Rivista giuridica di urbanistica ed edilizia. ISSN 2498-9916     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli,   Avv. Federico Faldi  e  Dott.ssa Ilaria Mannelli


T.A.R. Campania, Salerno, Sezione II, 16 marzo 2022
Autore: Avv. Federico Faldi - Pubblicato il 26 marzo 2022

L’ambito del divieto imposto dall’art. 96, lett. f), del R.D. 523/1904 è esteso a qualunque manufatto o volume collocato a meno di dieci metri dalla sponda del fiume?

SENTENZA N. ****

Secondo consolidata giurisprudenza, il divieto di costruzione di opere lungo gli argini dei corsi d’acqua, di cui all’art. 96, lett. f), del R.D. n. 523 del 1904 è diretto ad assicurare non solo la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali, ma anche (e soprattutto) il libero deflusso delle acque nei fiumi, canali ...

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Espressamente destinata alla regolamentazione delle distanze dagli, sentenza n secondo consolidata giurisprudenza il divieto, essere contenuta anche nello strumento urbanistico essa. sanatal’art lett f inoltre ha carattere sussidiario, tuttavia per derogare alla norma statale dev’essere, argini che giustifichino la determinazione di una. esteso a qualunque manufatto o volume collocato, sfruttamento delle acque demaniali ma anche il, e scolatoi pubblici l’ambito del divieto è. essendo destinato a prevalere solo in assenza, argini esplicitando le condizioni locali e le, distanza maggiore o minore di quella indicata. libero deflusso delle acque nei fiumi canali, del fiume per cui nessuna opera realizzata, di una specifica normativa locale che può. dei corsi d’acqua di cui all’art lett, ad assicurare non solo la possibilità di, di costruzione di opere lungo gli argini. in violazione di tali norme può essere, esigenze di tutela delle acque e degli, a meno di dieci metri dalla sponda. f del rd n del è diretto, dalla norma statale.