Rivista giuridica di urbanistica ed edilizia. ISSN 2498-9916     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli,   Avv. Federico Faldi  e  Avv. Gherardo Lombardi


Regione Toscana. PIT - Più forte il ruolo della Regione
Autore: francesco - Pubblicato il 1 luglio 2007
I Comuni avranno la titolarità dei procedimenti, ma non faranno più da soli e nelle scelte, nei Piani strutturali fino ai Regolamenti urbanistici comunali, anche la Regione svolgerà un ruolo di verifica, di coerenza delle previsioni e degli interventi previsti
D’Angelis: “Abbiamo fatto un bel passo avanti verso il varo del Piano previsto per il 25 luglio”. Conti: “Siamo in una stagione più avanzata dell’urbanistica toscana e della tutela del paesaggio”.

Il Piano di indirizzo territoriale (Pit) che contiene il Codice del paesaggio, è la migliore risposta allo scandalo urbanistico di Campi Bisenzio (Fi) o al caso Monticchiello (Si).

Oggi voltiamo pagina e con l’analisi delle osservazioni, molte delle quali accolte e recepite, abbiamo prodotto un significativo passo avanti verso il traguardo dell’approvazione definitiva dello strumento più qualificante della legislatura prevista nella seduta del Consiglio regionale del 25 luglio prossimo”.

E’ soddisfatto il presidente della commissione Territorio e ambiente, Erasmo D’Angelis, al termine della seduta di giovedì 28 giugno in Palazzo Panciatichi, che ha analizzato le circa 20 osservazioni pervenute da parte di istituzioni, enti, categorie economiche e sociali, cittadini e comitati, associazioni ambientaliste.

Dopo il voto sulla sua adozione, oltre due mesi fa (4 aprile ndr), l’iter istituzionale prevedeva 60 giorni di tempo per le osservazioni e così la commissione consiliare ha dedicato la seduta quasi interamente al PIT.

Sul tema del paesaggio e della qualità dell’urbanistica c’è giustamente una grande attenzione – ha spiegato l’assessore regionale al Territorio, Riccardo Conti - e il confronto è aperto da mesi, anche con i comitati.

Ma il PIT e il Codice del paesaggio e dei beni culturali costituiranno il nostro segnale forte per la difesa della buona urbanistica e della qualità del territorio.

Le osservazioni, presentate anche da Autorità di Bacino, Confindustria, Italia Nostra, alcuni Comuni, Unicoop e comitati, riguardavano diversi temi: dalle regole per la tutela del territorio agli strumenti di partecipazione dei cittadini, dalla difesa del patrimonio montano, collinare e costiero alle normative paesaggistiche, dalle norme di salvaguardia alla rinaturalizzazione del centri urbani.

Il Pit detta regole per la pianificazione regionale sostenibile con l’obiettivo del contenimento dell’espansione edilizia a partire dalle zone collinari, della riqualificazione delle periferie urbane, della salvaguardia della costa.

La tutela del paesaggio trova, infatti, norme e strumenti incisivi e concreti, anche a partire dai procedimenti di valutazione critica di tutte le previsioni inserite nei vecchi piani regolatori attraverso una “salvaguardia” a tutti gli atti di pianificazione pregressa.

Ogni previsione “pregressa” passerà infatti al vaglio di una verifica della Regione e, se non risulterà coerente con i nuovi indirizzi del Piano, sarà cancellata o riprogettata.

“Il ruolo della Regione – ha concluso il presidente D’Angelis – sarà più forte e autorevole. I Comuni avranno la titolarità dei procedimenti, ma non faranno più da soli e nelle scelte, nei Piani strutturali fino ai Regolamenti urbanistici comunali, anche la Regione svolgerà un ruolo di verifica, di coerenza delle previsioni e degli interventi previsti”.


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