Rivista giuridica di urbanistica ed edilizia. ISSN 24989916     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli,   Avv. Federico Faldi  e  Avv. Gherardo Lombardi
Piano di recupero
T.A.R. Lazio, Roma, Sez. II quater, 2 marzo 2020
L'approvazione di varianti speciali e piani di recuperi consente di considerare legittimi i manufatti abusivi non sanati?
T.A.R. Lazio, Roma, Sez. II quater, 18 settembre 2019
Sulla differenza tra il piano di recupero ed il piano particolareggiato.
T.A.R. Toscana, Firenze, Sez. III, 26 marzo 2019
[A] Qual è la funzione del piano di recupero? [B] Cosa deve intendersi per volume o superficie utile?
Consiglio di Stato, Sezione IV, 15 maggio 2017
Se è evero che il piano di gestione dei rifiuti, avendo natura di atto eccedente l'ordinaria amministrazione, non può essere adottato in regime di “prorogatio”, cosa accade allorchè lo stesso risulti anche necessario ai fini dell'adempimento di impegni derivanti dall'appartenenza all'Unione europea?
T.A.R. Abruzzo, L'Aquila, Sezione I, 13 febbraio 2017
[A] Sulla pianificazione integrata ed in particolare sui programmi di riqualificazione urbana, i programmi complessi e la contrattazione tra i privati e la pubblica amministrazione. [B] Ancora sui programmi di recupero urbano e su “i Contratti di quartiere”.
T.A.R. Lombardia, Brescia, Sezione II, 5 gennaio 2016
Può l’approvazione di un progetto di recupero ambientale sottoposta a una condizione sospensiva meramente potestativa ritenersi legittima?
T.A.R. Piemonte, Sezione I, 3 gennaio 2014
Sulla sussistenza o meno di un principio normativo che statuisca l’obbligatorietà di un unico titolo edilizio che abiliti contestualmente tutti gli interventi edilizi da realizzare sugli edifici compresi nel piano di recupero
T.A.R. Veneto, Sezione II, 21 agosto 2013
[A] Sulla sussistenza o meno di conflitto di interesse nel caso in cui i consiglieri comunali, nella veste di privati cittadini, abbiamo in precedenza formulato osservazioni alla variante. [B] L’individuazione all’interno del piano regolatore generale delle c.d. zone di recupero ai sensi dell’art. 27 della legge 457/1978 costituisce attività altamente tecnico-discrezionale riservata all’amministrazione
T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione II, 2 aprile 2013
[A] La possibilità di variare il sedime è implicita nella previsione dell’obbligo di piano di recupero. [B] L’unico limite per la zona A desumibile dall’art. 9 del DM 2 aprile 1968 n. 1444 è che non sia aggravata la situazione esistente
T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, 9 novembre 2012
Sull’obbligo da parte della P.A. di effettuare la notifica individuale ai proprietari di immobili direttamente incisi dalla disciplina del piano di recupero
Consiglio di Stato, Sezione IV, 9 ottobre 2012
[A] Sulla possibilità o meno che i piani di recupero possano interessare anche aree inedificate. [B] Sul piano di recupero tardivamente approvato. [C] Sulla giurisprudenza che ritiene applicabile in via analogica la norma della distanza minima assoluta di m. 10 relativa alle pareti finestrate anche nelle zone A nelle ipotesi di nuova edificazione
T.A.R. Lazio Latina, Sezione I, 28 maggio 2012
[A] Sui Programmi di Recupero Urbano ai sensi dell’art. 11, comma 2, del d.l. n. 398/1993, convertito con l. n. 493/1993. [B] Nel processo amministrativo non esiste l’istituto del litisconsorzio necessario attivo e che, perciò, un ricorso può esser proposto collettivamente, a condizione che esso presenti identità di petitum e di causa petendi e che gli interessi fatti valere non siano divergenti e contrastanti tra loro. [C] L’individuazione delle zone agricole nell’ambito del contesto pianificatorio svolge anche una funzione ambientale
T.R.G.A. Bolzano, 21 marzo 2012
Sulla norma di piano regolatore in virtù della quale i privati, per attuare un piano di recupero, dovrebbero mettere a disposizione le proprie aree per l’utilizzo pubblico ciclabile
T.A.R. Veneto, Sezione II, 14 dicembre 2011
Sul procedimento che conduce all'approvazione dei piani di recupero, analiticamente disciplinato nel titolo IV della legge n. 457/1978
T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, 29 novembre 2011
Sui limiti del piano di recupero e sulle differenze rispetto la piano attuativo
T.A.R. Veneto, Sezione II, 8 settembre 2011
[A] Qualora vi sia contrasto tra le indicazioni grafiche del P.R.G. e le prescrizioni normative, sono queste ultime a prevalere. [B] Sulla compatibilità o meno tra il piano di recupero e gli incrementi volumetrici
T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, 7 luglio 2011
È del tutto marginale che il piano di recupero edilizio, consistendo in interventi sugli elementi costitutivi degli edifici esistenti, possa comportare incrementi volumetrici ossia nuove edificazioni
T.A.R. Umbria, Sezione I, 21 giugno 2011
Sulla delibera di Giunta comunale con la quale viene approvato un piano di recupero presentato dal privato
T.A.R. Puglia Bari, Sezione II, 9 giugno 2011
[A] Sulla ricostruzione su ruderi o su un edificio già da tempo demolito. [B] Sul Piano di Recupero che autorizza interventi edilizi estrinsecantesi in nuove costruzioni. [C] Sul fatto che i Piani di Recupero possano, ai sensi della L. 457/78, includere anche aree non edificate
T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, 18 maggio 2011
Sul “piano di recupero” che riguardi un’area quasi completamente inedificata e non immobili degradati
T.A.R. Marche, Sezione I, 16 maggio 2011
[A] Sulla possibilità o meno che un piano di recupero possa comportare incrementi volumetrici ossia nuove edificazioni. [B] Sulla scelta effettuata dall'amministrazione relativa alle aree da escludere dal piano casa
T.A.R. Lazio Roma, Sezione II, 11 maggio 2011
Sul piano di recupero urbano (PRU) che prevede la costruzione di un numero di nuove residenze superiore a quelle da risanare
T.A.R. Puglia Bari, Sezione II, 25 febbraio 2011
Sulla norma di piano regolatore che vieta la ristrutturazioni di immobili ricadenti in zona “A” una volta decorsi tre anni dal piano stesso ed in mancanza dell'approvazione di piani di recupero
T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, 21 gennaio 2011
La individuazione delle zone di recupero del territorio comunale, è cosa ben diversa dalla suddivisione del territorio in zone omogenee operata dal piano regolatore generale
Corte di Cassazione, Sezione II, 14 ottobre 2010
Le prescrizioni contenute nei piani di recupero formati ai sensi della L. 5 agosto 1978, n. 457, art. 28, per la rimozione dello stato di degrado del patrimonio edilizio comunale, sono soggette all'osservanza delle disposizioni del piano regolatore generale quali norme di grado superiore
T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, 8 settembre 2010
Sulla funzione del piano di recupero anche alla luce della legislazione della Regione Puglia
T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, 8 settembre 2010
Sulla possibilità o meno per il pianificatore comunale di assoggettare a recupero urbanistico un’intera zona del territorio e nel caso di specie la Zona “A”
T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, 18 gennaio 2010
I piani di recupero di cui agli artt. 28 della l. 5 agosto 1978, n. 457 e 28 della l. n. 219/1981 sono vincolati al rispetto della sovraordinata disciplina dei piani regolatori generali
T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, 28 dicembre 2009
[A] Sull'art. 22 della l.r. Lombardia n. 51 del 1975 laddove prevede espressamente che la dotazione globale di spazi per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale all'interno del piano regolatore generale o dei piani attuativi debba essere determinata, relativamente agli insediamenti residenziali, in rapporto alla capacità insediativa residenziale teorica. [B] Nell'ipotesi del piano di recupero ciò che rileva ai fini della determinazione degli standards è il numero dei vani anche preesistenti comunque interessati dall'intervento
T.A.R. Liguria, Sezione I, 9 dicembre 2009
Sulla L.R. Liguria 5 agosto 1987, n. 25 che consente di imporre ai proprietari la realizzazione degli interventi di recupero degli edifici prospicienti vie, piazze o altri luoghi aperti al pubblico in caso di accertamento di condizioni di “profondo degrado”
T.A.R. Toscana, Sezione III, 7 agosto 2009
Sul Piano di Recupero e sui principi giurisprudenziali ormai acquisiti
T.A.R. Toscana, Sezione III, 7 luglio 2009
[A] I piani di recupero del patrimonio edilizio esistente di cui alla legge n. 457/78 sono strumenti di pianificazione urbanistica di carattere esecutivo vincolati al rispetto delle previsioni dello strumento urbanistico generale. [B] Sulla necessità o meno di osservare le distanze dal confine qualora l’intervento di ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione abbia comportato un lieve rialzamento dell’edificio. [C] Sulla necessità o meno di osservare le distanze dai confini riguardo ai locali interrati
T.A.R. Toscana, Sezione III, 18 marzo 2009
[A] Sull’approvazione dei piani di recupero ai sensi della legge 5 agosto 1978 n. 457 e sulla necessità o meno che tale atto sia preceduto da una previa deliberazione del Consiglio comunale con la quale si individuano le zone del territorio i condizioni di degrado. [B] Sulla legittimità o meno di un piano di recupero che anziché conservare il patrimonio esistente consente la realizzazione di ulteriori volumetrie. [C] Sulla corretta interpretazione dell’art. 9 della legge regionale toscana n. 59/80 riguardo ai piani di recupero
Consiglio di Stato, Sezione IV, 24 dicembre 2008
Sull’assenso manifestato dai proprietari che rappresentino i tre quarti del valore degli immobili interessati dal piano di recupero
T.A.R. Friuli Venezia Giulia, 26 marzo 2008
Il termine per impugnare i piani di recupero decorre, per i soggetti non inclusi nel piano, dalla fine della pubblicazione all’albo pretorio della deliberazione di approvazione del piano stesso
Consiglio di Stato, Sezione IV, 5 marzo 2008
Sulla modifica di un piano di recupero e sulla possibilità o meno di introdurre nuovi vincoli non previsti dallo strumento urbanistico sovraordinato
T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, 16 gennaio 2008
Sul completamento delle volumetrie esistenti generalmente consentito dal piano di recupero e sulla possibilità o meno di ricomprendere in tale nozione anche l’edificazione di nuovi edifici
Piani di recupero in zona agricola ed incrementi volumetrici
Dott. Francesco Barchielli. Il piano di recupero è di per sé uno strumento preordinato alla riorganizzazione del patrimonio edilizio esistente anche se in taluni casi il regolamento urbanistico comunale consente tramite esso di realizzare incrementi volumetrici. Significative problematiche si pongono tuttavia nel caso in cui il piano di recupero interessi edifici che ricadono in zona agricola
Consiglio di Stato, Sezione IV, 14 ottobre 2005
Sulla sussistenza o meno dell’obbligo di cessione degli standard nel caso l’intervento sia attuato mediante piano di recupero
T.A.R. Campania Napoli, Sentenza II, 23 marzo 2007
[A] Sulle analogie tra i piani di recupero ed i piani particolareggiati. [B] Sull’efficacia temporale dei piani di recupero. [C] Sugli effetti della perenzione dei piani di recupero
T.A.R. Toscana, Sezione I, 30 gennaio 2007
Sulla facoltà dell’Amministrazione di comprimere attraverso il Regolamento Urbanistico la facoltà edificatoria dei privati
C.G.A.R.S. 28 dicembre 2005, n. 982
La pianificazione urbanistica comune si estende anche al demanio marittimo, salvo il concorso di poteri di tutela riservati all’autorità marittima
T.A.R. Campania Napoli, Sezione IV, agosto 2005, n. 10619
Sull’efficacia decennale del piano di recupero e sulla necessità di rispettare gli allineamenti e le prescrizioni di zona anche dopo la decadenza dello stesso
Consiglio di Stato, Sezione V, 1 luglio 2005, n. 3666
La restrizione delle potenzialità edificatorie degli immobili individuati a norma della legge n. 457/78 per i piani di recupero non può durare per oltre tre anni
T.A.R. Campania Napoli, Sezione VI, maggio 2005, n. 5490
Sulla natura dei piani di recupero e sulla loro efficacia decennale