Rivista giuridica di urbanistica ed edilizia. ISSN 2498-9916     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli,   Avv. Federico Faldi  e  Avv. Gherardo Lombardi


Condono, la Toscana vara il condono
Autore: francesco - Pubblicato il 7 settembre 2004
Più severa e costosa rispetto al resto d'Italia. La sanatoria entrerà in vigore dopo il sì del consiglio regionale - 06.09.2004
07/09/2004 -

Condono edilizio ancora più stretto in Toscana. L'ultimo giro di vite riguarda gli edifici agricoli: chi otterrà la sanatoria per ampliamenti fino a un massimo di 300 metri cubi (ma non oltre il 30% dell'esistente) dovrà mantenere la destinazione d'uso per vent'anni. Un capannone non potrà diventare villetta. E nemmeno bottega.

Ieri sera la giunta regionale - guidata da un Claudio Martini di nuovo polemico con il governo Berlusconi dopo le frasi misurate, da ambasciatore nazionale, durante la missione economica in Polonia e Romania - ha varato il testo definitivo della legge che regolerà le sanatorie. Una legge che conferma il limite di 100 metri cubi per le abitazioni e di 300 per le strutture produttive. Al contrario del decreto del governo che consente di arrivare a 750 metri cubi. Significa che non esiste più unità nazionale, almeno in questa materia. E vuole anche dire che gli abusivi, per esempio della Lombardia, potranno mettersi al riparo da multe e denunce grazie a regole più permissive e a sanzioni meno pesanti. Perché anche riguardo ai costi la Toscana ha scelto la linea pesante: la misura minima dell'oblazione da pagare allo Stato è di 516 euro (un milione ton-do di vecchie lire), alla quale viene aggiunta una cifra riferita ai metri quadrati da condonare (da 60 a 150 euro a metro quadrato a seconda dal tipo di abuso) e un altro 10% da versare ai Comuni proprio per finanziare "le politiche di repressione degli abusi edilizi". Ossia l'abusivo paga perché i controlli aumentino. Non basta ancora: ai Comuni dovranno versati oneri di urbanizzazione doppi.

La logica di Martini, riproposta da Riccardo Conti, assessore all'urbanistica, nell'improvvisata conferenza stampa tenuta dopo la riunione della giunta, è che la Toscana vara il condono soltanto perché costretta. Va ricordato che la sentenza della Corte Costituzionale ha riconosciuto al governo la possibilità di decidere condoni per far cassa. Senza una legge regionale di attuazione, sarebbero stato applicato ai toscani il condono "largo" deciso a livello nazionale. Invece la giunta di centrosinistra ha voluto distinguersi. Anche per evitare di essere scavalcata da posizioni più barricadere: il blocco della destinazione d'uso ventennale per gli edifici agricoli ampliati pare l'abbiano voluto con forza i Verdi.

E aumenta il lavoro per i professionisti e per gli uffici. Dal momento che il nuovo testo annulla la validità delle domande già presentate. Bisognerà rifarle. Quando? Esiste una certezza solo sulla scadenza: 10 dicembre. Ma quando si potrà cominciare a presentarle? Dipenderà dal dinamismo del Consiglio regionale. Al quale la giunta trasmetterà il testo oggi. Poi dovranno riunirsi le commissioni. Quindi ci sarà il voto in aula. Probabilmente fra un mese. Con l'immediata eseguibilità: vuol dire che la legge entrerà in vigore nel giro di qualche giorno, giusto il tempo di pubblicarla sul Bur, il bollettino del-la Regione.

Va precisato che la domanda ha un valore doppio: da una parte sana l'abuso dal punto di vista amministrativo, ma dall'altra evita problemi sotto il profilo penale. Sul quale la Regione non ha alcun potere. Potremmo registrare anche situazioni curiose: abusivi che, presentando la domanda, evitano la galera. Ma si vedono abbattere ugualmente il fabbricato perché le regole toscane sono molto più severe di quelle nazionali.

Sandro Bennucci (www.regione.toscana.it)

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