Rivista giuridica di urbanistica ed edilizia. ISSN 2498-9916     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli,   Avv. Federico Faldi  e  Avv. Gherardo Lombardi


Regione Toscana. Proposta di legge regionale n. 14 del 17 maggio 2005
Autore: francesco - Pubblicato il 17 giugno 2005
Prime disposizioni in materia di appalti pubblici in attuazione della riforma del titolo V della Costituzione. Divieto di subappalto nell’esecuzione di tutti i contratti pubblici nel territorio della Regione Toscana
D’iniziativa dei Consiglieri:
Luciano Ghelli
Eduardo Bruno
Giuseppe Bertolucci

RELAZIONE
La presente proposta di legge intende vietare il subappalto nell’esecuzione di tutti i contratti pubblici nel territorio della Regione Toscana.

Con riferimento all’argomento di questa proposta di legge, la riforma del titolo V della Costituzione ha aperto, accanto a numerosi interrogativi, alcune fondamentali certezze. Rientra ormai nella competenza esclusiva (o residuale, secondo alcuni) regionale, la disciplina degli appalti che vengono assegnati nella Regione Toscana, fatta ovviamente eccezione per gli appalti di competenza statale, se connessi alle competenze esclusive riservate allo Stato dal comma 2 del nuovo articolo 117 della Costituzione. Si tratta dell’apertura di uno spazio di grande significato, dal momento che, pur vincolata, come è logico, alle normative europee nel settore, la Regione oggi può legiferare avendo come riferimento giuridico nazionale la sola costituzione e non anche, come nella situazione antecedente alla modifica del Titolo quinto, le leggi dello stato nella materia. Una situazione del genere rimane nelle materie cosiddette di legislazione concorrente (comma 3 del nuovo articolo 117), ma non più in quella degli appalti.

Occorre naturalmente riferirsi agli appalti pubblici per l’acquisto di forniture, ad appalti pubblici per la fornitura di servizi, ad appalti pubblici per l’esecuzione di lavori pubblici. In ciascuna delle tre suddivisioni della contrattualistica pubblica esistono puntuali direttive europee, tutte trasposte nell’ordinamento interno con strumenti legislativi come il D.Lgs. 24 luglio 1992, n. 358 per le forniture, il D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 157 per i servizi, il D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 158 per i settori cosiddetti esclusi, la legge 109/94 per i lavori pubblici. Nella nuova situazione, i riferimenti che residuano alla Regione nella sua attività legislativa sono soltanto le normative europee ed, eventualmente, quelle che lo stato potrebbe emanare dopo la modifica costituzionale a tutela della concorrenza o simili, ma non più i quattro provvedimenti citati.

La legislazione regionale esistente è già completa per quanto riguarda gli appalti di forniture e servizi di pertinenza della Regione; la legge regionale L.R. 8 marzo 2001, n.12 disciplina espressamente tali appalti per i valori inferiori alle soglie europee.

All’interno di questa legge può essere inserita una puntuale modifica volta a vietare espressamente il subappalto. Accanto a questa si rende tuttavia necessario inserire una disposizione di divieto a carattere generale che vincoli tutte le amministrazioni pubbliche operanti in Toscana, fatti salvi gli appalti connessi a materie di competenza esclusiva dello Stato, a norma del secondo comma del nuovo articolo 117.

Diverso e alquanto più complesso è il caso dei lavori pubblici. Non c’è legislazione regionale e, per quanto di competenza, si applica la legge 109 del 1994 e le sue successive modifiche. Tale legge regola sia gli appalti soggetti, in quanto rientranti nella relativa soglia d’importo, alle normative europee, sia quelli cosiddetti sottosoglia. La 109 è inoltre corredata da una serie di discipline attuative (prequalificazione delle imprese, regolamento generale d’esecuzione, capitolato speciale d’appalto), che fino a quando non si sarà provveduto con legge regionale a disporre diversamente, vincolano la Regione al rispetto in ogni dettaglio (o almeno così si argomenta da parte di chi ritiene che l’entrata in vigore della riforma del titolo V non ha un effetto abrogativo automatico sulle leggi che, come ad esempio la 109/94, prevedono la propria applicazione anche alle Regioni, fino a quando le stesse non avranno adottato proprie legislazioni in materia). S’impone dunque al riguardo una scelta: se, con semplice norma di rinvio, prevedere l’applicazione in Toscana della legge 109/94 e dei regolamenti di attuazione fino all’emanazione di apposita legge regionale, inserendo tuttavia una espressa modifica della disciplina volta a vietare il subappalto; oppure, in alternativa, limitarsi a vietare in senso generale il subappalto per tutti i contratti di esecuzione di lavori pubblici in Toscana, senza richiamare la normativa statale (accedendo in questo caso all’interpretazione di chi ritiene che l’entrata in vigore della riforma costituzionale ha prodotto un effetto abrogante sulle norme che regolano in senso diverso i rapporti fra legislazione statale e legislazione regionale).

Si impone ovviamente anche la previsione di una norma transitoria per fare salvi i contratti in corso di esecuzione o, eventualmente, anche quelli per i quali i relativi bandi siano già stati emanati e non sia ancora pervenuta all’aggiudicazione.

INDICE

Articolo 1 - (Oggetto)
Articolo 2 - (Appalti di lavori pubblici – Divieto di subappalto)
Articolo 3 - (Appalti di forniture e servizi – Divieto di subappalto - Modifiche alla legge regionale 8 marzo 2001, n. 12).
Articolo 3 - (Appalti di forniture e servizi – Divieto di subappalto - Modifiche alla legge regionale 8 marzo 2001, n. 12).
Articolo 4 - (Norma transitoria)

Articolo 1
(Oggetto)

La presente legge detta prime disposizioni in materia di appalti pubblici nella regione Toscana in adeguamento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), che ha assegnato alla competenza residuale delle Regioni la materia degli appalti pubblici regionali e infraregionali.

Articolo 2
(Appalti di lavori pubblici – Divieto di subappalto)

La disciplina nazionale dei lavori pubblici e i relativi regolamenti di attuazione si applicano in Toscana fino all’entrata in vigore della legge regionale in materia di lavori pubblici, fatto salvo quanto previsto al comma 2.
Il subappalto è vietato. Non si applicano in Toscana le norme recate in proposito dalle discipline richiamate nel comma 1.

Articolo 3
(Appalti di forniture e servizi – Divieto di subappalto - Modifiche alla legge regionale 8 marzo 2001, n. 12)

In tutti i contratti pubblici per l’acquisto di forniture e di servizi è vietato il subappalto.
L’articolo 29 della legge regionale 8 marzo 2001, n. 12 (Disciplina dell’attività contrattuale regionale), è così sostituito:
“Art. 29 – (Subappalto e cessione del contratto – Divieto)
Il subappalto è vietato.
È vietata la cessione totale o parziale del contratto.”

Articolo 4
(Norma transitoria)

Le disposizioni della presente legge non si applicano ai contratti già aggiudicati o in corso di esecuzione alla data della sua entrata in vigore.
Le disposizioni della presente legge non si applicano ai contratti non ancora aggiudicati ma dei quali sia già stato pubblicato il relativo bando alla data della sua entrata in vigore.

Luciano Ghelli

Eduardo Bruno

Giuseppe Bertolucci


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