Rivista giuridica di urbanistica ed edilizia. ISSN 2498-9916     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli,   Avv. Federico Faldi  e  Avv. Gherardo Lombardi


Approvato in Consiglio regionale il primo piano d'indirizzo per la montagna
Autore: francesco - Pubblicato il 27 settembre 2004
Raddoppiati i fondi per lo sviluppo dei territori montani della Toscana


Franci: "Adesso è possibile rendere più incisivo e organico l'intervento regionale"

22/09/2004 - Raddoppiati i fondi destinati al finanziamento degli interventi per lo sviluppo della montagna. Lo stabilisce il piano d'indirizzo per le montagne toscane, che è stato approvato ieri dal Consiglio regionale. Ogni anno, nel triennio 2004-2006, le risorse destinate alla promozione degli strumenti a sostegno delle politiche regionali per lo sviluppo delle zone montane saranno pari a circa 6 milioni di euro: circa 3 milioni derivanti dalla quota attribuita alla Regione Toscana dal Fondo nazionale per la montagna e gli altri 3 milioni, che per la prima volta vanno a raddoppiare le risorse nazionali, dalle risorse del bilancio regionale per gli interventi nelle zone montane. In tutto circa 18 milioni di euro che vengono integrati dalle risorse del Fondo di rotazione - pari a 1 milione di euro e costituito con la legge regionale 37/2004 per incentivare la progettualità da parte delle comunità montane - che anticipa le spese necessarie all'elaborazione e alla redazione di progetti e studi finalizzati allo sviluppo dei territori montani. "E' un importante riconoscimento del peso che la montagna ha nella storia e nell'identità di questa regione - afferma l'assessore all'ambiente e alle politiche per la montagna Tommaso Franci. Grazie al primo piano di indirizzo per le montagne di cui la Regione Toscana si è dotata, e al Fondo di rotazione, sarà possibile rendere più incisivo e organico l'intervento regionale a favore dei territori montani e dare un impulso reale allo sviluppo di comunità svantaggiate dal punto di vista economico e dei servizi alla popolazione". Il piano di indirizzo, che rientra tra gli strumenti della programmazione regionale di carattere intersettoriale, è il punto di arrivo di un percorso avviato dalla Regione nel 2002, in occasione dell'anno internazionale delle Montagne, per fare il punto sulla situazione delle proprie montagne e definire un complesso di politiche efficaci a favore dei territori montani. Base e presupposto del Piano di indirizzo è la Carta delle Montagne, approvata nel 2002 dai rappresentanti delle associazioni degli enti locali e delle categorie economiche in sede di concertazione istituzionale e generale. Il documento fissava impegni, obiettivi e percorsi condivisi per contrastare il graduale processo di abbandono e degrado e la tendenza allo spopolamento delle aree montane della nostra regione offrendo migliori condizioni di vita e lavoro e una migliore accessibilità ai servizi, per incentivare le attività produttive, sia tradizionali che innovative, ma anche per valorizzare le risorse culturali, sociali, economiche e naturali. "Il piano di indirizzo - spiega Franci - va oltre la Carta e pone le basi per una sperimentazione di governance per il cui funzionamento è necessario un continuo raccordo e coordinamento tra le politiche regionali e quelle locali. Lo strumento di cui ci siamo dotati affida infatti un ruolo centrale alle comunità montane, potenziandone la capacità di programmazione e di utilizzo delle risorse nel rispetto dei principi di sussidiarietà, adeguatezza, coesione istituzionale e semplificazione. Potremo così puntare con decisione sugli obiettivi del piano, a partire dall'individuazione delle diverse caratteristiche dei territori montani per elaborare politiche di intervento efficacemente correlate alle diverse esigenze dell'ecosistema, delle popolazioni, delle reti infrastrutturali, dei servizi e dei sistemi produttivi locali". "Tra gli altri obiettivi - conclude l'assessore - intendiamo sottolineare due priorità: la valorizzazione delle risorse culturali, sociali, economiche e naturali dei territori montani, a partire dalle quali è opportuno che siano costruite le iniziative di sviluppo, e il miglioramento dell'efficacia delle azioni di protezione dei territori montani dai rischi connessi alla fragilità degli ecosistemi, con riguardo particolare alla prevenzione del rischioidrogeologico, alla tutela della biodiversità e della risorsa idrica". Soddisfazione anche da parte di Francesco Pifferi, presidente dell'Uncem Toscana, che sottolinea come "questo importante piano arrivi a completare un percorso virtuoso, iniziato in Regione nel 1996 con l'approvazione della legge 95 e con il piano obiettivo per la montagna toscana, e che ha permesso di superare un errore culturale metodologico, ovvero il considerare le montagne toscane come un problema piuttosto che come una risorsa. Ma il piano - ha concluso Pifferi - si spinge oltre in quanto sintetizza tutti gli interventi strutturali che la Regione ha già approvato e reso operativi negli ultimi anni, compiendo così un passo decisivo verso politiche di intervento fatte non solo di dichiarazioni di intenti ma di provvedimenti concreti guidati da un approccio integrato e intersettoriale".

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