Rivista giuridica di urbanistica ed edilizia. ISSN 24989916     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli,   Avv. Federico Faldi  e  Avv. Gherardo Lombardi
Acque pubbliche
T.A.R. Puglia, Lecce, Sezione I, 10 settembre 2021

Se ai fini del rilascio delle concessioni su beni demaniali marittimi sia necessario l’esperimento di una procedura di selezione aperta, pubblica e trasparente tra gli operatori economici.

Consiglio di Stato, Sez. IV, 3 agosto 2021

Sul criterio di ripartizione della giurisdizione nel caso di ricorso contro un provvedimento che preveda opere in materia di acque pubbliche.

T.A.R. Lombardia, Brescia, Sezione I, 14 giugno 2021

Se sussista la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche in relazione ai provvedimenti riguardanti gli ambiti territoriali ottimali di gestione quando da essi discendano ricadute sull'organizzazione e sulla conduzione del sistema idrico integrato.

Consiglio di Stato, Sez. V, 30 luglio 2018
Può sostenersi che l’escavazione di un pozzo costituisca realizzazione di un’opera idraulica che incide sul regime delle acque pubbliche?
T.A.R. Liguria, Genova, Sezione II, 11 novembre 2016
In assenza di puntuale riscontro nell’elenco delle acque pubbliche, un impluvio naturale (o un breve rio) può essere assimilato ad un corso d’acqua e dunque incluso tra i beni demaniali?
Consiglio di Stato, Sezione IV, 12 ottobre 2016
Sulla pubblicità dei “corsi d’acqua”: quand’è che può ritenersi integrata un’ipotesi di “torrente” ai sensi della vigente classificazione delle acque pubbliche?
T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, 26 luglio 2016
[A] Sul principio dell’acquisizione della prova nel processo amministrativo, e sulla possibilità o meno di scindere il contenuto secundum eventum litis. [B] qual è la ratio della fascia di rispetto fluviale?
Consiglio di Stato, Sezione V, 11 luglio 2016
Sulla giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche e, in particolare, sul criterio dell’“incidenza diretta”
T.A.R. Lazio Latina, Sezione I, 30 marzo 2016
Sul vincolo dell’articolo 133 r.d. n. 368, e su quello, analogo, dell’articolo 96 r.d. n. 523 del 1904, con particolare riferimento alla fattispecie in cui un torrente sia stato tombinato trasformandosi di fatto in un collettore di acque meteoriche
T.A.R. Piemonte, Sezione I, 4 febbraio 2016
[A] Sulla giurisdizione relativa alle controversie in materia di scarico di acque reflue industriali in pubblica fognatura: in presenza di quale elemento va affermata la giurisdizione del Tribunale Superiore delle acque pubbliche? [B] sul rapporto intercorrente tra la figura di reato di cui all’art. 137, comma 5, del d.lgs. 152/2006 e quella prevista all’art. 29 quatterdecies del d.lgs. 152/2006: quest’ultima è configurabile in caso di violazione di norme giuridiche generali ed astratte?
T.A.R. Campania, Salerno, Sezione II, 28 settembre 2015
Sull’emungimento delle acque sotterranee: può l’amministrazione, in presenza di un fenomeno di inquinamento per il superamento dei valori di concentrazione soglia di rischio, disporre la sospensione ad horas dell’emungimento senza valutare nel merito la possibilità tecnica di utilizzazione delle acque emunte nei cicli produttivi in esercizio nel sito?
T.A.R. Puglia, Lecce, Sezione II, 29 aprile 2015
Sugli obblighi gravanti sul proprietario (o alternativamente sulla P.A.) per la tracimazione delle acque del pozzo di sua proprietà, conseguente all’incremento di afflusso delle acque pubbliche, generato da innalzamento del livello della falda freatica e da un aumento di portata della sorgente naturale
T.A.R. Toscana, Sezione I, 30 marzo 2015
[A] Sul livello di dettaglio progettuale richiesto dall’approvazione del piano attuativo. [B] Sulla praticabilità di sistemi di smaltimento delle acque reflue alternativi all’immissione in fognatura
T.A.R. Lazio Roma, Sezione II-Bis, 16 marzo 2015
[A] Sulla qualifica da attribuire alle acque di falda emunte durante la fase della messa in sicurezza d’emergenza e della bonifica di un sito contaminato: applicabilità o meno del regime degli scarichi per lo sversamento derivante dagli ordinari cicli produttivi. [B] Sugli oneri di messa in sicurezza gravanti sul responsabile dell’inquinamento: regola di presunzione e criterio della “preponderanza dell'evidenza”. [C] Sulla questione pregiudiziale, rimessa all’esame della Corte di giustizia dell’Unione europea, relativa alla corretta interpretazione dei principii del “chi inquina paga”, di precauzione, dell’azione preventiva, della correzione prioritaria, alla fonte, dei danni causati all’ambiente alla luce di quanto sancito in materia ambientale dall’art. 191, par. 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dalla Direttiva n. 2004/35/U.e. del 21 aprile 2004 (articoli 1 ed 8 n. 3; 13° e 24° considerando) – con riferimento alla disciplina delineata dagli artt. 244-245 e 253 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152. [D] Sull’istruttoria del procedimento di bonifica: rigida scansione temporale e autonomia scientifica
T.A.R. Toscana, Sezione III, 2 febbraio 2015
Sulla giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche in tema di diniego di condono edilizio
T.A.R. Toscana, Sezione II, 3 febbraio 2015
Sulla particolare rigorosità dell’apparato istruttorio e motivazionale che deve contraddistinguere le decisioni assunte dall’amministrazione in materia di bonifica, con particolare attenzione al sistema del contenimento fisico
Consiglio di Stato, Sezione V, 20 gennaio 2015
Sulla giurisdizione relativa all’Autorizzazione Integrata Ambientale che riguardi anche la gestione di acque pubbliche
T.A.R. Lazio Roma, Sezione II bis, 27 gennaio 2014
L’espressione “rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda” deve intendersi come comprensiva delle acque contaminate emunte dalla falda
T.A.R. Basilicata, Sezione I, 16 dicembre 2013
La giurisprudenza ha chiarito che la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche si estende anche ai provvedimenti di espropriazione connessi alla realizzazione della condotta idraulica relativa alla costruzione di una centrale idroelettrica
T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, 20 dicembre 2013
Solo per le acque fluenti di minori dimensioni ed importanza, vale a dire per i corsi d'acqua che non sono né fiumi né torrenti, si impone, ai fini della loro rilevanza paesaggistica, la iscrizione negli elenchi delle acque pubbliche
T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, 11 novembre 2013
Sulla qualificazione delle acque come pubbliche o private, ai sensi dell’art. 144, primo comma, del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152, ed in virtù della sentenza della Corte Costituzionale del 19 luglio 1996 n. 259
Consiglio di Stato, Sezione IV, 8 novembre 2013
La funzione principale ed essenziale di un ponte realizzato su un fiume, torrente o corso d'acqua, è appunto il suo scavalcamento e quindi è innegabile che l'opera costituisca anzitutto e in modo fondamentale una pertinenza del bene demaniale, essendo posta a durevole servizio di questo, e a questo incorporata attraverso l'appoggio stabile sulle sue sponde
T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, 18 aprile 2013
Sugli elementi indispensabili per l’utilizzazione agronomica delle acque
T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, 12 marzo 2013
Sulla giurisdizione competente riguardo alle impugnazioni degli atti con i quali si approva un PAI
T.A.R. Lazio Roma, Sezione I Ter, 21 novembre 2012
Sui recenti orientamenti estensivi della giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche
T.A.R. Umbria, Sezione I, 30 agosto 2012
Sulla speciale attribuzione del Genio di imporre, in via di urgenza, le spese necessarie per assicurare l'incolumità pubblica
T.A.R. Molise, Sezione I, 9 marzo 2012
Sulla normativa che disciplina il P.A.I. (piano di assetto idrogeologico) e sulle sue funzioni
Consiglio di Stato, Sezione IV, 15 luglio 2011
[A] Lo specifico procedimento di rilascio della concessione per la coltivazione di giacimenti di acque minerali e termali contempla una sorta di “camera di compensazione” di tali interessi pubblici in concorso. [B] Il principio elaborato dalla giurisprudenza sulla non necessità della motivazione per le singole destinazioni di piano vale per la ponderazione degli interessi di privati e, dunque, non è applicabile quando si debba ponderare un concorrente interesse pubblico. [C] La disciplina dettata la zona di rispetto di 200 metri dal punto di captazione delle acque minerali, ex art. 94, comma 6, del D.L.vo 152 del 2006, non preclude la realizzazione di opere viarie
Corte di Cassazione, Sezione I, 8 novembre 2010
Le norme sulle distanze legali da osservare "Per i tubi d'acqua pura o lurida, per quelli di gas e simili e loro diramazioni" disciplinano i rapporti, tra fondi privati contigui e non trovano applicazione quando si tratti di manufatti realizzati su area di proprietà demaniale
T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, 18 maggio 2010
Sulla disciplina delle aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano e sulla delimitazione della fascia di rispetto intorno ai pozzi di acqua nella Regione Lombardia
T.A.R. Puglia Bari, Sezione II, 13 ottobre 2009
[A] Sulla somma corrisposta all’atto del ritiro di un permesso di costruire, a titolo di concorso nelle spese di urbanizzazione e sugli ulteriori costi necessari a realizzare le opere di allacciamento alla condotta fognaria. [B] La realizzazione delle opere di allaccio alla fognatura non costituisce esplicazione del c.d. servizio idrico integrato
T.A.R. Calabria Reggio Calabria, 30 luglio 2009
Sull’art. 3, co. 1, D.l.vo 19 agosto 2005 n. 195 secondo il quale l'autorità pubblica deve rendere disponibile l'informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse. Fattispecie relativa all’assenza di impianti di depurazione delle acque
T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Ter, 27 luglio 2009
Sulla necessità dell'autorizzazione per gli scarichi di acque reflue domestiche in pubbliche fognature
T.A.R. Toscana, Sezione I, 12 maggio 2009
Sulla qualificazione giuridica dei consorzi di bonifica
T.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, 5 marzo 2009
Sul provvedimento con il quale il Comune respinge la richiesta di autorizzazione allo scarico nella fogna comunale delle acque reflue derivanti da un’attività produttiva
T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, 21 gennaio 2009
E’ illegittimo il rilascio del titolo edilizio in favore di un progetto di costruzione che utilizzi, quale sistema di smaltimento dei reflui, vasche di tipo “Imohf” o simili, con tecniche a dispersione, in prossimità di prese d’acqua destinata al consumo umano
T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, 21 gennaio 2009
Sulle zone di rispetto per mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, ai sensi dell’art. 94, commi 1 e 2, del Dlgs 156 del 2006
T.A.R. Marche, 5 febbraio 2008
Sull'art. 96 lett. f) del R.D. n. 523/1904, sul tassativo divieto di edificare ad una distanza inferiore a 10 metri dal piede degli argini dei corsi d'acqua e sulle deroghe quando la materia sia disciplinata da norme locali
Corte Costituzionale, 18 gennaio 2008
E’ illegittimo il comma 485 dell’art. 1 legge 23 dicembre 2005, n. 266 poiché, anziché aprire gradualmente il mercato interno dell'energia seguendo le scadenze naturali delle diverse concessioni di grandi derivazioni di acque pubbliche, proroga irragionevolmente queste ultime di dieci anni decorrenti dalla data di scadenza di ciascuna concessione
T.A.R. Friuli Venezia Giulia, 10 maggio 2007
Sui criteri di calcolo della zona di rispetto di 150 metri di cui all’art. 142, comma 1 lett. c) del D.Lgs. n. 42/2004, relativamente alle fasce laterali ai fiumi
T.A.R. Piemonte, Sezione I, 18 aprile 2007
Sulla’avvenuta acquisizione al demanio di tutti i corsi d’acqua e sulla vigenza del divieto di costruzione di manufatti ad una certa distanza soltanto dagli argini dei corsi d’acqua iscritti negli elenchi ex art. 1 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775
T.R.A.P. Firenze, 8 gennaio 2007
I principi che regolano la costituzione coattiva di servitù esercitate per pubblica utilità sono assai diversi dalla ipotesi di espropriazione di immobili per pubblica utilità
Corte di Giustizia, Sezione VI, 30 novembre 2006
Non avendo adottato le misure per assicurare che le acque reflue urbane dell’agglomerato formato da vari comuni della provincia di Varese fossero soggette ad un trattamento più spinto di quello secondario o equivalente previsto dall’art. 4 della direttiva del Consiglio 21 maggio 1991, 91/271/CEE, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza dell’art. 5, n. 2 e 5, di tale direttiva
Regione Toscana. SIRA - Toponomastica dei Corsi d'Acqua
Ricerca dei corsi d'acqua della Toscana per Autorità di Bacino, per Comune, per Bacino Idrografico o per parola chiave, sulla base degli archivi del Reticolo Idrografico realizzato dal Servizio Geografico Regionale
T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Ter, 20 novembre 2006
Sulla domanda di autorizzazione allo scarico e sull'inerzia del Comune dovuta alla mancanza del parere tecnico richiesto al Gestore
TRAP Corte d’Appello di Firenze, 6 luglio 2005, n. 8
Sulla giurisdizione del Tribunale Regionale della Acque laddove si imputi all’Amministrazione una negligenza nella manutenzione dell’opera pubblica
T.A.R. Toscana, Sezione I, 26 aprile 2005, n. 1827
E’ inammissibile per difetto di giurisdizione – spettando al Tribunale Superiore delle Acque – il ricorso avverso la revoca della concessione di terreno demaniale sulla sponda del fiume Arno
Regione Toscana. Piano di Tutela delle Acque
Il Piano di Tutela delle Acque rappresenta lo strumento "direttore" del governo dell'acqua in Toscana a scala di bacino idrografico che, attraverso il monitoraggio e il quadro conoscitivo dello stato attuale delle risorse idriche, individua le attività e le azioni di governo necessarie a raggiungere gli obiettivi quantitativi prefissati