Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione.
Premassima
a) Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione.
b) Requisiti per l'esercizio dell'attività di agriturismo con omministrazione di alimenti e bevande.
c) Quesito
Testo integrale
La Legge 20 febbraio 2006, n. 96, riguardante la “DISCIPLINA DELL’AGRITURISMO”, all’art. 2, comma 3, stabilisce che le attività agrituristiche possono essere di vario genere, fra cui in particolare alla “…lett a) dare ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori; mentre alla (…)lett. b)somministrare pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole della zona, ivi compresi i prodotti a carattere alcoolico e superalcoolico, con preferenza per i prodotti tipici e caratterizzati dai marchi DOP, IGPM IGT, DOC E DOCG o compresi nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, secondo le modalità indicate nell’articolo 4, comma 4.
Da tale disposizione, si evince dunque che l’attività delle aziende agrituristiche può sostanziarsi in una diversificata offerta di servizi, come sancito al citato art.2, comma 3, lettere a), b) c) e d). Ciò non significa però che all’interno di un’azienda agrituristica, per essere definita tale, debbano svolgersi tutte le attività descritte nel predetto comma; gli imprenditori agricoli possono infatti esercitare soltanto una fra dette attività
Per attività agricole si intendono le attività di ricezione ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile, anche nella forma di società di capitali o di persone, (…) attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali (cfr. art. 2, comma 1, L. 96/06).
Affinché l’organizzazione dell’ attività agrituristica non abbia dimensioni tali da perdere i requisiti di connessione rispetto all’attività agricola, le regioni e le province autonome definiscono criteri per la valutazione del rapporto delle attività agrituristiche rispetto alle attività agricole che devono rimanere prevalenti, con particolare riferimento al tempo di lavoro necessario all’esercizio delle stesse attività (cfr. art. 4, comma 2, L. 96/06).
L’attività agricola si considera comunque prevalente quando le attività di ricezione e di somministrazione di pasti e bevande interessano un numero non superiore a dieci ospiti (cfr. art. 4, comma 3, L. 96/06).
Per quel che concerne poi i requisiti professionali occorre operare il seguente richiamo normativo. La stessa legge n. 96, infatti, all’art. 7, comma 1 (Abilitazione e disciplina fiscale), prevede che “… Le regioni disciplinano le modalità per il rilascio del certificato di abilitazione all’esercizio dell’attività agrituristica. (….)”. Appare chiaro, quindi, che ai fini dei requisiti necessari per l’avvio e lo svolgimento di un’attività di agriturismo è indispensabile il possesso del predetto certificato di abilitazione all’esercizio, conseguito secondo le previsioni normative regionali.
Nessun ulteriore requisito è invece previsto per l’esercizio dell’attività di somministrazione rientrante nell’attività agrituristica nei limiti di cui al già citato articolo 2, comma 3, lett. b) della L. n.96/06.
Di conseguenza ed in base a quanto richiesto, si rileva che per l’esercizio di tale specifica attività di somministrazione, non è necessaria l’acquisizione dei requisiti, prescritti dall’art. 2 della L. 287/91 e dall’art. 3, c. 1, lett. a) della L. 248/2006 (cfr. anche il punto 2. della Circolare n. 3603 del 28.9.2006, scaricabile dal sito di questa Amministrazione).
IL DIRETTORE GENERALE