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ISSN 2498-9916
Direttore: Avv. Francesco Barchielli

ARGOMENTO: Ambiente e legittimazione a ricorrere

Consiglio di Stato, Sezione IV, luglio 2017

In materia di tutela dell’ambiente, può escludersi che le Regioni possano introdurre “livelli di tutela più elevati” rispetto agli “standard minimi di tutela” individuati dallo Stato al fine di una tutela “adeguata e non riducibile” dell’ambiente”?

T.A.R. Piemonte, Torino, Sezione II, marzo 2017

Sulla nozione di interesse “ambientale” così come elaborata dalla più recente giurisprudenza.

T.A.R. Lombardia, Milano, Sezione III, febbraio 2017

Sui principi elaborati dalla giurisprudenza in ordine alle associazioni ambientaliste: in particolare sulla nozione di protezione ambientale.

T.A.R. Sardegna, Cagliari, Sezione I, gennaio 2017

Sulla legittimazione a ricorrere nella materia ambientale, con particolare riferimento all’ipotesi in cui un singolo soggetto intenda insorgere in sede giurisdizionale contro un provvedimento amministrativo esplicante i suoi effetti nell'ambiente in cui vive.

T.A.R. Liguria, Genova, Sezione I, novembre 2016

Può ritenersi corretta l’impostazione del piano regolatore che introduca previsioni di destinazione non edificatoria al fine di salvaguardare l’ambiente urbano ritenuto poco vivibile a causa delle costruzioni che lo caratterizzano? Che rilevanza può assumere a tal fine l’oggettivo errore contenuto negli atti relativamente alla vegetazione esistente in loco?

T.A.R. Liguria, Genova, Sezione I, novembre 2016

[A] La P.A. può considerare una serie di alberi alla stregua di un verde pubblico? [B] Può il piano comunale derogare a quelli provinciale o regionale quanto al livello minimo di protezione ambientale? Il medesimo piano comunale può determinarsi in senso più restrittivo sulla base di motivate ragioni ambientali?

T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sezione II, novembre 2016

Sulla valutazione di incidenza ambientale: quale ampiezza ha in tale materia il sindacato del giudice amministrativo?

T.A.R. Puglia Bari, Sezione III, settembre 2016

Sulle “opere di ingegneria costiera”: nozione e definizione

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, luglio 2016

Sul danno ambientale e sulla natura del reato di cui all'art. 181, comma 1 bis, d.lgs. 42 del 2004, nonché sui rapporti tra quest’ultimo e la contravvenzione punita dall'art. 734 cod. pen.

T.A.R. Molise, Sezione I, luglio 2016

Sul criterio della vicinitas riferito a singoli e comitati per la tutela del “bene ambiente”

Consiglio di Stato, Sezione V, luglio 2016

[A] Sulle definizioni di ambiente e paesaggio: nell’ambito della valutazione di progetti aventi impatti sull’ambiente ai sensi del testo unico di cui al d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e della normativa regionale attuativa, gli enti ed organi competenti sono titolati ad esprimere il loro giudizio anche su profili di carattere paesaggistico? [B] Sui rapporti tra il regime di tutela paesaggistica e la realizzazione di pozzi e altre opere per la ricerca di idrocarburi ai sensi dell’art. 1, commi 78 e 82-bis l. n. 239 del 2004.

T.A.R. Toscana, Sezione II, maggio 2016

In ambito di prescrizioni ambientali possono ritenersi applicabili le norme civilistiche in tema di obbligazioni per le quali il debitore è liberato dalla propria prestazione quando questa diventa impossibile per causa a lui non imputabile?

Consiglio di Stato, Sezione V, giugno 2016

[A] La cartografia, la carta geologica, la planimetria e le sezioni stratigrafiche devono considerarsi documenti ambientali? [B] Sulle condizioni necessarie e sufficienti per l’accesso all’informazione ambientale

T.A.R. Toscana, Sezione II, maggio 2016

Sui requisiti necessari ai fini del riconoscimento giurisdizionale della legittimazione ad impugnare atti amministrativi in capo ad un comitato spontaneo di cittadini

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione III, maggio 2016

Sull’art. 245 del TU ambiente, in particolare sull’obbligo di attuazione delle misure di prevenzione di cui all’art. 240, comma 1, lett. i), del TU ambiente e su quello di riparazione, messa in sicurezza, bonifica e ripristino

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VII, aprile 2016

Sulla legittimazione ad impugnare atti amministrativi incidenti sull'Ambiente da parte di associazioni/federazioni/comitati et similia

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, aprile 2016

[A] La mera inosservanza delle prescrizioni AIA o di quelle imposte dall'autorità competente, rientra nelle ipotesi di cui all'art. 29-quattuordecies, commi 3 e 4, D.Lgs. n. 152 del 2006? [B] Sui rapporti tra sanzioni penali e sanzioni amministrative

Consiglio di Stato, Sezione II, gennaio 2016

[A] Sulla legittimazione ad agire di un comitato avverso provvedimenti asseritamente lesivi dell’ambiente: in particolare sull’“adeguato grado di rappresentatività” [B] La partecipazione da parte di un’associazione locale ad un determinato procedimento implica ex se la sua legittimazione ad impugnare il provvedimento conclusivo del procedimento stesso?

T.R.G.A. Trento, Sezione Unica, aprile 2016

Sull'obbligo di effettuare gli interventi di recupero ambientale, comprese le prime misure di messa in sicurezza e la presentazione del piano di caratterizzazione e sull’esercizio del potere sostitutivo da parte dell’amministrazione competente

T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, marzo 2016

Posto che il ricorso allo strumento dell’ordinanza contingibile ed urgente può risultare indispensabile in alcuni casi connessi a situazioni di inquinamento ambientale, può ritenersi legittimo il provvedimento sindacale che ordini la ripulitura di un sito?

Consiglio di Stato, Sezione V, marzo 2016

Sulla legittimazione attiva delle amministrazioni comunali in materia ambientale, con particolare riferimento all’ipotesi della realizzazione di un’opera (un impianto di trattamento di rifiuti) sul territorio di un comune limitrofo

Consiglio di Stato, Sezione VI, febbraio 2016

[A] I princìpi dell'Unione Europea in materia ambientale sanciti dall'art. 191, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea e dalla direttiva 2004/35/U.e. del 21 aprile 2004 (articoli 1 ed 8 n. 3; 13 e 24 considerando) - in particolare, il principio per cui "chi inquina, paga", il principio di precauzione, il principio dell'azione preventiva, il principio, della correzione prioritaria, alla fonte, dei danni causati all'ambiente – ostano ad una normativa nazionale, quale quella delineata dagli articoli 244, 245 e 253 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, che, in caso di accertata contaminazione di un sito e d'impossibilità d'individuare il soggetto responsabile della contaminazione o di ottenere da quest'ultimo gli interventi di riparazione, non consenta all'autorità amministrativa d'imporre l'esecuzione delle misure di sicurezza d'emergenza e bonifica al proprietario non responsabile dell'inquinamento? [B] In materia di inquinamento può venire in rilievo una sorta di responsabilità oggettiva gravante sul proprietario semplicemente in ragione di questa sua qualità? [C] Può il superamento delle soglie di concentrazione degli inquinanti essere ricondotto all’attività del proprietario del terreno sulla base della mera compatibilità tra sostanze inquinanti e attività di produzione di calcestruzzo?

T.A.R. Liguria, Sezione I, febbraio 2016

[A] Sulla autorizzazione ambientale unica. L’ente territoriale non direttamente interessato dalla realizzazione di un impianto che sarà localizzato nel territorio del Comune limitrofo è qualificabile come “amministrazione interessata” da coinvolgere obbligatoriamente nel procedimento disciplinato dall’art. 12 del d.lgs. n. 387/2003? [B] Può un Piano degli insediamenti produttivi, oltre ad individuare le aree a vocazione industriale, stabilire rigorosamente la tipologia di attività industriale che in esse può essere esercitata?

Consiglio di Stato, Sezione V, dicembre 2015

Quali strumenti urbanistici possono essere sussunti nel disposto dell’art. 208, co. 6 del codice dell’ambiente? A mente del combinato disposto degli artt. 6, co. 12 e 208, co. 6, del codice dell’ambiente, l’approvazione del progetto di costruzione e gestione di un impianto di smaltimento e recupero di rifiuti, oltre a sostituirsi a tutti gli atti di assenso regionali, provinciali e comunali, costituisce variante automatica agli strumenti urbanistici comunali ed anche a tutti gli altri piani e programmi sovra ordinati?

T.R.G.A. Bolzano, gennaio 2016

Sulla potestà assegnata ai Comuni dall'art. 8, comma 6, della legge quadro n. 36/2001, che prevede la possibilità che i Comuni adottino un regolamento c.d. di minimizzazione finalizzato a garantire "il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e a minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici”

T.A.R. Toscana, Sezione II, febbraio 2016

Su chi incombe l’obbligo di adottare le misure (urgenti o definitive) idonee a fronteggiare la situazione di inquinamento? Sulla corretta individuazione del soggetto tenuto ad effettuare, in caso di inquinamento, i necessari interventi di bonifica e di ripristino

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, febbraio 2016

[A] L’art. 192, d.lgs. n. 152 del 2006 esclude a priori la possibilità per l'ente di far uso, per garantire la rimozione dei rifiuti, del potere extra ordinem proprio delle ordinanze contingibili ed urgenti? [B] Cosa succede quando a trasgredire le leggi a tutela dell'ambiente e della salute sia una Regione? [C] Sull’elemento soggettivo richiesto dall’art. 192 del testo unico n. 152 del 2006

Consiglio di Stato, Sezione IV, gennaio 2016

Il “favor” espresso dal legislatore per la realizzazione di impianti energetici da fonte rinnovabile è, in sé, espressione di un interesse pubblico in assoluto prevalente sugli altri che con lo stesso possano venire in conflitto? Che rilievo assumono in tale contesto la protezione degli habitat e della flora e della fauna selvatiche?

T.A.R. Campania, Salerno, Sezione I, gennaio 2016

Quali sono i presupposti affinché il dissenso di cui all’art. 14 ter l. n. 241 del 1990, possa essere ritenuto validamente espresso all’interno della conferenza dei servizi? Precisazioni, in particolare, con riferimento al particolare ambito della tutela ambientale

T.A.R. Lombardia, Brescia, Sezione II, gennaio 2016

Può l’approvazione di un progetto di recupero ambientale sottoposta a una condizione sospensiva meramente potestativa ritenersi legittima?

T.A.R. Molise, Sezione I, dicembre 2015

Sul principio di diritto europeo di precauzione: gli atti adottati in attuazione del suddetto principio possono essere giustificati da situazione di pericolo meramente ipotizzata? Il Registro dei tumori rappresenta una misura che può costituire un presidio di tipo precauzionale rispetto al progettato ampliamento di impianti industriali, assurgendo così a condizione per l’assentibilità di progetti del tipo di quello richiamato?

T.A.R. Toscana, Sezione II, novembre 2015

Nell’ambito del provvedimento di divieto di prosecuzione attività ex art. 216 comma 4 del Codice dell'ambiente, può la comunicazione dell’inizio del procedimento sanzionatorio essere surrogata da un precedente provvedimento di diffida?

T.A.R. Veneto, Sezione III, ottobre 2015

Sulla previsione di cui al comma 12 dell'art. 208 del D.lgs. n. 152/06: in cosa si distingue la potestà di rettifica d’ufficio delle autorizzazioni in essere rispetto a quella attuabile, ordinariamente, in sede di rinnovo dei titoli?

Consiglio di Stato, Sezione IV, settembre 2015

Sul coordinamento, in sede pianificatoria, tra i valori superindividuali (tra cui rientra di certo l’ambiente) e il bisogno di fisiologica espansione delle attività industriali

T.A.R. Lazio Roma, Sezione I-Ter, ottobre 2015

[A] Sulla legittimazione e l’interesse ad agire in giudizio avverso gli atti che autorizzano l'ampliamento di una discarica operante in un Comune limitrofo. [B] Sulla legittimazione a ricorrere nella materia ambientale: il mero collegamento di un fondo con il territorio sul quale è localizzata una discarica è da solo sufficiente a legittimare il suo proprietario a provocare uti singulus il sindacato di legittimità su qualsiasi provvedimento amministrativo preordinato alla tutela di interessi generali che nel territorio trovano la loro esplicazione? [C] Sulla problematica relativa alla mancata compatibilità paesaggistica; in particolare sul il meccanismo di rimessione al Consiglio dei Ministri

T.A.R. Basilicata, Sezione I, ottobre 2015

[A] Può l’invocazione del principio di precauzione, di cui non è fatta menzione in alcuna parte del provvedimento impugnato, giustificare comunque l’atto amministrativo, ovvero, tale elemento assurge ad integrazione postuma della motivazione in sede giudiziale. [B] Sui tratti giuridici del principio di precauzione. [C] Può la deliberazione giuntale adottata ex art. 29-decies, n. 9, del d.lgs. n. 152/2006, limitarsi a disporre la mera sospensione dell’attività, senza disporre alcun termine di durata di tale misura? Può tale termine essere ritenuto implicito in ragione dell’asserita identificazione del dies ad quem con il momento dell’adempimento?

T.A.R. Molise, Sezione I, settembre 2015

Sul divieto generalizzato di localizzare impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nelle aree c.d. IBA (Important Bird Area)

Consiglio di Stato, Sezione VI, settembre 2015

[A] Il principio “chi inquina paga”, ha valenza inderogabile di normativa di ordine pubblico, o, invece, risulta suscettibile di deroghe di carattere pattizio. [B] Le scelte normative intervenute fra il 1997 e il 2006, permettono di individuare come ‘responsabile dell’inquinamento’ un operatore (o i suoi aventi causa) il quale abbia realizzato le condotte foriere di inquinamento in un’epoca anteriore a quella di entrata in vigore della nuova disciplina in tema di distribuzione della responsabilità per danno ambientale?

C.G.A.R.S., settembre 2015

Sul principio di precauzione: può quest’ultimo esser inteso nel senso che debba essere proibito qualunque intervento che, in astratto, possa presentare un rischio per l’interesse di volta in volta tutelato?

Consiglio di Stato, Sezione V, luglio 2015

[A] Sull’individuazione dei soggetti obbligati in solido ad effettuare operazioni di bonifica di aree contaminate a seguito di sversamento di idrocarburi. [B] Sulla responsabilità del proprietario delle aree contaminate e su quella del conduttore. [C] Sulla natura solidale o parziaria dell’obbligo di riparazione incombente sugli operatori

Consiglio di Stato, Sezione V, luglio 2015

[A] Sul luogo della notificazione dell’appello davanti al Consiglio di Stato. [B] Nel caso in cui venga impugnata un’autorizzazione di natura ambientale, le questioni di carattere urbanistico ed edilizio dedotte a fondamento di censure di legittimità possono mutare la consistenza degli interessi azionati in giudizio?

Corte di Cassazione, Sezione III, luglio 2015

Sul sindacato del giudice penale sugli atti amministrativi in materia ambientale

Consiglio di Stato, Sezione V, giugno 2015

La realizzazione di una pista ciclabile adiacente al confine della proprietà fa sorgere l’interesse a ricorrere? [B] Può il singolo soggetto agire uti singulus in sede giurisdizionale contro un provvedimento amministrativo esplicante effetti sull'ambiente in cui vive?

Consiglio di Stato, Sezione V, maggio 2015

Sulla differenza tra invalidità ad effetto caducante e invalidità ad effetto viziante, con particolare riferimento alla pronuncia sulla compatibilità ambientale cui la Regione è chiamata ai fini del rilascio dell’autorizzazione unica

Consiglio di Stato, Sezione V, maggio 2015

Sui criteri di imputazione della responsabilità in materia ambientale: valutazioni sulla natura della condotta e sulla prova

T.A.R. Veneto, Sezione III, maggio 2015

Sul danno ambientale e gli obblighi gravanti sul proprietario del sito inquinato: risposte della Corte di giustizia alle questioni proposte dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sulla Direttiva 2004/35/CE in merito alla normativa nazionale che non prevede la possibilità per l’amministrazione di imporre, ai proprietari di terreni inquinati che non hanno contribuito a tale inquinamento, l’esecuzione di misure di prevenzione e di riparazione

T.A.R. Veneto, Sezione I, aprile 2015

Sul diritto di accesso all’“informazione ambientale”

T.A.R. Toscana, Sezione II, aprile 2015

[A] Sulla possibilità o meno di riconoscere legittimazione attiva a un comitato di cittadini costituito per la protezione degli interessi ambientali in tempi recentissimi rispetto alla presentazione del ricorso, al preciso scopo di contrastare la realizzazione dell'opera lesiva. [B] Sulla contrarietà della normativa nazionale e/o regionale disponente l’esenzione da V.I.A. per impianti di potenza inferiore ad una data soglia, rispetto alla normativa comunitaria in materia ambientale

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, aprile 2015

Sul problema degli inquinanti: per il principio di precauzione, può essere ragionevole applicare alle biomasse diverse dai i valori di emissione previsti per il coincenerimento dal Dlgs. 11 maggio 2005 n. 133 (Attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti)

T.A.R. Campania Napoli, Sezione I, marzo 2015

Sulla possibilità di deroga alla regola generale per la quale l’accoglimento dell’azione di annullamento comporta l’annullamento con effetti ex tunc del provvedimento risultato illegittimo, con particolare attenzione ai ricorsi proposti da associazioni ambientaliste

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II- Bis, marzo 2015

[A] Sul principio di separazione tra funzione amministrativa e funzione giurisdizionale: il sindacato sulla discrezionalità tecnica con particolare attenzione alle scelte tecniche compiute dall’amministrazione e all’interpretazione dei concetti giuridici indeterminati da applicare alla fattispecie concreta. [B] Bonifica e la messa in sicurezza: procedimenti differenti e distinti. [C] Sulla derogabilità o meno, da parte dell'Istituto superiore di sanità dei valori di concentrazione limite di idrocarburi accettabili nelle acque sotterranee individuato in base al procedimento di approvazione previsto dal legislatore delegato. [D] Sul rigore che, in relazione alla pluralità ed alla rilevanza degli interessi in gioco, deve contraddistinguere l’apparato motivazionale delle decisioni adottate dalle competenti autorità in materia ambientale. [E] Sul principio comunitario del “chi inquina paga”, con particolare attenzione all’imputazione del costo del danno al soggetto che ha la possibilità della cost-benefit analysis: analisi della situazione dei soggetti che assumono il rischio di impresa. [F] Sulla definizione di messa in sicurezza d’emergenza: nozione di “repentinità”

Consiglio di Stato, Sezione IV, febbraio 2015

[A] Sulla legittimazione ad agire delle associazioni ambientaliste a tutela degli interessi ambientali in senso lato, ossia quelli comprensivi dei temi della conservazione e valorizzazione dell'ambiente latamente inteso, del paesaggio urbano, rurale, naturale nonché dei monumenti e dei centri storici. [B] Sulla funzionalizzazione del potere di pianificazione urbanistica anche alla tutela ambientale. [C] Sulla possibilità o meno, ai fini del riscontro di un danno all’ambiente, di una correlazione a priori tra una determinata tipologia pianificatoria e la sua eventuale rilevanza ambientale

T.A.R. Toscana, Sezione II, febbraio 2015

[A] Sulla possibilità di considerare la violazione formale della previsione dell’art. 14-ter, comma 2-bis della l. 7 agosto 1990 n. 241 come “sintomo” di una violazione della partecipazione. [B] Sul proprium della valutazione di impatto ambientale

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, febbraio 2015

[A] Sulla legittimità delle ordinanze sindacali c.d. miste in materia ambientale. [B] Sulla responsabilità del proprietario dell’area ove si è verificato l’abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti

Consiglio di Stato, Sezione IV, febbraio 2015

Sulla legittimazione ad agire in giudizio delle associazioni ambientaliste avverso atti di pianificazione urbanistica, di localizzazione di opere pubbliche o autorizzatori di interventi edilizi

T.A.R. Emilia Romagna, Parma, Sezione I, febbraio 2015

Sul principio di precauzione e sul potere da parte dell’Amministrazione di adottare ogni provvedimento ritenuto idoneo a prevenire rischi anche solo potenziali alla salute

T.A.R. Veneto, Sezione III, febbraio 2015

Sul principio del "chi inquina paga" e sull’obbligo di adozione delle misure necessarie a fronteggiare la situazione di inquinamento

Consiglio di Stato, Sezione V, gennaio 2015

Sulla giurisdizione relativa all’Autorizzazione Integrata Ambientale che riguardi anche la gestione di acque pubbliche

T.A.R. Molise, Sezione I,16 gennaio 2015

[A] Sul dovere della Pubblica Amministrazione di riesaminare la situazione controversa (c.d. remand): l’adozione di un atto di identico contenuto dispositivo rispetto al precedente, ma arricchito da una puntuale motivazione prima inesistente, riapre i termini per la proposizione del ricorso giurisdizionale. [B] Sul rapporto di specialità intercorrente tra l’art. 192 del d.lgs. n. 152/2006 e l’art. 107 TUEL

T.A.R. Campania Napoli, Sezione III, gennaio 2015

[A] Sulla legittimazione attiva ai comitati spontanei costituiti allo scopo di contrastare un intervento industriale. [B] Sul sindacato del giudice amministrativo sul giudizio di compatibilità ambientale in cui si sostanzia la V.I.A.

T.A.R. Marche, Sezione I, novembre 2014

Sulla compatibilità o meno fra l’art. 216 T.U.L.S e gli atti autorizzativi tipici previsti dalla vigente normativa ambientale, quali ad esempio A.U.A., A.I.A., A.U. ex art. 12 D.Lgs. n. 387/2003, nonché V.I.A. e valutazione di incidenza, nelle quali confluiscono poi altri atti autorizzativi

T.A.R. Veneto, Sezione II, ottobre 2014

Sulla legittimazione ad agire dei singoli per la tutela del bene ambiente e, in particolare, la tutela di interessi incisi da atti e comportamenti dell'Amministrazione che li ledono direttamente e personalmente, unitamente all'intera collettività che insiste sul territorio

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Quater, ottobre 2014

[A] Si deve ritenere che il potere di controllo di cui all’art. 216, decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, sia esercitabile anche in caso di accertamento successivo alla decorrenza dei termini di inizio attività. [B] Sull'interpretazione testuale degli artt. 214 e 216 del decreto legislativo n. 152 del 2006. [C] In seguito all’entrata in vigore del Codice del processo amministrativo, in caso di accoglimento del dedotto vizio di incompetenza non è più possibile considerare assorbiti gli altri motivi dedotti dal ricorrente che potrebbero arricchire il contenuto del giudicato e garantire maggiore effettività della tutela in sede di eventuale riesercizio del potere

Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2014

[A] Ai fini della legittimazione non è sufficiente il solo scopo associativo a rendere differenziato un interesse diffuso o adespota, né l’astratta titolarità del diritto all’informazione ambientale. [B] La valutazione di impatto ambientale non è un mero atto (tecnico) di gestione ovvero di amministrazione in senso stretto, trattandosi piuttosto di un provvedimento con cui viene esercitata una vera e propria funzione di indirizzo politico – amministrativo. [C] Lo stesso aspetto del territorio, per i contenuti ambientali e culturali che contiene, è di per sé un valore costituzionale. [D] Sulle differenze tra valutazione di impatto ambientale e autorizzazione integrata ambientale

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, febbraio 2014

[A] Sulla responsabilità delle imprese, nell’ambito delle quali risultano confluite per fusione e/o incorporazione le diverse Società che sono state proprietarie dell’area e che debbono ritenersi corresponsabili dello stato di inquinamento della stessa. [B] Sulle norme nazionali (prevalentemente interpretate nel senso di escludere la responsabilità del proprietario dell’area, tenuto a sopportare l’onere reale iscritto sull’immobile e il vincolo del privilegio speciale sulle spese, rispondendo in via sussidiaria e nei limiti del valore del bene) e sul rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia della questione della compatibilità, con l’ordinamento e i principi in materia ambientale dell’Unione Europea. [C] Sulla sussistenza o meno di una responsabilità della società controllante, per i danni cagionati all’ambiente dalle società sottoposte a direzione e coordinamento, qualora sia rinvenibile un comportamento che abbia concorso alla produzione dell’evento e si sia concretato nell’omissione dell’esercizio dei poteri di controllo

T.A.R. Veneto, Sezione II, febbraio 2014

[A] I verbali della conferenza di servizi non possono essere impugnati in assenza del provvedimento finale di approvazione e di attribuzione di esecutività alle prescrizioni impartite. [B] Anche le norme di carattere penale che sanzionano il mancato adempimento degli obblighi di bonifica, collegano la pena non al momento in cui viene cagionato l’inquinamento o il relativo pericolo, ma alla mancata realizzazione della bonifica, che è l’attività necessaria a far cessare gli effetti di una condotta omissiva a carattere permanente. [C] Le acque emunte di regola devono essere ricondotte all’interno della categoria dei rifiuti liquidi, non potendosi in linea di principio ritenere che la norma di cui all’art 243 citato consenta una equiparazione tout court tra le acque di falda emunte nell’ambito di interventi di bonifica di siti inquinati e le acque reflue industriali

T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, gennaio 2014

Sulla norma che disciplina il regime delle spese e delle relative garanzie per il caso di interventi sui siti contaminati effettuati d'ufficio dall'autorità competente ai sensi dell'articolo 250 del D.lgs 152 del 2006

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, gennaio 2014

L’Adunanza Plenaria ha rimesso alla Corte di Giustizia la seguente questione pregiudiziale avente ad oggetto gli articoli 244, 245, 253 del D.lgs 152 del 2006, secondo i quali in caso di accertata contaminazione di un sito e di impossibilità di individuare il soggetto responsabile della contaminazione o di impossibilità di ottenere da quest’ultimo gli interventi di riparazione, non consentono all’autorità amministrativa di imporre l’esecuzione delle misure di sicurezza d’emergenza e di bonifica al proprietario non responsabile dell’inquinamento, prevedendo, a carico di quest’ultimo, soltanto una responsabilità patrimoniale limitata al valore del sito dopo l’esecuzione degli interventi di bonifica

T.A.R. Toscana, Sezione II, gennaio 2014

[A] Di regola il ricorso va notificato a tutte le amministrazioni che, nell'ambito della conferenza dei servizi, hanno espresso pareri o determinazioni. [B] Il principio di precauzione presuppone la deduzione di validi elementi idonei a contrastare ragionevolmente l'insediamento energetico. [C] Il provvedimento di VIA può (o meglio deve) contenere anche le prescrizioni impartite al soggetto proponente per la fase di esercizio dell'impianto. [D] Sull’obbligo di esame delle memorie dei documenti difensivi presentati dagli interessati nella conferenza di servizi

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, ottobre 2013

Sulla possibilità o meno di presentare ricorso per la tutela degli interessi ambientali attraverso l'impugnazione di atti amministrativi generali di valenza urbanistica e di natura pianificatoria o programmatoria qualora incidenti negativamente su profili ambientali

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, settembre 2013

L’Adunanza Plenaria rimette alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione pregiudiziale tesa a chiarire “se i principi dell’Unione Europea in materia ambientale ostino ad una normativa nazionale, quale quella delineata dagli articoli 244, 245, 253 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che, in caso di accertata contaminazione di un sito e di impossibilità di individuare il soggetto responsabile della contaminazione o di impossibilità di ottenere da quest’ultimo gli interventi di riparazione, non consenta all’autorità amministrativa di imporre l’esecuzione delle misure di sicurezza d’emergenza e di bonifica al proprietario non responsabile dell’inquinamento, prevedendo, a carico di quest’ultimo, soltanto una responsabilità patrimoniale limitata al valore del sito dopo l’esecuzione degli interventi di bonifica

T.A.R. Liguria, Sezione II, luglio 2013

Sulla possibilità o meno per il Comune di fare applicazione dell’art. 311 e seguenti del D.lvo 3.4.2006, n. 152 circa il recupero delle somme che lo Stato ha sborsato per porre riparo ai danni ambientali causati da taluno

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, luglio 2013

[A] Sulla legittimazione a ricorrere dei comitati ambientali non riconosciuti dal Ministero. [B] Sulla legittimazione a ricorrere delle singole persone fisiche

T.A.R. Campania Napoli, Sezione I, luglio 2013

Sulla denuncia di danno ambientale con la quale si richiede l'intervento statale del Ministero a tutela dell'ambiente ai sensi dell’art. 309 del D.lgs. 152 del 2006

T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, giugno 2013

A fronte di specifiche competenze circa la gestione della risorsa idrica e la vigilanza sullo stato della medesima, la ricerca del soggetto pubblico responsabile del rischio di inquinamento delle acque – derivante da una cattiva manutenzione del sito o, comunque, da una non adeguata vigilanza sul suo corretto uso – non va orientata sul soggetto “proprietario”, ma su quello che in effetti ne ha la gestione

T.A.R. Basilicata, Sezione I, giugno 2013

[A] Sull’art. 9 L. n. 241/1990 con il quale il legislatore ha ampliato la partecipazione al procedimento anche dei “portatori degli interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati”. [B] L’attività di preparazione dei conglomerati bituminosi non rientra tra quelle da sottoporre a verifica e/o screening

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, giugno 2013

[A] Il Collegio dubita dell’applicabilità dell’art. 182 c.p.c. alla nullità della procura nel processo amministrativo. [B] Sulla nozione di atto amministrativo implicito. [C] Non può giustificarsi l’impugnazione di atti da parte delle associazioni ambientaliste, quando non ne sia dimostrata, in concreto, la contestuale incidenza negativa su valori ambientali, per cui deve essere esclusa con riferimento ad atti volti soltanto all’utilizzazione del territorio

Consiglio di Stato, Sezione V, aprile 2013

Il giudice amministrativo può riconoscere, caso per caso, la legittimazione ad impugnare atti amministrativi incidenti sull'ambiente ad associazioni locali, indipendentemente dalla loro natura giuridica

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, aprile 2013

[A] Sulla differenza tra la totale e radicale demolizione dell’immobile e la demolizione parziale al fine del rispetto della sagoma preesistente. [B] Sulla possibilità o meno di richiedere un piano di smaltimento dei materiali in fibrocemento al momento del rilascio del titolo edilizio. [C] Sulle lavorazioni ritenute idonee ad impedire la decadenza di cui all’art. 15, comma 2, del D.P.R. n. 380/2001

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione I, marzo 2013

[A] Sulla possibilità o meno da parte dei sindaci di poter emettere provvedimenti di carattere contingibile ed urgente in materia ambientale. [B] Sulla possibilità o meno di insediare in zona agricola un impianto di frantumazione di sfridi edilizi e stoccaggio di inerti

T.A.R. Campania Napoli, Sezione I, gennaio 2013

Quand’anche non emerga una contaminazione del sito per gli effetti previsti dall’art. 242 del D.lgs. n. 152 del 2006, non è esclusa comunque l’esigenza di provvedere allo smaltimento dei rifiuti, a nulla rilevando che i medesimi siano stati interrati o miscelati con una matrice terrosa

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, gennaio 2013

[A] Sulla possibilità o meno che le sanzioni ripristinatorie previste dal D.Lgs. n. 22 del 1997 possano applicarsi a fattispecie svoltesi antecedentemente. [B] Sui valori di CSC da tenere in considerazione per i “suoli agricoli”. [C] La responsabilità dell'inquinatore e quella del proprietario si fondano su presupposti giuridici diversi ed hanno differente natura. [D] Chi subentra nella proprietà o possesso del bene subentra anche negli obblighi connessi all'onere reale. [E] L’imputabilità dell’inquinamento può avvenire per condotte attive ma anche per condotte omissive. [F] Sulla fase dicotomica della conferenza di servizi

T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, gennaio 2013

[A] La domanda di annullamento giurisdizionale di interventi pianificatori è esperibile non già da parte di qualsiasi associazione ambientalistica o comitato civico. [B] Sul sillogismo per cui ogni provvedimento o intervento urbanistico recherebbe, di per sé, implicazioni e ricadute in materia ambientale

T.A.R. Toscana, Sezione II, gennaio 2013

La curatela fallimentare non comporta necessariamente il dovere di adottare particolari comportamenti attivi, volti alla tutela sanitaria degli immobili destinati alla bonifica dei fattori inquinanti

Consiglio di Stato, Sezione IV, dicembre 2012

[A] Sul concetto di vicinitas dei singoli che insorgono avverso provvedimenti lesivi dal punto di vista ambientale. [B] Sul particolare procedimento di valutazione di impatto ambientale nelle opere di interesse strategico laddove interessa il progetto preliminare anziché il definitivo

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione II, dicembre 2012

[A] Sulla sufficienza o meno della “vicinitas” di un fondo o di un’abitazione all’area oggetto dell’intervento per radicare la legittimazione al ricorso. [B] Sulla specificità del ricorso in materia ambientale

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione II, dicembre 2012

Sulla sussistenza o meno della legittimazione ad agire delle associazioni e/o comitati ambientalisti nei confronti di atti aventi finalità urbanistica-edilizia

T.A.R. Toscana, Sezione II, dicembre 2012

Sui casi in cui sussiste l’obbligo di rimuovere il materiale contenente amianto

T.A.R. Piemonte, Sezione II, novembre 2012

[A] La qualifica di “operatore professionale”, in base al diritto comunitario dell’ambiente, fa sorgere una particolare posizione di controllo ambientale sull’attività svolta anche riguardo all’abbandono di rifiuti da parte di terzi. [B] Sulle terre e rocce da scavo contaminate da policlorobifenili. [C] Sulla carenza di giurisdizione riguardo all’impugnazione delle sanzioni amministrative ex art. 255 d.lgs. n. 152 del 2006. [D] Sull’ordinanza diretta al proprietario dell’area con la quale si intima di presentare un progetto di indagine ambientale ai sensi degli artt. 242 e 245 del D.lgs 152 del 2006. [E] Sulla sanabilità dell’omessa instaurazione del contraddittorio ai sensi dell’art. 192, comma 3, del d.lgs. n. 152 del 2006

Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2012

[A] Il giudice amministrativo può riconoscere, caso per caso, la legittimazione a impugnare atti amministrativi a tutela dell'ambiente a favore di associazioni locali (indipendentemente dalla loro natura giuridica). [B] Sulla differenza tra il permesso di ricerca e di coltivazione mineraria di CO2

T.A.R. Toscana, Sezione II, ottobre 2012

Sulla possibilità o meno che la curatela fallimentare, ed il liquidatore nel concordato preventivo con cessione dei beni, possa essere destinataria di ordinanze sindacali dirette alla bonifica di siti inquinati

C.G.A.R.S, ottobre 2012

[A] La legittimazione a ricorrere spetta non soltanto alle associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale individuate con decreto ministeriale ai sensi dell’art. 13 L 8 luglio 1986, n. 349, ma anche alle articolazioni regionali di tali associazioni, purchè rappresentative dell’interesse pregiudicato dall’atto impugnato. [B] Sulla tutela degli interessi ambientali e sull'impugnazione di atti amministrativi generali, di valenza urbanistica e di natura pianificatoria o programmatoria. [C] Sulle perplessità in ordine alle scelte di governo del territorio stante la sostanziale “delega” di ogni decisione in merito alla edificazione di ampie aree comunali, inclusa la tempistica delle relative realizzazioni, alle esclusive volontà di un privato e del Governo statunitense

T.A.R. Umbria, Sezione I, ottobre 2012

Il giudice amministrativo può riconoscere, caso per caso, la legittimazione ad impugnare atti amministrativi incidenti sull’ambiente anche ad associazioni a carattere locale

C.G.A.R.S., settembre 2012

[A] Sulla sussistenza di una legittimazione a ricorrere anche dei meri comitati spontanei che si costituiscano al precipuo scopo di proteggere l'ambiente, la salute e/o la qualità della vita delle popolazioni residenti su tale circoscritto territorio, oppure di quelle articolazioni territoriali di sodalizi nazionali. [B] Il piano paesistico, pur senza dubbio essendo uno strumento di programmazione, non soggiace a VAS. [C] Sulla distinzione tra piani paesaggistici “meri” e piani urbanistico-territoriali, che si suole assimilare ai «piani territoriali di coordinamento». [D] Un piano paesistico-territoriale privo di aspetti urbanistici non è assoggettato a VAS

T.A.R. Toscana, Sezione II, settembre 2012

Il proprietario, ove non sia responsabile della violazione, non ha l'obbligo di provvedere direttamente alla bonifica

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione II, settembre 2012

Le amministrazioni preposte alla tutela di beni di carattere ambientale/paesaggistico/culturale e storico-artistico (come in specie) possono far valere il loro "dissenso" solo ed unicamente all'interno della conferenza di servizi disciplinata dal D.lgs 259 del 2003

T.A.R. Umbria, Sezione I, agosto 2012

[A] Sulla competenza a ricorrere dell’associazione ambientale locale in tema di localizzazione di discariche o comunque di localizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. [B] Sulla possibilità o meno da parte del giudice di riconoscere, caso per caso, legittimazione ad impugnare atti amministrativi incidenti sull’ambiente anche ad associazioni a carattere locale. [C] La mera vicinanza di un fondo ad una discarica o ad un impianto di trattamento di rifiuti non legittima di per sé il proprietario frontista ad insorgere avverso il provvedimento od il contegno autorizzativo dell’opera

T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, luglio 2012

[A] L’ordinamento comunitario non osta a una normativa nazionale che vieti del tutto l’installazione di impianti eolici su siti appartenenti alla Rete Natura 2000, senza alcuna previa valutazione dell’incidenza ambientale del progetto sul sito specificamente interessato. [B] Che i divieti posti dalla Regioni possano avere carattere assoluto, in relazione alle “aree non idonee”, è desumibile da molteplici disposizioni del decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 10 settembre 2010

T.A.R. Lazio Roma, Sezione I Ter, luglio 2012

Sui diversi tipo di autorizzazione allo scarico disciplinate dall’art. 124 del D.P.R. 380 del 2001

T.A.R. Piemonte, Sezione I, luglio 2012

Sulla conclusione secondo la quale l’autorizzazione unica ex art. 208 del D.lgs 152 del 2006 produce l’effetto di variante automatica dello strumento urbanistico senza la necessità di preventiva valutazione ambientale strategica (VAS), ferma la sola disciplina in materia di VIA

Avv. Di Rosa. A.I.A. Modifiche non sostanziali

L’articolo 29-nonies, comma 1, del D.Lgs. 152/2006, a confronto con l’articolo 5, comma 1, del D.M. 24 aprile 2008

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Bis, luglio 2012

Sulla messa in sicurezza d’emergenza ai sensi del D.lgs 152 del 2006

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, luglio 2012

[A] La circostanza che la pubblica amministrazione non sia ancora riuscita a determinare l’effettiva responsabilità dell’inquinamento non può valere ad impedire e rendere illegittima l’adozione delle misure necessarie per procedere alla decontaminazione del sito. [B] Sulle aziende che subentrino, fisicamente o giuridicamente ad un’altra, e sulla possibilità o meno da parte lori di invocare il fatto che l’inquinamento sia ascrivibile a precedenti attività sul sito. [C] Sulla possibilità o meno di subordinare il diritto degli operatori interessati all’uso dei loro terreni alla condizione che essi eseguano le misure necessarie di riparazione dell’ambiente

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, giugno 2012

[A] L'art. 252, d.lg. n. 152 del 2006, in relazione ai siti di interesse nazionale, devolve al Ministero dell'Ambiente la sola competenza in merito alle procedure di bonifica. [B] L’art. 242 d.lgs. 152/2006 introduce un complesso iter diretto a porre in capo al soggetto inquinatore l'obbligo di procedere alla bonifica del sito contaminato

Consiglio di Stato, Sezione V, giugno 2012

[A] L’articolo 196 del D.lgs 152 del 2004 esclude che la realizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti debba avvenire necessariamente ed esclusivamente in aree industriale. [B] Il potere di pianificazione del territorio non può precludere del resto insediamenti industriali in zone a destinazione agricola, salvo che in via eccezionale, quando cioè si sia in presenza di un assetto agricolo di particolare pregio

T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, giugno 2012

Sull’incostituzionalità di una legge regionale che si pone in contrasto con la normativa statale vigente in materia di ambiente

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II, giugno 2012

[A] Sulla modifica inserita nell’art. 7 del d.lgs. n. 152/2006, dall’art. 2 del c.d. “terzo correttivo” in materia ambientale, resasi necessaria in ragione del fatto che tale decreto ha inserito, nella Parte Seconda del d.lgs. n. 152 del 2006, il nuovo Titolo III bis, nel quale è contenuta la disciplina dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA), in precedenza rinvenibile nel più volte decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59. [B] Sulle acque di scarico escluse dall’applicazione della disciplina sui rifiuti

C.G.A.R.S., giugno 2012

[A] Il carattere nazionale dell’associazione ambientali costituisce al tempo stesso presupposto del riconoscimento e limite della legittimazione speciale, che ha dunque carattere ontologicamente unitario. [B] Sulla legittimazione ad impugnare atti amministrativi incidenti sull’ambiente ad associazioni locali (indipendentemente dalla loro natura giuridica)

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione III, luglio 2011

Sulla verifica della legittimazione a ricorrere dell’associazione ambientalista alla luce della concreta attitudine dei provvedimenti a ledere gli interessi protetti e sulla distinzione tra interessi urbanistici ed ambientali

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, luglio 2011

Ai sensi dell'art. 192 D.lgs 3 aprile 2006, n. 152 l'Ente proprietario della strada ha l'obbligo di provvedere alla pulizia della stessa in modo da non creare danno o pericoli alla circolazione

T.A.R. Toscana, Sezione II, luglio 2011

[B] Nella Regione Toscana non sussiste alcuna competenza comunale in materia di disciplina dello spandimento di fanghi di depurazione in agricoltura, ai sensi del D.L. 27 gennaio 1992 n. 99. [B] La Regione Toscana, nell’ambito della sua potestà legislativa, con la l.r.25/1998, al relativo art. 7, non ha attribuito ai Comuni alcuna competenza in materia di rifiuti diversa dal servizio di gestione dei rifiuti urbani

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, giugno 2011

[A] Sulla legittimazione a ricorrere per Legambiente Lombardia. [B] Il piano per il governo del territorio previsto dalla L.R. Lombardia n. 12 del 2005 costituisce, nell’intenzione del legislatore regionale, uno strumento urbanistico generale di carattere innovativo, che vorrebbe porsi all’avanguardia anche in ambito nazionale, e quindi promuovere una disciplina della materia più accurata e consona alle esigenze della collettività. [C] Sulla esenzione o meno dal versamento degli oneri concessori per un albergo con annesso spazio per tenere congressi ed esposizioni che offra lavoro, in condizioni appropriate, a soggetti svantaggiati anche in seguito alla stipula di una convenzione con il Comune. [D] Sulla rilevanza o meno ai fini della debenza degli oneri concessori della natura di ONLUS

T.A.R. Piemonte, Sezione I, giugno 2011

Sulla censura che, con riferimento alla presenza di amianto nell’edificio e di un intervento di riutilizzo dello stesso, denuncia specificamente la violazione dell’obbligo di previo risanamento posto dall'art. 6, l.r. n. 42/2000, nonché dal principio comunitario di precauzione in materia ambientale

T.A.R. Toscana, Sezione II, aprile 2011

Nei procedimenti in materia di bonifica ambientale ai destinatari dei provvedimenti assunti dall’amministrazione deve essere consentita la preventiva partecipazione al relativo procedimento, ivi compresa l’esecuzione degli accertamenti analitici, da eseguirsi in contraddittorio

T.A.R. Toscana, Sezione II, aprile 2011

[A] Sul soggetto al quale compete di ordinare la rimozione dei rifiuti abbandonati, tra il Sindaco ed il dirigente. [B] Sul soggetto competente ad imporre ai soggetti responsabili dell’inquinamento di un sito di provvedere alla messa in sicurezza d’emergenza ed alla bonifica

T.A.R. Puglia Bari, Sezione III, marzo 2011

[A] Le misure di salvaguardia stabilite direttamente dalla legislazione quadro sulle aree protette (art 6 l. 394/91) non sono soggette ad alcun termine di decadenza. [B] Va ribadita, anche dopo l’entrata in vigore delle modifiche all’art 20 l.241/90 ad opera della l. 15/2005, la piena vigenza del silenzio assenso in materia ambientale codificato dall’art. 13 l. n. 394/91 sul nulla osta dell’Ente Parco

T.A.R. Sicilia Palermo, Sezione I, marzo 2011

[A] Non vi è alcun valido motivo per negare la legittimazione alle sezioni locali delle associazioni di tutela ambientale, giacché le disposizioni innanzi richiamate riconoscono in via generale tale legittimazione senza distinguere tra le varie articolazioni dell'associazione. [B] La necessità di elaborare dati scientifici e di condurre studi di osservazione e cartografia per definire le zone più importanti per la conservazione delle specie di cui alla direttiva 79/409, non costituisce esimente dell’obbligo di classificazione delle Z.P.S. [C] Sulla differenza tra il regime di protezione accordato dall’ordinamento nazionale alle Oasi di protezione e quello accordato dall’ordinamento comunitario e nazionale alle Z.P.S.

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, febbraio 2011

[A] Sulle carcasse di macchine agricole appoggiate direttamente sul terreno a cielo aperto e senza impermeabilizzazione alcuna. [B] E’ necessaria una autorizzazione per svolgere una attività di accumulo di "beni destinati alla rottamazione" elencati nel catalogo europeo dei rifiuti (CER) quali i veicoli e i pneumatici fuori uso, le batterie e gli accumulatori

T.A.R. Toscana, Sezione II, febbraio 2011

I parametri per MTBE e idrocarburi totali, relativi ai limiti di accettabilità per la contaminazione dei suoli e delle acque superficiali e sotterranee, non possono essere modificati né dall'Istituto Superiore di Sanità, né dalle conferenze di servizi

T.A.R. Toscana, Sezione II, gennaio 2011

[A] Sulla legittimazione a ricorrere da parte di un’associazione non riconosciuta territorialmente delimitata e sui principi di rappresentanza, articolazione territoriale, non occasionalità o contingibilità, attività di promozione, etc. [B] La mera presenza di una discarica o ad altro impianto per il trattamento e lo smaltimento (o recupero) di rifiuti anche a mezzo di termocombustione, non legittima automaticamente il proprietario di un bene residente nel Comune

T.A.R. Toscana, Sezione II, dicembre 2010

[A] Nell’ipotesi di bonifica di Siti di Interesse Nazionale, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare resta il soggetto principale del procedimento e la partecipazione del Ministero dello Sviluppo Economico si sostanzia, invece, nell’espressione di un parere obbligatorio. [B] Sulla conferenza di servizi decisoria e sull’art. 14-ter, comma 6-bis, legge n. 241/90 ove recita che la conclusione del procedimento deve avvenire con determinazione “motivata” dell’Amministrazione procedente. [C] Nei procedimenti in materia di bonifica ambientale, è necessario che la P.A. consenta ai destinatari delle prescrizioni stabilite dalla stessa P.A. di partecipare al relativo procedimento. [D] Tutte le decisioni in materia di bonifica ambientale devono essere assistite da un apparato motivazionale particolarmente rigoroso. [H] I parametri relativi ai limiti di accettabilità per la contaminazione dei suoli e delle acque superficiali e sotterranee non possono essere modificati né dall'Istituto Superiore di Sanità, né dalle conferenze di servizi. [I] Sulla gestione delle acque di falda emunte

T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, dicembre 2010

Ai fini della legittimazione a ricorrere non rileva tanto il grado di effettiva rappresentatività dell’associazione quanto il fatto che la stessa sia effettivamente operante a tutela di interessi categoriali

T.A.R. Toscana, Sezione I, dicembre 2010

[A] Deve essere esclusa la legittimazione ad agire dei comitati istituiti in forma associativa temporanea. [B] Il venir meno dell’efficacia di un piano urbanistico gravato da ricorso determina la caducazione della convenzione urbanistica

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, ottobre 2010

[A] Il reato ambientale ha natura di reato formale di pericolo che si consuma con la sola realizzazione di lavori. [B] Sulla sussistenza o meno del reato paesaggistico in caso di opere esclusivamente interne non percepibili dall'esterno, o di opere minime (contatore dell'elettricità sul muro di un fabbricato), o di costruzione in muratura all'interno di un preesistente capannone, o di un garage completamente interrato

T.A.R. Liguria, Sezione I, novembre 2010

Per legittimare il ricorso da parte delle associazioni ambientaliste i profili di gravame devono essere attinenti alla sfera di interesse (ambientale) dell'associazione ricorrente e non è quindi configurabile la proposizione di motivi aventi una diretta valenza urbanistico-edilizia

T.A.R. Toscana, Sezione II, ottobre 2010

La competenza ad emettere l'ordinanza di rimozione dei rifiuti in un'area interessata da deposito abusivo spetta al dirigente dell'ufficio tecnico comunale e non al sindaco

T.A.R. Abruzzo L’Aquila, Sezione I, luglio 2010

[A] Il provvedimento di messa in sicurezza e bonifica ben può essere notificato al proprietario al fine di renderlo edotto di tale onere, ma non può imporre misure di bonifica senza un adeguato accertamento della responsabilità. [B] Sul potere del sindaco di assumere provvedimenti contingibili ed urgenti e di prescrivere al proprietario di un sito inquinato di adottare misure di "messa in sicurezza d'emergenza" dell'area

T.R.G.A. Trento, luglio 2010

La mancata inclusione del metil terbutil etere (MTBE) nella tabella allegata al D.Lgs. n. 152 del 2006 non rappresenta ex se un elemento che precluda di affermarne la pericolosità. Fattispecie nella quale la E.R.G. Petroli S.p.A ha contestato il provvedimento dell’Azienda provinciale per i Servizi Sanitari, con il quale le è stato prescritto di attenersi, per la redazione del piano di caratterizzazione, per quanto riguarda la sostanza MTBE (metil terbutil etere), al V.C.G. (valore di concentrazione guida), per le acque sotterranee, di 10 microgrammi/litro

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione IV, giugno 2010

[A] Sulla sussistenza o meno della competenza del Comune ad emanare ordinanze contingibili e urgenti per la bonifica di un sito inquinato. [B] Sulla legittimità o meno dell’ordinanza di intervento indirizzata direttamente al proprietario dell’area inquinata

T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, maggio 2010

Sulla bonifica da parte del comune dei siti inquinati di proprietà di enti pubblici, seppur incolpevoli, e sui limiti in cui è possibile ripetere le somme pagate

T.A.R. Toscana, Sezione II, maggio 2010

[A] Gli atti del procedimento di bonifica dei siti di interesse nazionale, compresi quelli conclusivi, rientrano nella competenza tecnico-gestionale degli organi esecutivi (dirigenti). [B] Sull’obbligo di motivazione della determinazione conclusiva del procedimento ex art. 14-ter, comma 6-bis, L. 241 del 1990., sono state formulate più ipotesi. [C] Sui “rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda”. [D] Sull’orientamento giurisprudenziale secondo il quale occorrerebbe distinguere tra acque emunte dalla falda e successivamente reimmesse in questa

T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, aprile 2010

Sulla legittimazione a ricorrere contro un provvedimento amministrativo esplicante i suoi effetti nell’ambiente in cui vive il ricorrente

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, maggio 2010

L’ordinanza di rimozione dei rifiuti e di ripristino dell’area presuppone quantomeno il dolo o la colpa del soggetto intimato

T.A.R. Toscana, Sezione II, aprile 2010

[A] La valutazione di impatto ambientale, giacché finalizzata alla tutela preventiva dell’interesse pubblico, non si risolve in un mero giudizio tecnico, ma presenta profili particolarmente elevati di discrezionalità. [B] Sul principio comunitario di “precauzione”

Ancora incertezze in materia di bonifiche

Ancora incertezze in materia di bonifiche. A cura dell'Avv. Silvano Di Rosa

T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, febbraio 2010

Sulla procedura di screening che consiste nella sottoposizione di determinati interventi, astrattamente idonei a cagionare un rilevante impatto sull’ambiente, a una verifica preliminare al fine di accertare la sussistenza dei presupposti per l’esperimento della procedura di valutazione di impatto ambientale

T.A.R. Campania Napoli, Sezione V, gennaio 2010

Sul diritto di accesso alle informazioni relative allo stato dell'ambiente e del paesaggio nel territorio nazionale, giusta anche le previsioni della Convenzione di Aarhus, e sui limiti entro i quali tale diritto deve comunque essere esercitato

T.A.R. Marche, Sezione I, novembre 2009

[A] La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità di leggi regionali che avevano introdotto divieti alla circolazione dei rifiuti speciali. [B] Sulla legittimità del Piano regionale delle Marche che vieta alle sole discariche di I categoria la ricezione di rifiuti speciali provenienti da fuori regione. [C] Sarebbe palesemente irrazionale ammettere che le Regioni debbono, nell’ambito della pianificazione relativa ai rifiuti prodotti nel proprio territorio, limitare la movimentazione dei rifiuti speciali, mentre analoghi limiti non potrebbero essere imposti con riferimento a rifiuti della medesima tipologia di provenienza extra regionale

T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, ottobre 2009

[A] La fattispecie del mero abbandono o deposito di rifiuto - che coinvolge anche i proprietari delle aree - va distinta da una situazione di vero e proprio inquinamento di un determinato sito. [B] La doverosità degli accertamenti indirizzati ad individuare con specifici elementi i responsabili dei fatti di contaminazione, l’imputabilità dell’inquinamento può avvenire per condotte attive ma anche per condotte omissive

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, settembre 2009

[A] Sul ricorso concernente il verbale di accertamento dell’inottemperanza alla precedente ingiunzione di demolizione di opere edilizie abusive, redatto dal personale della Polizia Municipale. [B] Sull’ammissibilità o meno della realizzazione di una discarica in zona agricola

T.A.R. Piemonte, Sezione I, settembre 2009

[A] Sulla giurisprudenza amministrativa, intervenuta nel corso degli anni, intorno alla tematica della legittimazione a ricorrere delle associazioni e dei comitati per l’annullamento di provvedimenti amministrativi incidenti su interessi ambientali e paesaggistici. [B] Sulla legittimazione di una persona fisica ad impugnare addirittura atti di localizzazione di discariche e di impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti solidi urbani. [C] Il procedimento definito dall’art. 12 del d.lgs. n. 387/2003, dominato dalla conferenza di servizi e inteso al rilascio dell’autorizzazione unica alla realizzazione di impianti produttori di energia dallo sfruttamento di FER ha carattere omnicomprensivo. [D] Non costituiscono rifiuto e possono quindi essere tipicamente e propriamente utilizzati nell’alimentazione di un impianto di produzione di energia da biomasse vegetali gli scarti legnosi dell’agricoltura e i residuati della lavorazione esclusivamente meccanica del legno. [E] L’art. 12 del d.lgs. 29.2.2003, n. 387 impone unicamente la contestuale partecipazione alla conferenza di servizi, di tutte le Amministrazioni interessate, ma nulla stabilisce quanto alle modalità con cui esse possono esternare la loro valutazione

T.A.R. Molise, Sezione I, maggio 2009

L’esplicita legittimazione, ai sensi degli articolo 13 e 18 della legge 8 luglio 1986 n. 349, delle associazioni ambientalistiche di dimensione nazionale e ultraregionale all’azione giudiziale non esclude, di per sé sola, analoga legittimazione ad agire in un ambito territoriale ben circoscritto, e ciò anche per i meri comitati spontanei

T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, novembre 2008

La legittimazione all'azione giudiziale in materia ambientale, ai sensi degli art. 13 e 18 l. 8 luglio 1986 n. 349, alle associazioni ambientaliste di dimensione nazionale e ultraregionale non esclude, che analogo riconoscimento possa avvenire in favore degli organismi, comitati o associazioni

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, febbraio 2008

Sull’evoluzione normativa in materia di terre e rocce da scavo

T.A.R. Toscana, Sezione II, febbraio 2008

Sull’interpretazione dell’art. 8 sub b) del decreto legislativo n. 22 del 1997, che esclude dal campo della disciplina sui rifiuti quelli “risultanti dalla prospezione, dall’estrazione, dall’ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento delle cave”

Pubblicato il D.Lgs. gennaio 2008, n. 4

E` stato pubblicato il D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4 (GU n. 24 del 29-1-2008- Suppl. Ordinario n. 24) contenente “Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale”

T.A.R. Abruzzo L’Aquila, dicembre 2006

[A] Sulla legittimazione o meno delle articolazioni territoriali delle Associazioni di protezione ambientale ad intervenire nel giudizio per danno ambientale. [B] Sulla sussistenza o meno della legittimazione a ricorrere dei proprietari di terreni e fabbricati adiacenti al sito nel quale è localizzata l’opera

Master in Diritto Ambientale. Norme e procedure

Raccolta delle manifestazioni di interesse per l'organizzazione del Master in "Diritto Ambientale". Organizzazione Omniavis S.r.l.

Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2006

[A] Sulla legittimazione ad agire in un ambito territoriale ben circoscritto degli organismi, comitati o associazioni diversi dalle associazioni riconosciute. [B] Sulla partecipazione al procedimento dei comitati locali e sulla conseguente legittimazione processuale. [C] Sull’esistenza di un duplice sistema di accertamento della legittimazione ad agire delle associazioni ambientaliste

Regione Toscana. Decreto Legislativo marzo 2006, n. 157

La Regione Toscana solleva la questione di legittimità costituzionale. Affidamento di incarico all’Avvocatura regionale. Delibera n. 451 del 19/06/2006

Decreto legislativo 152/06. Decreti per le rocce e terre da scavo

Decreto legislativo 152/06. Decreti per le rocce e terre da scavo

T.A.R. Liguria, Sezione I, aprile 2006

Sulla legittimazione o meno delle associazione ambientaliste a ricorrere avverso atti che incidono sul territorio, laddove l’area non sia gravata da alcun vincolo

Testo Unico Ambiente. Ricorso della Regione Calabria

La Regione Calabria ricorrerà alla Corte Costituzionale contro il decreto legislativo che riforma completamente il settore ambientale

Testo unico dell'Ambiente

Il Consiglio dei Ministri del 29 marzo 2006 ha approvato il decreto legislativo recante "Norme in materia ambientale"

Convegno. Il nuovo Testo Unico in materia ambientale (Rinviato)

Rinviato il convegno organizzato per il 27 marzo 2006 dalla Provincia di Firenze

Il codice dell'Ambiente non entra in vigore

Il Presidente della Repubblica rinvia al Governo il decreto

Convegno. Il nuovo Testo Unico in materia ambientale

Firenze, Via Ginori 10, 27 marzo 2006, ore 9.30 - 13.30. Sala Est-Ovest della Provincia di Firenze – Organizzato nell’ambito del Progetto SPIC

Testo Unico Ambientale. Approvato dal Consiglio dei Ministri in data febbraio

Varato il ''Codice dell'Ambiente”. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo, in terza lettura, al decreto legislativo sull'ambiente che razionalizza la normativa ambientale in sei settori chiave

T.A.R. Lazio Roma, Sezione II, ottobre 205, n. 8001

Le associazioni ambientaliste riconosciute ai sensi dell’art. 13 l. 349/86 non possono impugnare gli atti con valenza urbanistica

Testi unici ambiente. Regioni contro Ministero

Gli assessori regionali rivendicano la partecipazione degli enti locali

Ambiente, nuove norme per impianti incenerimento rifiuti

Il Consiglio dei Ministri ha dato definitivamente attuazione alla direttiva CE 2000/76 che, dettando misure rigorose per gli impianti di incenerimento o di coincenerimento, impedisce di fatto gli spostamenti transfrontalieri di rifiuti verso impianti che operano a costi inferiori

Cassazione Penale, Sezione III, dicembre 2004, n. 48118

La nozione di bosco non riconducibile ad ogni diversa tipologia della cosiddetta macchia mediterranea

Autorizzazione ambientale unica integrata

Autorizzazione ambientale unica integrata. Obbligatoria per tutti gli impianti con elevata potenzialità di inquinamento


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