti finestrate anche nel caso in cui le finestre insistano su una sola di queste

T.A.R. Calabria Reggio Calabria, novembre 2011

Ai fini della verifica del rispetto delle distanze legali tra edifici non sono computabili le sporgenze estreme del fabbricato

T.A.R. Veneto, Sezione II, novembre 2011

Sui casi in cui non può trovare applicazione l’istituto della c.d. “prevenzione” in materia di distanze dai confini

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, novembre 2011

Sull'applicabilità o meno dell’art 9, d.m. 2 aprile 1968 n. 1444, in materia di rispetto delle distanze dalle costruzioni, alle ristrutturazioni che comportino l’ampliamento di edifici

Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2011

Sul rispetto dei dieci metri tra pareti finestrate nel caso di interventi di sopraelevazione

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, ottobre 2011

[A] Sull’annullamento del permesso di costruire in seguito all’accertata violazione delle distanze legali. [B] Sull’annullamento parziale di un permesso di costruire riconosciuto illegittimo

Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2011

La prescrizione di cui all'art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444 relativa alla distanza minima di 10 m. tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti è volta non alla tutela del diritto alla riservatezza, bensì alla salvaguardia di imprescindibili esigenze igienico-sanitarie

T.A.R. Toscana, Sezione III, ottobre 2011

Sulla definizione di costruzione rilevante ai fini del calcolo delle distanze tra edifici

Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2011

La violazione delle norme sulle distanze legali con gli edifici finitimi non costituisce causa d’illegittimità del condono edilizio

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Bis, ottobre 2011

[A] Sul rispetto delle distanze di dieci metri tra pareti finestrate e sull’applicabilità o meno alle sole vedute. [B] Sul criterio di misurazione delle norme sulle distanze tra fabbricati (radiale o lineare)

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, ottobre 2011

Sulla necessità o meno di osservare le distanze anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale

Consiglio di Stato, Sezione IV, settembre 2011

Sul principio della c.d. “prevenzione” tra fondi finitimi

Consiglio di Stato, Sezione IV, settembre 2011

[A] Sul rispetto della distanza di dieci metri tra pareti finestrate prescritto dall’art. 9 del D.M. 1444 del 1999. [B] La distanza legale va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano e a tutte le pareti finestrate e non solo a quella principale. [C] Sulla rilevanza o meno ai fini del rispetto della distanza di un balcone ampio 1,50 ml

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, settembre 2011

Sull'art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444, laddove prescrive la distanza di dieci metri tra le pareti finestrate di edifici antistanti e sugli aggetti presenti sull’edificio

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, agosto 2011

Sulla tutela che spetta nel caso di violazione del rispetto delle distanze legali da parte del vicino

T.A.R. Toscana, Sezione I, luglio 2011

[A] Il muro di contenimento tra due aree poste a livello differente va considerato costruzione, se il dislivello deriva dall'opera dell'uomo o è stato artificialmente accentuato. [B] La disciplina delle distanze ex D.M. n. 1444/1968 è applicabile anche ai beni e alle opere pubblici

T.A.R. Liguria, Sezione I, luglio 2011

Sulla presenza di una strada pubblica tra due fondi e sulla possibilità o meno di derogare alla distanza minima stabilita dall’art. 9 D.M. 2.4.1968 tra pareti finestrate di edifici antistanti, con il consenso del vicino frontistante

Consiglio di Stato, Sezione IV, luglio 2011

[A] Lo specifico procedimento di rilascio della concessione per la coltivazione di giacimenti di acque minerali e termali contempla una sorta di “camera di compensazione” di tali interessi pubblici in concorso. [B] Il principio elaborato dalla giurisprudenza sulla non necessità della motivazione per le singole destinazioni di piano vale per la ponderazione degli interessi di privati e, dunque, non è applicabile quando si debba ponderare un concorrente interesse pubblico. [C] La disciplina dettata la zona di rispetto di 200 metri dal punto di captazione delle acque minerali, ex art. 94, comma 6, del D.L.vo 152 del 2006, non preclude la realizzazione di opere viarie

C.G.A.R.S., giugno 2011

Sul calcolo della distanza tra un immobile e la linea di battigia

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, giugno 2011

[A] Sul recupero di un sottotetto a fini abitativi e sulla necessità o meno di considerarlo come nuova costruzione. [B] Sul limite di distanza di 10 metri finestrate di due edifici antistanti di cui solo uno ricadente in Zona A

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, giugno 2011

Sull’applicabilità o meno delle norme in materia di rispetto delle distanze degli edifici anche agli impianti fotovoltaici ed alle loro cabine elettriche

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, giugno 2011

Sulla nozione di "pareti finestrate", ai sensi dell'art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444

T.A.R. Toscana, Sezione III, giugno 2011

Sulla rilevanza o meno dei balconi ai fini del rispetto della distanza di dieci metri tra pareti finestrate ai sensi dell’art. 9 del D.M. 1444/1968

T.A.R. Marche, Sezione I, maggio 2011

Sulla necessità o meno di rispettare le distanze prescritte dal Codice della Strada per un intervento di demolizione e fedele ricostruzione

T.A.R. Piemonte, Sezione I, maggio 2011

Sulla rilevanza o meno di una pergola ai fini del rispetto delle distanze

T.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, maggio 2011

Sull’art. 9 n. 2 del D. M. n. 1444/1968 che all’ultimo comma stabilisce come le distanze stabilite devono adeguarsi, se inferiori, all’altezza del fabbricato più alto

Corte Costituzionale, maggio 2011

L’art. 64 della legge della Regione Lombardia n. 12 del 2005, recante la disciplina gli interventi edilizi finalizzati al recupero volumetrico dei sottotetti, deve interpretarsi nel senso che esso consente la deroga dei parametri e indici urbanistici ed edilizi di cui al regolamento locale ovvero al piano regolatore comunale, fatto salvo in una lettura costituzionalmente orientata il rispetto della disciplina sulle distanze tra fabbricati

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, maggio 2011

Sulla nozione di pareti finestrate ai sensi dell'art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444

Corte di Cassazione, Sezione II, aprile 2011

La sopraelevazione, anche se di dimensioni ridotte, costituisce una nuova costruzione, con la conseguente applicazione delle distanze legali

Corte di Cassazione, Sezione II, aprile 2011

Quando è violata la norma di un piano regolatore comunale dal quale in maniera assoluta e inderogabile è prescritta una certa distanza delle costruzioni dal confine rimangono inapplicabili le disposizioni del codice attuative del principio della prevenzione

Consiglio di Stato, Sezione IV, maggio 2011

Sugli strumenti urbanistici che stabiliscono determinate distanze dal confine e nulla aggiungono sulla possibilità di costruire “in aderenza” od “in appoggio”

Corte di Cassazione, Sezione II, marzo 2011

Sui casi in cui le distanze devono essere misurate in modo lineare e su quelli in cui invece devono essere misurate a raggio

T.A.R. Lazio Roma, Sezione I Quater, aprile 2011

Sulle costruzioni sul confine e sul principio della prevenzione ex art. 873 c.c.

T.A.R. Calabria Reggio Calabria, aprile 2011

Sull’esame del rispetto delle distanze tra le costruzioni in sede di verifica dell’istanza di sanatoria

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, aprile 2011

Sulla necessità o meno del rispetto della distanza di dieci metri tra pareti finestrate, ai sensi del DM 1444/1968, in caso di immobili inseriti in un condominio

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, aprile 2011

La Suprema Corte ha ritenuto che, qualora i regolamenti edilizi prevedano la possibilità di costruire sul confine in alternativa al rispetto delle distanze minime, si versa in ipotesi del tutto analoga a quella disciplinata dall’art. 873 c.c. e ss.

Consiglio di Stato, Sezione, marzo 2011

Sull’art. 9 punto 2, D.M. n. 1444/1968 (implicante m. 10 lineari fra le pareti finestrate) e sulla sua applicabilità o meno in Zona A

Corte di Cassazione, Sezione II, febbraio 2011

[A] Ai fini del rispetto delle norme sulle distanze tra costruzioni deve ritenersi "costruzione" qualsiasi opera non completamente interrata avente i caratteri della solidità, stabilità ed immobilizzazione rispetto al suolo anche mediante appoggio o incorporazione o collegamento fisso ad un corpo di fabbrica contestualmente realizzato o preesistente e ciò indipendentemente dal livello di posa ed elevazione dell'opera stessa, dai caratteri del suo sviluppo aereo dall'uniformità e continuità della massa, dal materiale impiegato per la sua realizzazione, dalla sua destinazione. [B] Le norme legislative antisismiche sugli intervalli di isolamento fra edifici sono integrative delle disposizioni dell'art. 873 c.c.

T.A.R. Veneto, Sezione II, febbraio 2011

L’art. 9 del D.M. n. 1444/68, riguardo alla distanza di dieci metri tra pareti finestate, trova applicazione ai “nuovi edifici” e non per quelli ristrutturati conservandone dimensioni e sagoma

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, febbraio 2011

Per parete finestrata deve intendersi solo quella munita di vedute (ex art. 907 cod. civ.) e non già quella su cui si aprano soltanto delle luci

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, febbraio 2011

[A] Sui rimedi esperibili nei confronti di una DIA - ed ora della “segnalazione certificata di inizio attività”, in sigla SCIA, da parte del terzo che si ritenga leso dall’attività in tal modo assentita. [B] Sull’art. 8 del D.M. 2 aprile 1968 n. 1444 secondo il quale nelle Zone A, per le eventuali trasformazioni o nuove costruzioni che risultino ammissibili, l'altezza massima di ogni edificio non può superare l'altezza degli edifici circostanti di carattere storico-artistico. [C] Sull’interpretazione che consentirebbe di realizzare nel centro storico di Bologna un grattacielo di novantasette metri, in quanto di altezza pari a quella della nota Torre degli Asinelli

T.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, febbraio 2011

Sullo spazio parcheggio e sull’art. 9 del D.M. n. 1444/1968 che attiene alle “distanze minime tra fabbricati”

T.A.R. Abruzzo L’Aquila, Sezione I, febbraio 2011

Sui termini di impugnazione di un piano attuativo che introduca una disciplina modificativa (sotto i profili del lotto minimo edificabile o delle distanze dai fabbricati preesistenti sui lotti confinanti) di quella risultante dal D.M. 1444/1968, incidendo così sui rapporti di vicinato e comportando deroghe riduttive dei diritti dei confinanti

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione III, febbraio 2011

Sulla necessità o meno di osservare la distanza di dieci metri tra pareti finestrate nel caso di un vano ad uso intercapedine/camera d’aria realizzato per risolvere un problema di infiltrazioni d’acqua

T.A.R. Liguria, Sezione I, febbraio 2011

Sulla vigenza del limite di 10 metri di distanza tra le pareti finestre e le pareti degli edifici antistanti contenuto nel d.m. 144/1968, a prescindere dalla fonte normativa che tale standard contempli

Consiglio di Stato, Sezione IV, febbraio 2011

[A] Il fatto che l’edificio di cui si verte venga realizzato in un’area in cui vengono demoliti edifici preesistenti non trasforma ex se l’opera in una ristrutturazione. [B] Il principio della prevenzione in materia di distanze non è applicabile quando l'obbligo di osservare un determinato distacco dal confine sia dettato da regolamenti comunali in tema di edilizia e di urbanistica

T.A.R. Veneto, Sezione II, febbraio 2011

Sull’art. 9 del D.M. 2 aprile 1968 n. 1444, sulla distanza fra costruzioni e sul regime della c.d. "doppia tutela"

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione II, gennaio 2011

Sul vincolo di inedificabilità che grava sulla fascia di rispetto stradale e sulle opere che non superano il livello della sede stradale o che costituiscono mere sopralevazioni

Corte di Cassazione, Sezione II, novembre 2010

Sulle distanze per l'apertura di vedute dirette e balconi, ai sensi dell'art. 905 c.c., nel caso in cui sul terreno sopraelevato posto a confine sia stato realizzato un "parapetto"

Corte di Cassazione, Sezione II, dicembre 2010

Sulla distanza di almeno un metro dal confine è prescritta dall'art. 889 c.c., comma 2, e sulla applicabilità o meno di tale noma ai tubi destinati all'illuminazione e i loro arredi

Corte di Cassazione, Sezione VI, dicembre 2010

Qualsiasi sopraelevazione costituisce nuova costruzione ai fini della disciplina delle distanze legali

T.A.R. Abruzzo Aquila, Sezione I, dicembre 2010

Sulla rilevanza o meno del balcone aggettante ai fini del calcolo della distanza tra pareti finestrate

T.A.R. Liguria, Sezione I, dicembre 2010

Sulla realizzazione di una barriera fonoassorbente, sulla relativa rilevanza urbanistica e sulla sussistenza o meno di un obbligo di osservare le distanze

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, dicembre 2010

Sono soggetti alla disciplina delle distanze tutti gli interventi edilizi, ancorché definiti come “ristrutturazione”, che comportino l’ampliamento di edifici “all’esterno della sagoma esistente”

T.A.R. Piemonte, Sezione I, dicembre 2010

Sul rispetto della distanza di dieci metri tra pareti finestrate, ex art. 9, comma 1 n. 2 del D.M. 02.04.1968 n. 1444, e sulla rilevanza o meno delle luci

Corte di Cassazione, Sezione I, novembre 2010

Le norme sulle distanze legali da osservare "Per i tubi d'acqua pura o lurida, per quelli di gas e simili e loro diramazioni" disciplinano i rapporti, tra fondi privati contigui e non trovano applicazione quando si tratti di manufatti realizzati su area di proprietà demaniale

Corte di Cassazione, Sezione II, novembre 2010

La distanza delle pareti finestrate fra costruzioni frontestanti deve essere calcolata dai punti di massima sporgenza, ivi compresi i balconi e le terrazze

Corte di Cassazione, Sezione II, ottobre 2010

Le prescrizioni contenute nei piani di recupero formati ai sensi della L. 5 agosto 1978, n. 457, art. 28, per la rimozione dello stato di degrado del patrimonio edilizio comunale, sono soggette all'osservanza delle disposizioni del piano regolatore generale quali norme di grado superiore

Cassazione Civile, Sezione II, ottobre 2010

Sui casi in cui le scale, i ballatoi e le porte possono configurare una veduta

Consiglio di Stato, Sezione IV, novembre 2010

[A] L'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire. [B] Il muro di contenimento, quale entità corrispondente senza alcuna variazione al dislivello naturale dei fondi, non può essere preso in considerazione nel calcolo dell'altezza della costruzione, da misurarsi dal piano di campagna al fine di determinarne la distanza da osservare rispetto alle costruzioni del vicino. [C] L'incremento dell'altezza e del volume di un fabbricato, dovuta all'emersione fuori terra di volumi tecnici o di cubature accessorie, a seguito di una diversa ubicazione dell'edificio sul lotto, rispetto a quella in precedenza assentita. [D] Si verifica la difformità totale di un manufatto solo allorché i lavori riguardino un'opera diversa da quella prevista dall'atto di concessione

Corte di Cassazione, Sezione II, settembre 2010

[A] Ove sopravvenga una nuova regolamentazione in materia di distanze, le nuove costruzioni devono ad essa adeguarsi, anche se l'autorizzazione a costruire è stata legittimata sulla base della previgente normativa. [B] Sulla nozione tecnica degli edifici c.d. “a cortina”

Corte di Cassazione, Sezione II, ottobre 2010

[A] Sulla necessità o meno che la normativa del D.M. n. 1444 del 1968 trovi applicazione anche se una sola delle pareti fronteggianti sia finestrata. [B] Sulla necessità o meno di determinare la distranza tra le costruzioni tenendo conto anche dei balconi e delle terrazze

C.G.A.R.S., novembre 2010

Quando il muro divisorio è comune la distanza va calcolata dalla parete esterna del muro più vicina ai manufatti

Consiglio di Stato, Sezione IV, novembre 2010

[A] Sull'art. 9 del d.m. 2 aprile 1968 n. 1444 riguardo ad interventi di edificazione diretta. [B] Sulla sussistenza o meno dell’obbligo di osservare le distanze per sporti e aggetti di modeste dimensioni con funzione meramente decorativa e rifiniture

Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2010

L'illegittimità di un'opera edilizia che non contrasti con le prescrizioni comunali in materia di distanze non determina automaticamente pregiudizio a carico del fondo confinante

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, ottobre 2010

Sulla ricostruzione che contempla varianti rispetto all’edificio preesistente e sull’obbligo di rispetto delle distanze

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, agosto 2010

[A] Vi è un’incompatibilità logica tra il recupero del sottotetto ed il vincolo della distanza minima dai confini, anche ai sensi della l.r. 12 del 2005. [B] Un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 64 della LR 12/2005 impedisce di leggervi una deroga estesa anche all’art. 9 del DM 1444/1968. [C] Il rispetto della distanza minima tra pareti finestrate trova applicazione anche quando le finestre sono abusive. [D] L’art. 63 comma 1-bis della LR 12/2005 definisce il sottotetto come il volume sovrastante l'ultimo piano degli edifici dei quali sia stato eseguito il rustico e completata la copertura

T.R.G.A. Bolzano, agosto 2010

Sulla possibilità o meno di collocare un impianto fotovoltaico nella fascia di rispetto stradale

Consiglio di Stato, Sezione VI, luglio 2010

[A] La realizzazione delle stazioni radio base per la telefonia mobile non sia soggetta a prescrizioni urbanistiche-edilizie preesistenti, dettate con riferimento ad altre tipologie di opere. [B] Sui principi tracciati dalla giurisprudenza riguardo all’installazione di antenne di telefonia mobili e di regolamentazione comunale

T.A.R. Liguria, Sezione I, luglio 2010

[A] Il divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede stradale non deve essere inteso restrittivamente. [B] L’art. 9 della legge 24.3.1989, n. 122, nella parte in cui consente di derogare agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti, costituisce norma eccezionale, non applicabile – ex art. 14 disp. prel. c.c. – oltre i casi in essa specificamente considerati

T.A.R. Puglia Bari, Sezione II, luglio 2010

Sulle opere ammissibili nella fascia di rispetto stradale secondo quanto chiarito dalla circolare ministeriale del 1970

T.A.R. Molise, Sezione I, luglio 2010

L’obbligo di osservare la distanza minima di dieci metri tra parti finestrate è norma regolamentare capace di integrare con efficacia precettiva il regime delle distanze nelle costruzioni e sopravvive alla riforma del testo unico dell’edilizia

T.A.R. Veneto, Sezione II, giugno 2010

[A] Sulla D.G. n. 2797 del 22.9.2009 della Regione Veneto recante le note esplicative alla legge regionale sul c.d. piano casa. [B] Sulla nozione di costruzione “in appoggio”

T.A.R. Veneto, Sezione II, gennaio 2002

Sull’erezione di due pergolati in legno all’interno di un’azienda agricola con alcune opere di pavimentazione

Consiglio di Stato, Sezione IV, giugno 2010

Sul concetto di costruzione rilevante ai fini del rispetto delle norme in materia di distanze

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, maggio 2010

Sulle norme della l.r. 12/05 sui sottotetti e sulla possibilità o meno di ammettere una deroga alle norme sulle distanze

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, maggio 2010

[A] Sulle distanze di cui al dm 2 aprile 1968, n. 1444, in ipotesi di norma locale contrastante con la norma ministeriale. [B] Sul rispetto delle distanze tra pareti finestrate e sulla rilevanza o meno dei balconi

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, maggio 2010

Sui caratteri distintivi tra le vedute e le luci ai fini del rispetto delle distanze tra pareti finestrate

T.A.R. Lazio Roma, Sezione III, maggio 2010

Sulle fasce di rispetto stradale e sulla necessità di osservare o meno le relative distanze anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, maggio 2010

Sull’inosservanza della distanza minima da un fabbricato abusivamente ampliato

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, maggio 2010

Sulla nozione di nuova costruzione ai fini dell’applicazione della normativa in materia di distanze

Consiglio di Stato, Sezione IV, maggio 2010

Sul divieto di costruire ad una certa distanza dalla sede stradale e sulla sua applicazione meno nel caso di opere che costituiscono mera sopraelevazione di un edificio esistente

T.A.R. Toscana, Sezione III, maggio 2010

Sulla norma dello strumento urbanistico comunale che stabilisce una fascia di rispetto stradale superiore rispetto a quella indicata dal codice della strada

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, maggio 2010

Sulla possibilità o meno di realizzare nella fascia di rispetto stradale opere che non superino il livello della sede stradale

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, maggio 2010

Sulla normativa sul rispetto delle distanze di cui al DM 1444/1968 e sulla sua applicazione o meno in caso di ristrutturazione mediante demolizione di edificio esistente e ricostruzione

T.A.R. Abruzzo L’Aquila, Sezione I, maggio 2010

Sull’art. 9 del D.M. 1444 del 1968, laddove prevede che sono consentite “distanze inferiori a quelle indicate nei precedenti commi, nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni plano volumetriche” e sulla sua invocabilità o meno per i piani di recupero

T.A.R. Piemonte, Sezione I, aprile 2010

Per mantenere una costruzione a distanza minore di quella prescritta da un regolamento comunale non è sufficiente una scrittura unilaterale del proprietario del fondo vicino che autorizza la corrispondente servitù, ma è necessario un contratto

T.A.R. Lazio Roma, II Quater, marzo 2010

Sulla sussistenza o meno di rispettare la distanza minima di 10 metri lineari tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti riguardo ad un balcone aggettante

T.A.R. Emilia Romagna Bologna, Sezione I, marzo 2010

La facoltà di deroga prevista dal punto 11 dell’art. 55 della L.R. Emilia Romagna n. 6 del 2009 non riguarda le regole di cui all’art. 9 del Decreto n. 1444/1968

T.A.R. Liguria, Sezione I, marzo 2010

Sull’applicabilità o meno della disciplina sulle distanze di cui all’art. 9 del D.M. 1444/1968 anche ai beni ed alle opere pubblici

T.A.R. Lazio Latina, Sezione I, aprile 2010

Sulla condonabilità delle opere interrate costruite in violazione delle distanze minime a tutela del nastro stradale

T.A.R. Veneto, Sezione II, marzo 2010

Sull'art. 9, d.m. 2 aprile 1968 n. 1444, che impone il rispetto della distanza di dieci metri tra pareti finestrate, e sul fatto che soltanto una delle due pareti sia finestrata

T.R.G.A. Bolzano, marzo 2010

Sullo scopo delle norme degli strumenti urbanistici locali, che prescrivono le distanze tra le costruzioni sui fondi finitimi, ad integrazione di quella previste del codice civile

Corte d’Appello di Firenze, Sezione II, febbraio 2010

[A] Sull’obbligo cui è tenuto l’ingegnere incaricato della redazione del progetto di costruzione di un edificio riguardo alle dimensioni, i confini e le altre caratteristiche, anche sotto il profilo delle limitazioni urbanistiche. [B] Sul diritto di rivalsa del committente nei confronti del progettista per l’irregolare ubicazione della costruzione

Consiglio di Stato, Sezione IV, febbraio 2010

Le distanze previste per le fasce di rispetto stradale vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale

T.A.R. Veneto, Sezione II, febbraio 2010

Il muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno naturale non può considerarsi "costruzione" agli effetti della disciplina di cui all'art. 873 c.c.

T.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, febbraio 2010

Sull’art. 9 del D.M. 1444 del 1968 secondo cui “sono ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei precedenti commi, nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni plano volumetriche

T.A.R. Marche, Sezione I, febbraio 2010

Sulla nozione di piano interrato e sulle prescrizioni dettate dagli strumenti urbanistici in tema di altezza, distanze e volumetria degli edifici

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, gennaio 2010

Sull’ultimo comma dell’art 9 del DM 1444/68, secondo cui “qualora le distanze tra fabbricati, come sopra computate, risultino inferiori all'altezza del fabbricato più alto, le distanze stesse sono maggiorate fino a raggiungere la misura corrispondente all'altezza stessa

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, gennaio 2010

Sulla norma del piano regolatore che considera irrilevanti i balconi ai fini della misurazione delle distanze dai confini o dagli altri fabbricati solo ove detti balconi abbiano aggetti inferiori a metri 1,60, mentre nel caso in cui abbiano una profondità maggiore, la distanza va misurata dal limite esterno del balcone stesso

Consiglio di Stato, Sezione IV, gennaio 2010

La realizzazione in aderenza è ammessa sia se il muro sia del tutto privo di aperture sia anche se esso contenga delle luci

T.A.R. Marche, Sezione I, dicembre 2009

[A] L’art. 9 del D.M. 2.4.1968 n. 1444 che prescrive un distacco minimo di mt. 10 tra pareti finestrate, non è volto alla tutela della riservatezza, ma alla salvaguardia di imprescindibili esigenze igienico-sanitarie che si impongono anche alla potestà pianificatoria comunale. [B] Sul divieto di creazione d'intercapedini di larghezza inferiore all'altezza del più alto degli edifici fronteggiantisi

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, dicembre 2009

Sulla realizzazione di un’opera pubblica e sulla diversa rilevanza delle richieste di risarcimento del danno avanzate dal privato per riduzione di una veduta panoramica o di altre utilità marginali, rispetto alla violazione delle norme sulle distanze ovvero per procurate immissioni di rumori, vibrazioni e gas di scarico

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, dicembre 2009

Le finalità di delimitazione del centro abitato proprie del Codice della strada si presentano diverse da quelle per le quali deve essere definito il centro abitato, in base alla disciplina urbanistico-edilizia

T.A.R. Emilia Romagna Bologna, Sezione I, dicembre 2009

Sull’assimilabilità o meno delle stazioni radio base di telefonia mobile alle costruzioni, ai fini del rispetto delle distanze ai sensi dell’art. 873 del codice civile

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, dicembre 2009

[A] Sulla L.R. Campania 28 novembre 2001, n. 19, che all'articolo 2, nel prevedere che le ristrutturazioni possono essere realizzate in base a semplice denuncia di inizio di attività (D.I.A.), faceva rientrare nella fattispecie “le ristrutturazioni edilizie, comprensive della demolizione e della ricostruzione con lo stesso ingombro volumetrico” e sulla sua riformulazione da parte dell'art. 49, comma 5, della L.R. 22 dicembre 2004 n. 16. [B] Sull c.d. intervento di “sostituzione edilizia” previsto dalle norme locali e sul suo inquadramento alla luce del D.P.R. 380 del 2001 che non lo prevede. [C] Sulla natura degli interventi che portano a qualificare una semplice ristrutturazione come ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione

T.A.R. Toscana, Sezione III, novembre 2009

Sul rispetto della distanza di dieci metri tra pareti finestrate e sulla a norma dello strumento urbanistico locale, nella parte in cui prevede che la sopraelevazione una tantum sia possibile anche in deroga alle norme sulle distanze

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, ottobre 2009

Non tutti gli spazi aperti sono anche corpi aggettanti aperti ed in ogni caso la nozione di costruzione è fissata dalla legge statale e non può essere modificata da regolamenti locali

T.A.R. Liguria, Sezione I, ottobre 2009

Sulla sussistenza o meno dell’obbligo di rispettare la distanza di dieci metri tra pareti finestrate nel caso di recupero del sottotetto

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, ottobre 2009

[A] Sul limite della distanza di dieci metri tra pareti finestrate. [B] Sulla doppia tutela in relazione a possibili violazioni della disciplina vigente in materia di distacco delle costruzioni dai confini del fondo ovvero da altre costruzioni. [C] L'eventuale diritto del proprietario frontista a mantenere un fabbricato preesistente sin dall'origine costruito ad una distanza inferiore a quella legale rispetto all'immobile limitrofo non conferisce al predetto l'ulteriore diritto di apportare al manufatto aggiunte e/o modifiche

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, settembre 2009

Sulla distanza di dieci metri tra pareti finestrate imposta dall’art. 9 del DM 1444 del 1968 e sulla sua applicazione o meno riguardo agli interventi di ristrutturazione edilizia con ampliamento volumetrico e di soprelevazione

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, settembre 2009

Sull’art. 9 comma 1 n. 1 e 2 del DM 1444/1968 e sulla possibilità o meno di realizzare nelle zone A interventi qualificabili come nuova costruzione – ossia diversi dal risanamento conservativo e dalla ristrutturazione – senza rispettare la distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, settembre 2009

Sulle distanze prescritte dall’art. 9, comma 2, del D.M. 1444 del 1968 e sulla loro prevalenza o meno sulle eventuali disposizioni assenti o contrastanti contenute negli strumenti urbanistici locali

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, settembre 2009

Sulla possibilità o meno che la parte terminale della scala a due rampe, nonché il terrazzino di arrivo, munito di ringhiera, trovandosi a distanza inferiore a m. 1,50 dal confine, consentano l’esercizio di una veduta diretta verso il fondo del vicino

T.A.R. Emilia Romagna Bologna, Sezione II, settembre 2009

Sulla necessità o meno di applicare la normativa in materia di distanze legali del codice civile anche ai fondi a dislivello posti a diversa altezza

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, agosto 2009

Laddove il regolamento edilizio imponga la distanza tra fabbricati di m. 10 e quella dai confini di m. 5, con ammissibilità dell'edificazione in aderenza, tale previsione deve essere intesa nel senso di fare salvo il principio della c.d. prevenzione

T.A.R. Toscana, Sezione III, luglio 2009

[A] I piani di recupero del patrimonio edilizio esistente di cui alla legge n. 457/78 sono strumenti di pianificazione urbanistica di carattere esecutivo vincolati al rispetto delle previsioni dello strumento urbanistico generale. [B] Sulla necessità o meno di osservare le distanze dal confine qualora l’intervento di ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione abbia comportato un lieve rialzamento dell’edificio. [C] Sulla necessità o meno di osservare le distanze dai confini riguardo ai locali interrati

T.A.R. Piemonte, Sezione I, luglio 2009

[A] Sulla veduta diretta, laterale, obliqua ed in appiombo sul fondo del vicino. [B] Sul diritto dei singoli condomini a poter esercitare il loro diritto di veduta in appiombo

T.A.R. Liguria, Sezione I, luglio 2009

Il balcone aggettante può essere ricompreso nel computo della distanza ai sensi dell’art. 9 del D.M. 1444 del 1968 solo nel caso in cui una norma di piano preveda ciò

T.A.R. Molise, Sezione I, luglio 2009

Sulla necessità o meno di rispettare la distanza minima assoluta di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, nel caso in cui tra di essi insista una pubblica via

T.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, luglio 2009

Sulla distanza di dieci metri per le pareti finestrate di edifici antistanti e sulla necessità o meno di far riferimento ad ogni punto del fabbricato

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, giugno 2009

Sulla differenza tra una veduta ed una luce e sulla rilevanza o meno dell’effetto dell’apertura c.d. "a vasistas"

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, giugno 2009

Sulla trasformazione del tetto in terrazzo, munito di riparo o ringhiera, che venga a trovarsi a distanza inferiore a quella legale rispetto all’altrui fondo

Corte d’Appello di Firenze, Sezione, giugno 2009

Sulla necessità o meno di rispettare la distanza stabilita dall’art. 889 c.c. “distanze per pozzi, cisterne, fossi e tubi”, per la realizzazione di una piscina

T.A.R. Liguria, Sezione I, giugno 2009

Sulla distanza prevista dall’art. 9 del D.M. 1444 del 1968 fra pareti finestrate dell’edificio antistante e sulla possibilità o meno di derogarvi ad opera della legislazione regionale concorrente in materia di governo del territorio

T.A.R. Lazio Latina, Sezione I, giugno 2009

Sulla distanza di dieci metri tra pareti finestrate prescritta dal D.M. 1444 del 1968 e sulla possibilità o meno che le norme di piano possano prevedere una distanza più rigorosa per pareti non finestrate

Corte di Cassazione, Sezione II, aprile 2009

Sull’obbligo di osservare la distanza di dieci metri tra pareti finestrate e sul caso in cui il convenuto in giudizio manifesti la disponibilità a rendere “cieco” il proprio muro

Corte di Cassazione, Sezione II, aprile 2008

Sulla mancata osservanza della distanza minima tra costruzioni tale da dar luogo ad un'intercapedine inferiore a quella minima pari all'altezza del nuovo edificio

Consiglio di Stato, Sezione IV, giugno 2009

[A] Sull’articolo 9 del D.M. n. 1444 del 1968, nella parte in cui impone l’obbligo di rispettare una distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate, sul significato dell’espressioni “pareti finestrate” e sul termine “edifici”. [B] Sul rispetto della distanza di dieci metri e sulla sua rilevanza nei confronti delle sole vedute oppure anche riguardo alle luci

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione III, giugno 2009

Sul rispetto delle distanze tra le costruzioni nel caso di un intervento di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione III, giugno 2009

Sulle distanze dai confini prescritte dai regolamenti edilizi e sul principio della c.d. “prevenzione”

Corte di Cassazione, Sezione II, aprile 2009

Nelle zone sismiche la distanza legale degli intervalli di isolamento è diretta a tutelare l'integrità della proprietà edilizia contro il pericolo di crollo degli edifici vicini per effetto di movimenti tellurici

T.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, maggio 2009

Sull’art. 9 del D.M. 1444 del 1968, riguardo al rispetto della distanza minima assoluta di 10 metri tra pareti finestrate, sulla valenza di tale disposizione nelle zone A e sulla derogabilità o meno di tale norma per l’autonomia negoziale dei privati

Consiglio di Stato, Sezione IV, aprile 2009

[A] Sul computo del limite di altezza rispetto al piano di campagna. [B] Sulla necessità o meno di tener conto ai fini dell’osservanza delle norme sulle distanze dal confine, del terrapieno e del muro di contenimento che hanno prodotto un dislivello

T.A.R. Piemonte, Sezione I, aprile 2009

Sulla necessità di rispettare la distanza di dieci metri tra pareti finestrate nei confronti delle sole vedute oppure anche riguardo alle tutte le pareti munite di aperture di qualsiasi genere verso l'esterno, quali porte, balconi, finestre di ogni tipo, luci, etc

T.A.R. Sardegna, Sezione III, aprile 2009

Sulla categoria edilizia delle “sporgenze” non computabili ai fini delle distanze

T.R.G.A. Bolzano, marzo 2009

L'esonero dal rispetto delle distanze legali previsto dall'art. 879, comma 2, c.c. per le costruzioni a confine con le piazze e vie pubbliche, va riferito anche alle costruzioni a confine delle strade di proprietà privata gravate da servitù pubbliche di passaggio

Consiglio di Stato, Sezione IV, marzo 2009

Sulla rilevanza o meno del carattere abusivo dell’edificio preesistente ai fini del rispetto delle distanze tra le costruzioni

Corte di Cassazione, Sezione II, febbraio 2009

Sulla nozione di “fondi finitimi” utilizzata dall’art. 873 del codice civile ai fini del rispetto delle distanze

Corte di Cassazione, Sezione II, febbraio 2009

Sulla nozione di costruzione ai fini del rispetto delle norme sulle distanze

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, marzo 2009

[A] Sulla differenza tra le servitù apparenti e non apparenti. [B] Sulla violazione o meno del diritto di veduta laddove vengano collocate di tende, pensiline, tettoie, pergolati, cabine, gazebi, lenzuoli o cascate di edera

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, marzo 2009

Sull’obbligo o meno di rispettare le distanze per l’installazione di una struttura precaria di modestissimo impatto consistente nel posizionamento di una pedana, con sedie e tavoli e modeste strutture di copertura

Corte di Cassazione, Sezione II, gennaio 2009

Sulla configurabilità o meno di una veduta riguardo ai pianerottoli delle scale

Corte di Cassazione, Sezione II, gennaio 2009

Sulla possibilità o meno da parte del giudice di ordinare il risarcimento del danno anziché la remissione in pristino nel caso di violazione delle norme sulle distanze

T.R.G.A. Trento, marzo 2009

Sull’applicabilità o meno delle norme sul rispetto delle distanze riguardo ai locali interrati

T.A.R. Abruzzo L’Aquila, Sezione I, marzo 2009

Sui muri di cinta tra fondi a dislivello che, oltre ad essere destinati alla delimitazione e alla difesa del fondo, assolvono anche all’ulteriore funzione di contenere e sostenere la scarpata o il terrapieno

T.A.R. Marche, Sezione I, marzo 2009

Sulla necessità o meno di rispettare le distanze ex art. 873 del codice civile riguardo alla realizzazione di garage interrati

T.A.R. Piemonte, Sezione I, febbraio 2009

Sull’art. 9 del D.M. 1444 del 1968 che prescrive distanze minime tra pareti finestrate e sull’applicabilità della suddetta norma alle sole vedute oppure anche alle luci

T.A.R. Marche, Sezione I, febbraio 2009

Sui casi in cui il muro di contenimento di un declivio deve essere considerato rilevante ai fini del rispetto delle distanze dai confini

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, gennaio 2009

Sul computo delle distanze dal confine nel caso in cui sullo stesso insista un muro divisorio comune

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, gennaio 2009

Sull’applicabilità o meno dell’art. 9 del DM 1444/1968, riguardo alle distanze fra “fabbricati”, alle antenne di telefonia mobile

Consiglio di Stato, Sezione IV, gennaio 2009

Sulla differenza tra la nozione di “veduta” e quella di “luce”

Consiglio di Stato, Sezione V, gennaio 2009

Sulla decorrenza del termine per l’impugnazione del titolo edilizio nel caso venga in rilievo una violazione delle distanze tra fabbricati

Corte di Cassazione, Sezione II, dicembre 2008

Sulla realizzazione di balconi e sul rispetto delle distanze dai confini

Corte di Cassazione, Sezione II, dicembre 2008

Sui caratteri che devono possedere le costruzioni per non essere soggette alla disciplina contenuta nell'art. 873 c.c.

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, gennaio 2009

Sulla rilevanza o meno del muro di contenimento ai fini del rispetto delle distanza prescritte dall’art. 873 c.c. e dal D.M. 1444 del 1968

T.A.R. Emilia Romagna Bologna, Sezione I, gennaio 2009

Sul vincolo di rispetto della distanza di 30 metri dalla rotaia imposto dall’art. 50 del D.P.R. 753 del 1980 e sulla deroga prevista dal successivo art. 60

Corte d’Appello di Firenze, Sezione II, dicembre 2008

Sull’applicabilità o meno del rinvio contenuto nell’art. 873 cod. civ. alle norme dei regolamenti edilizi che prescrivono un determinato distacco dal confine

T.A.R. Toscana, Sezione III, dicembre 2008

[A] Le norme sulle distanze dei fabbricati contenute nel d.m. 1444/68 hanno carattere pubblicistico ed inderogabile. [B] Il manufatto da realizzarsi in sopraelevazione costituisce una nuova costruzione

T.A.R. Toscana, Sezione III, dicembre 2008

Sugli interventi di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione, sulla conservazione dello stesso ingombro volumetrico e sull’inapplicabilità dei limiti di distanza dalle pareti finestrate e dai confini

C.G.A.R.S, novembre 2008

L’eventuale illegittimità della costruzione di riferimento non incide sul rispetto delle distanze

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, ottobre 2008

A creare la veduta verso il fondo limitrofo non è il dislivello naturale che esiste pressoché in ogni terreno collinare ma l’opera artificiale ivi realizzata

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, ottobre 2008

Sulla possibilità o meno di qualificare come luce, anziché come veduta, la finestra munita di grata di sicurezza

Corte d’Appello di Firenze, Sezione II, ottobre 2008

[A] In tema di distanze legali non sono computabili le sporgenze esterne del fabbricato che abbiano funzioni meramente ornamentali. [B] Sulla rilevanza o meno ai fini del rispetto delle distanze dei “setti“ in cemento armato che con la relativa copertura fuoriescono dalla sagoma delle costruzioni

T.A.R. Piemonte, Sezione I, ottobre 2008

Sulla nozione di “parete finestrata” ex art. 9 D.M. 2 aprile 1968 n. 1444 secondo la giurisprudenza

Corte di Cassazione, Sezione I, agosto 2008

Sulle caratteristiche del muro divisorio che a norma dell'art. 892 c.c., comma 4, consente di non osservare le distanze stabilite per chi vuole piantare alberi presso il confine

C.G.A.R.S., settembre 2008

Sulla sussistenza o meno di un obbligo di rispetto delle distanze riguardo al muro di cinta con la funzione di contenere un terrapieno creato ex novo dall'opera dell'uomo

Corte di Cassazione, Sezione II, giugno 2008

Sulla nozione di costruzione rilevante ai fini del rispetto delle distanze regolamentari

Corte di Cassazione, Sezione II, giugno 2008

Un regolamento edilizio che stabilisca un criterio di misurazione della distanza tra edifici ai sensi del D.M. 2 aprile 1968 e che non tenga conto dell'estensione dei balconi è contra legem

T.A.R. Friuli Venezia Giulia, agosto 2008

[A] La legittimazione a impugnare la concessione edilizia va riconosciuta a coloro che possono vantare sia la situazione di stabile collegamento con l’area interessata dall’attività edilizia sia la lesione attuale di uno specifico interesse di natura urbanistico-edilizia. [B] Le terrazze e le verande non possono venire considerate ai fini del calcolo delle distanze tra pareti finestrate, non essendo sussumibili nel paradigma dell’art. 9 del D.M. n. 1444/1968

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione III, luglio 2008

La norma che impone un distacco minimo tra pareti finestrate di dieci metri si applica anche alle “luci”e non solo alle “vedute”

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, luglio 2008

[A] Sulla sussistenza o meno dell’obbligo di rispettare la distanza di 10 metri tra pareti finestrate anche per le ristrutturazioni con ampliamento del volume e della superficie tramite sopraelevazione. [B] Sull’obbligo di rispettare o meno la distanza di 10 metri tra pareti finestrate qualora tra le stesse si interponga una via pubblica a fondo cieco. [C] Sulla vicinanza di un’area alla strada comunale e sulla presunzione di demanialità della stessa ai sensi dell’art. 22 comma 3 della legge 20 marzo 1865 n. 2248 all. F

T.A.R. Basilicata, Sezione I, giugno 2008

Sulle pareti in vetrocemento opaco e sull’applicabilità o meno delle norme del codice civile in materia di luci e vedute

T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, giugno 2008

Sull’art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968 ai sensi del quale “qualora le distanze tra fabbricati, come sopra computate, risultino inferiori all’altezza del fabbricato più alto, le distanze stesse sono maggiorate fino a raggiungere la misura corrispondente all’altezza stessa

Consiglio di Stato, Sezione VI, giugno 2008

Sul muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno naturale, sui muri di cinta e sulla necessità di osservare o meno la disciplina riguardo alle distanze

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, maggio 2008

Sul carattere integrativo o meno dell’art. 873 del c.c. riguardo alle disposizioni del piano regolatore che stabiliscono una determinata distanza delle costruzioni dal confine del fondo

T.A.R. Puglia Bari, Sezione III, giugno 2008

Sull’obbligo di osservare o meno la distanza di dieci metri tra pareti finestrate per la sopraelevazione di un edificio che fronteggi un altro edificio più basso già esistente

T.A.R. Puglia Bari, Sezione III, maggio 2008

Sulle previsioni di cui all’art. 9 DM 1444/68 riguardanti la distanza minima di metri dieci da osservarsi tra edifici e sulla derogabilità o meno da parte dei Comuni

Corte di Cassazione, Sezione II, marzo 2008

Una norma a il regolamentare edilizia che prescriva per le costruzioni un distacco minimo dal confine, trattandosi di norma appartenente al primo tipo, non può subire deroghe

Corte di Cassazione, Sezione II, marzo 2008

In caso di sopraelevazione il criterio della prevenzione non esclude che il preveniente, al pari del prevenuto, sia obbligato al rispetto della sopravvenuta disciplina regolamentare integrativa di quella codicistica

Corte di Cassazione, Sezione I Civile, febbraio 2008

L'art. 879 c.c. - il quale statuisce che "alle costruzioni che si fanno in confine con le piazze e le vie pubbliche non si applicano le norme relative alle distanze, ma devono osservarsi le leggi e i regolamenti che le riguardano" - deroga all'art. 873 riguardo alle distanze fra le "costruzioni su fondi finitimi"

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione III, marzo 2008

Sulla possibilità o meno di qualificare come “costruzione” la parte di un seminterrato a confine con altro lotto che fuoriesce di 15 centimetri

T.A.R. Veneto, Sezione II, marzo 2008

Sulla ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione, sugli ampliamenti volumetrici e sulla modifica dell’area di sedime, comunque ricompresi nella nozione di “ristrutturazione edilizia”, e sugli obblighi di osservare o meno le distanze

Consiglio di Stato, Sezione IV, marzo 2008

Sul muro di cinta di altezza non superiore ai tre metri e sulla necessità di osservare o meno le distanze legali

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, febbraio 2008

Sulla sussistenza o meno dell'obbligo del rispetto delle distanze per un pergolato in legno con pali infissi nel terreno in tubi di plastica, facilmente rimovibili, aperto su tutti i lati, e con una tettoia composta da assi di legno, ricoperta con un telo in plastica

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione I, febbraio 2008

Sulle distanze legale fra costruzioni imposta dai regolamenti locali e sul criterio della prevenzione

Corte di Cassazione, Sezione II Civile, dicembre 2007

Sulla sussistenza o meno di un diritto del proprietario confinante di costruire in aderenza al confine quando i regolamenti locali fissino solo la distanza minima delle costruzioni dal confine stesso

Corte di Cassazione, Sezione II Civile, dicembre 2007

Sull’obbligo di rispettare o meno la distanza tra le costruzioni prevista dall’art. 873 del codice civile o la distanza dal confine imposta dal regolamento urbanistico, nel caso in cui esista un dislivello tra i due fondi

T.A.R. Campania Napoli, Sezione IV, gennaio 2008

[A] Sugli elementi da prendere in considerazione al fine di distinguere una variante impropria o essenziale equivalente a nuova concessione da quella in senso proprio o confermativa di altra preesistente. [B] Sull’obbligo di rispettare le distanze preesistenti in caso di ricostruzione di un edificio posto ad una distanza inferiore a quella legale rispetto ad una antistante costruzione

T.G.R.A. Bolzano, dicembre 2007

Sulla ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione dell’edificio e sulla sussistenza o meno dell’obbligo di osservare il rispetto delle distanze dai confini e dalle costruzioni

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, gennaio 2007

Sulla forma che deve avere l’atto di rinuncia al diritto di pretendere l'osservanza delle distanze legali da preesistente veduta

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, dicembre 2007

Sulla differenza tra costruzione in appoggio e costruzione in aderenza

Corte di Cassazione, Sezione II, ottobre 2007

Sulla possibilità o meno di conseguire l’acquisto per usucapione, a favore del costruttore, del diritto reale di servitù a mantenere la costruzione a distanza inferiore a quella prescritta inderogabilmente dagli strumenti urbanistici locali

Corte di Cassazione, Sezione II, ottobre 2007

Sulla precarietà di un fabbricato e sulla necessità o meno di osservare le distanze per le vedute prescritte dal codice civile

T.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, novembre 2007

Sull’inderogabilità delle distanze previste dall’art. 9 del D.M. n. 1444 del 1968 da parte degli strumenti urbanistici comunali

Corte di Cassazione, Sezione II, settembre 2007

[A] Sul rispetto della distanza di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. [B] Sulla nozione di “costruzione”. [C] Sulla rilevanza ai fini del rispetto delle distanze di sporti, terrazze, scale esterne o, in genere, di corpi avanzati costituenti aggetti di un edificio

T.A.R. Abruzzo Pescara, ottobre 2007

Sulle distanze tra le costruzioni previste dal codice civile, sulle distanze dalle costruzioni e dai confini stabilite dai regolamenti edilizi e sull’obbligo di osservare o meno le une e le altre riguardo ai manufatti interrati

Consiglio di Stato, Sezione IV, agosto 2007

Sul principio secondo cui il normale muro di cinta non è considerato tale ai fini delle distanze legali e sull’eccezione a tale regola qualora questo assolva anche alla ulteriore funzione sostenere un terrapieno

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, settembre 2007

Sulla necessità di osservare la distanza tra edifici e sui rapporti con la normativa che impone il rispetto della distanza degli edifici dal confine

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, settembre 2007

Sulla differenza tra vedute e luci e sulla qualificazione di un’apertura dotata di serramenti con vetri opachi

T.A.R. Campania Napoli, Sezione III, gennaio 2006

Sull’obbligo di osservare nelle costruzioni la distanza di dieci metri tra pareti finestrate e sull’applicabilità o meno di tale disposizione anche alle “luci” oltre che alle “vedute”

Consiglio di Stato, Sezione VI, gennaio 2003

Sull’art. 9 del D.M. n. 1444 del 1968 e sull’obbligo di osservare le distanze esistenti nelle zone A) limitatamente alle operazioni di risanamento conservativo e alle eventuali ristrutturazioni

Cassazione Civile, Sezione II, febbraio 1996

Sull’obbligo di osservare nelle costruzioni la distanza di dieci metri tra pareti finestrate e sull’applicabilità o meno di tale disposizione anche alle “luci” oltre che alle “vedute”

Corte di Cassazione, Sezione II, febbraio 1999

Sull’obbligo di osservare nelle costruzioni la distanza di dieci metri tra pareti finestrate e sull’applicabilità o meno di tale disposizione anche alle “luci” oltre che alle “vedute”

T.A.R. Lombardia Brescia, novembre 2003

Sull’art. 8 del D.M. 1444/68 secondo il quale l’altezza massima di ogni edificio non può superare l’altezza degli edifici circostanti di carattere storico-artistico

Consiglio di Stato, Sezione IV, settembre 2007

Sull’applicabilità o meno della disciplina delle distanze tra costruzioni su fondi finitimi anche per le sopraelevazioni

T.A.R. Lombardia Brescia, agosto 2007

Sull’art. 873 del codice civile, sulle norme del piano regolatore generale che fissano la distanza tra le costruzioni facendo riferimento alla distanza dal confine e sull’obbligo di osservarle o meno in caso di sopraelevazione

T.A.R. Lombardia Brescia, agosto 2007

Sul rispetto della distanza di 10 metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti - prevista dall’art. 9 del D.M. 1444 del 1968 - e sulle norme degli strumenti urbanistici comunali che prevedono distanze inferiori

T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione II, luglio 2007

Sul rispetto delle distanze ai sensi dell’art. 9 del decreto ministeriale n. 1444/1968 e sulla necessità di computare o meno i pilastri aventi funzione portante rispetto all’intero edificio

Corte di Cassazione, Sezione II Penale, maggio 2007

Sui caso in cui il regolamento edilizio si limita a fissare una certa distanza e nulla aggiunge sulla possibilità di costruire sul confine o in aderenza

T.A.R. Toscana, Sezione II, giugno 2007

Le opere abusive realizzate all’interno della fascia di rispetto autostradale, sulle mere sopraelevazioni di manufatti preesistenti ed sui manufatti edificati al di sotto del livello della strada

T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione II, maggio 2007

[A] Sul diritto di prevenzione e sulla sopraelevazione dell’edificio. [B] Su una scala esterna posta sul confine e sulla possibilità o meno per il vicino di costruire in aderenza alla stessa

Forum: Distanze dai confini

Quesito sulla necessità di rispettare la distanza dal confine per la realizzazione di un cornicione di mt. 1.50

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, aprile 2007

[A] Sul criterio del computo in modo “lineare” e non “radiale” della distanza minima tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. [B] Sulla categoria degli sporti, non computabili ai fini delle distanze

Corte di Cassazione, Sezione II Civile, febbraio 2007

Sul rispetto della distanza dal confine stabilita dallo strumento urbanistico e sul principio della prevenzione

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VII, aprile 2007

Sulla necessità o meno di osservare il rispetto delle distanze dal confine stradale anche per l’installazione di impianti di telefonia mobile

T.A.R. Piemonte, Sezione I, aprile 2007

Sui muri di contenimento funzionali ad un’alterazione del piano di campagna e sulla necessità di osservare o meno il rispetto delle distanze

T.A.R. Marche, marzo 2007

Sul muro di contenimento di un terrapieno e sulla necessità o meno di qualificarlo come “costruzione” ai fini del rispetto delle distanze dai confini

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, gennaio 2007

Sull’esonero a costruire o ad aprire una veduta a distanza inferiore rispetto a quella legale e sulla necessità o meno della forma scritta “ad substantiam” per tale atto di assenso

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, gennaio 2007

Sulla sopraelevazione di un edificio e sulla necessità o meno di osservare il rispetto delle distanze tra costruzioni

T.A.R. Toscana, Sezione III, gennaio 2007

Sul computo della distanza minima tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti individuata dal D.M. 1444 del 2 aprile 1968 e sui criteri c.d. “lineare” e c.d. “radiale”

T.A.R. Piemonte, Sezione I, gennaio 2007

Sull’art. 9 D.M. n. 1444 del 1968, relativo all’obbligo di rispettare una distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate, e sulla derogabilità o meno da parte dello strumento urbanistico comunale

T.A.R. Liguria, Sezione I, dicembre 2006

[A] Sul rispetto delle distanze legali nei lavori di sopraelevazione. [B] Sulla distanza di 10 metri tra pareti finestrate e sulla derogabilità o meno da parte degli strumenti urbanistici

Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2006

Sulla distanza di dieci metri tra pareti finestrate prevista dall’art. 9 del D.M. n. 1444 del 1968 e sulla legittimità o meno di norme comunali derogatorie

T.R.G.A. Trento, settembre 2006

Sull’osservanza delle distanze legali riguardo ad un muro che, nel caso di dislivello naturale, oltre a delimitare il fondo, assolve anche alla funzione di sostegno e contenimento del declivio naturale

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, luglio 2006

[A] Sulla differenza tra il muro di fabbrica ed il muro di cinta ai fini del computo delle distanze legali. [B] Sull’opponibilità ai terzi acquirenti del consenso a costruire terrazze e vedute a distanza dal confine inferiore rispetto a quelle legali

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, giugno 2006

Sulla distinzione, ai fini del rispetto delle distanze legali, tra il muro di sostegno al terrapieno ed il muro di cinta

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, maggio 2006

Sul requisito del completo interramento di una nuova costruzione ai fini del rispetto delle distanze legali dai confini nel caso di due fondi posti su differenti livelli

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, maggio 2006

Sulle condizioni che devono sussistere affinché possa invocarsi l’esistenza di una veduta sul fondo del vicino

T.A.R. Lazio Latina, maggio 2006

Sulla legittimità o meno dell’ordinanza di demolizione fondata unicamente sull’inosservanza delle distanze dai confini

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, aprile 2006

[A] Sulla nozione di costruzione ai fini dell’osservanza delle norme sulle distanze. [B] Sul rispetto delle norme sulle distanze anche nei rapporti tra condomini

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, aprile 2006

Ai fini del rispetto delle distanze, per nuova costruzione deve intendersi non solo la realizzazione ex novo d’un fabbricato ma anche qualsiasi modificazione nella volumetria d’un fabbricato preesistente

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, marzo 2006

Sulla necessità o meno di rispettare la distanza legale in materia di vedute qualora in manufatto che consente la veduta sia sorto per una diversa funzione

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, marzo 2006

Sul rispetto dalla distanza di dieci metri tra pareti finestrate, sulla sussistenza o meno dell’obbligo nel caso di una sola parete finestrata e sull’applicazione della norma ai rapporti privati

T.R.G.A. Trento, marzo 2006

Sulla realizzazione di un muro a sostegno del terreno sovrastante, sulla nozione di costruzione e sul rispetto delle distanze

T.R.G.A. Bolzano, novembre 2005, n. 372

[A] Sulla differenza tra le distanze tra confini e distanze tra costruzioni ai fini della derogabilità. [B] Sul concetto di “asservimento” di un’area

T.A.R. Campania Salerno, Sezione II, novembre 2005, n. 2419

La distanza delle costruzioni dai confini deve essere computata dai confini “di diritto” di una determinata proprietà e non certo a quelli di mero fatto

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, ottobre 2005, n. 1386

[A] La distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate deve essere sempre rispettata, indipendentemente dalla circostanza che una sola delle pareti fronteggiantesi sia finestrata. [B] Sui caratteri della costruzione al fine del rispetto delle distanze. [C] Soltanto gli sporti che consistono in sporgenze di limitata entità non devono essere computati nel rispetto delle distanze

T.A.R. Umbria, ottobre 2005, n. 454

I divieti del Codice della strada riguardanti l’ubicazione delle “pertinenze” sono riferiti soltanto agli “incroci”, non invece alle c.d. “rotatorie”

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I Civile, giugno 2005, n. 961

Sull’obbligo del proprietario del fondo superiore di sostenere a proprie spese la realizzazione del muro di sostegno a confine

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I Civile, agosto 2005, n. 1098

Il riferimento dell’art. 872 c.c. ai regolamenti locali vale tanto per le distanze minime fra costruzioni, quanto per le distanza minime della costruzione dal confine

Corte Costituzionale, giugno 2005, n. 232

In materia di distanze tra le costruzioni vige la competenza legislativa esclusiva dello Stato

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Bis, luglio 2005, n. 5414

Sulla comunione del muro divisorio e sul rispetto delle distanze legali

T.A.R. Basilicata, giugno 2005, n. 612

Anche se la materia delle acque sotterranee è regolata dal R.D. 1775/1933 ed è di competenza del Genio Civile, la realizzazione di un pozzo necessità comunque del permesso di costruire

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione II, giugno 2005, n. 1026

Sui criteri di calcolo della fascia di rispetto di 200 metri dai pozzi la cui acqua è utilizzata per consumo umano

T.A.R. Piemonte, Sezione I, giugno 2005, n. 2303

Le distanze stabilite dal D.M. 1° aprile 1968, n. 1444 non si applicano alle strade vicinali

Corte di Appello di Firenze, Sezione I, maggio 2005, n. 841

Sul rapporto tra elementi in vetro-cemento ineriti nel muro perimetrale e la disciplina delle luci ai sensi dell’art. 901 c.c.

T.A.R. Lombardia, Sezione Brescia, maggio 2005, n. 541

La norma dell'art. 907 c.c., relativa alla distanza delle costruzioni dalle vedute, è a protezione di interessi privati in quanto ha natura giuridica diversa da quella dell'art. 873 c.c., il quale disciplina invece la distanza tra le costruzioni

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione I, aprile 2005, n. 618

L'esonero dal rispetto delle distanze legali previsto dall'art. 879, comma 2, c.c. per le costruzioni a confine con le piazze e vie pubbliche, va riferito anche alle costruzioni a confine delle strade di proprietà privata gravate da servitù pubbliche di passaggio

T.A.R. Sardegna, Sezione II, aprile 2004, n. 757

La distanza minima di mt. 10 fra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, prescritta dall' art. 9 comma 2° D.M. 2 aprile 1968 n. 1444, è applicabile anche in caso di sopraelevazione

T.R.G.A. Trento, aprile 2005, n. 99

La distanza minima dalla strada pubblica ha ragione d’essere per una struttura urbanistico-edilizia che costituisca un vero e proprio corpo di fabbrica e non per aree a parcheggio d’uso pubblico


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